Politica
Sanità, la minoranza abbandona l'aula e blocca il confronto. Capigruppo maggioranza: "Boicottaggio su temi cruciali per le persone"
Cecchini, Di Vito, Fava, Del Barga, Pasquinelli e Pierini (nella foto): "Una scelta incomprensibile che impedisce la discussione delle mozioni dell'opposizione e tradisce la volontà di affrontare nel merito i problemi della sanità"

Roberto Vannacci saluta la Lega, Matteo Salvini e comincia una nuova avventura
Il colloquio tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci è servito solo a confermare quello che si andava dicendo da giorni e cioè che il generale non aveva più…

(Grande) Torino
Grazie Alessandro Calista, da parte mia, delle mie figlie, di tutti i tuoi compatrioti che detestano i delinquenti che ti hanno circondato in dieci e ti hanno ferito,…

Alfarano, Olivati, Barsella: "Ponte a Moriano, dietro il PNRR niente"
Dopo un incontro con i cittadini tenutosi giovedì 29 gennaio presso il ristorante Erasmo, i tre consiglieri di opposizione Vincenzo Alfarano (Pd), Gabriele Olivati (Lucca Futura) e Marco Barsella (Lucca Civica - Volt - Lucca è Popolare), ribadiscono: "Ponte a Moriano e Brancoleria chiedono più impegno su dissesto idrogeologico viabilità, trasporti, attività culturali"

Mozione su Nave, Gabriele Olivati: "Maggioranza la approvi per migliorare il paese, occasione da cogliere"
"La maggioranza di Mario Pardini si impegni a migliorare la frazione di Nave, pensando a pedoni e ciclisti. Martedì 3 febbraio dalle 15:00 in poi si terrà un…

Giancarlo Affatato, solidarietà all'agente aggredito a Torino dagli infami degli antagonisti
Il Segretario Nazionale del Partito Politico Libertà e’ Democrazia Giancarlo Affatato esprime la propria solidarietà e la vicinanza di tutto il partito per quanto è accaduto ieri sera…

Assi viari, Per Lucca e i suoi paesi: “Gli anti-assi cinici, a Lucca e Capannori serve la tangenziale”
“L’annoso dibattito sugli assi viari, che da quasi 40 anni vede comitati sedicenti ambientalisti ripetere argomentazioni vecchie e superate, ma evidentemente supportate da influenti forze politiche, ha recentemente…

Vannacci a Mendrisio: il successo che dà fastidio alla sinistra
È stata una serata di grande partecipazione e interesse quella che ha visto protagonista Roberto Vannacci a Mendrisio. Per la quarta volta in meno di un anno, il…

Il sindaco Pardini contro i bastardi dei centri sociali che hanno aggredito e pestato il poliziotto
Finalmente un sindaco che non puzza di rosso vermiglio e che ha il coraggio di dire ciò che la stragrande maggioranza degli italiani, Roberto Vannacci in testa, pensa.

L'ama... non l'ama
L’ultimo grido della politica nostrana, pronto a scatenarsi in tormentone, riguarda l’interrogativo se nascerà o meno un nuovo partito, in barba a chi riteneva che la 2^ Repubblica…

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"Nel 2022, a seguito dell'adozione di una risoluzione del Parlamento europeo di condanna della brutale repressione delle donne iraniane da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, il Consiglio Affari esteri dell'Unione annunciò nuove sanzioni in materia di diritti umani. Purtroppo, quelle misure si sono rivelate del tutto insufficienti nel contrastare le gravissime violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime degli Ayatollah. Oggi, di fronte al drammatico aumento del numero di manifestanti uccisi, il sistema teocratico iraniano, fondato su un estremismo radicale che impone il velo, nega la libertà personale e reprime in particolare ogni forma di emancipazione femminile, mostra ancora una volta al mondo il suo volto più crudele. L'introduzione di sanzioni è un passo nella giusta direzione, ma non basta". Lo dichiarano le eurodeputate della Lega Susanna Ceccardi, Anna Maria Cisint e Silvia Sardone, annunciando la presentazione di un'interrogazione prioritaria con richiesta di risposta scritta alla Commissione e al Servizio europeo per l'azione esterna (Seae).
"Attraverso il nostro atto - spiegano le esponenti della Lega - chiediamo all'Ue e al Servizio diplomatico dell'Unione di uscire dall'immobilismo e adottare iniziative immediate per condannare la repressione, sostenendo apertamente il diritto alla vita e alla protesta pacifica della popolazione iraniana. Inoltre, sollecitiamo l'attivazione di strumenti di pressione diplomatica e sanzioni realmente mirate che possano garantire la sicurezza di giornalisti, oppositori politici e difensori dei diritti umani, oggi nel mirino delle autorità. Infine, chiediamo all'Europa di intervenire con fermezza per ripristinare il libero accesso alle comunicazioni, contrastando i blackout digitali utilizzati dal regime come arma di censura e oppressione. Servono azioni urgenti, concrete e molto più incisive di quelle messe in campo finora da Bruxelles".
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L’asse nord-sud, già previsto e disegnato sulle carte del PG del 1958, redatto dall'ing. Pera, dall’arch. Clemente, dall’ing. Lazzareschi e dal prof. Roisecco e voluto dall'allora amministrazione guidata dal Sindaco On. Italico Baccelli, mai realizzato, fu allora aspramente criticato da Eugenio Luporini che così si espresse in sede convegno INU a Firenze nel 1955 : "... Un mostruoso ordigno premente (...) una gigantesca chiave inglese che addenta Lucca come un dado e la stringe e la strangola inesorabilmente nella sua testa d'acciaio, mentre il manico robusto della tenaglia s'incunea preciso tra il bel fiume e il vacillante binario della vecchia ferrovia per Castelnuovo Garfagnana ".
L’ ing. Bortoli, che all’epoca della redazione del PR era capo della sezione urbanistica dell’UT del Comune, a distanza di venti anni, nel 1976, pubblicò un libro sul PRGC del 1958, dove tra l’altro si diceva: “…la soluzione più saggia sarebbe stata senza dubbio quella di un rigetto completo del Piano Regolatore da parte del Comune o, in via subordinata, dell’autorità superiore…”.
Ebbene, a distanza di sessanta anni rispunta questo mostruoso progetto per la realizzazione dell’asse nord-sud, considerato opera di importanza strategica e quindi incardinato nell'ambito della legge "obiettivo" n°443/2001, pensata ad hoc per accelerare procedure, dall'allora ministro delle infrastrutture Lunardi, componente del governo Berlusconi II.
A tale scopo è stato individuato un commissario ad acta.
Il progetto definitivo, approvato in conferenza dei servizi, sul finire del 2025, in realtà è diventato il progetto di un "semiasse stradale nord sud" (cfr. Legambiente Lucca).
Definanziato e uscito di scena l'asse est - ovest , considerato all’inizio indispensabile, per l'efficacia dell'asse nord sud, eliminato pure il collegamento con l'autostrada, il famigerato asse nord - sud viene ad essere declassificato ad una strada con valenza urbana che, provenendo da Ponte a Moriano finisce nei pressi dell'ospedale S.Luca e che pertanto non ha niente del tanto declamato progetto strategico pensato originariamente, sollevando così anche molti dubbi sulla legittimità della procedura adottata.
Nel 2014, per i complessivi 11 km erano previsti 78 milioni di euro pari a 7 milioni di euro a km, nel 2026, per realizzare poco più di 7 km ( quindi circa 4 km in meno, essendone stata stralciata una parte ), i costi sono comunque lievitati a 179 milioni di euro, pari a 25,5 milioni di euro a km. Costi più che triplicati. Una vera oscenità, considerando anche tutti i costi indotti dall’impatto dell’opera in questione.
Siamo convinti che la via da seguire, oggi, è un'altra, che punta all'implementazione ferroviaria e alla ristrutturazione delle gallerie per far passare i tir su vagoni ( in tal senso vanno gli interventi operati in Garfagnana dove sono stati realizzati importanti centri di smistamento merci, che potranno finalmente usufruire della ferrovia).
Così come concepito, questo asse nord-sud non allevierà il traffico sulla circonvallazione che di un misero 3%, ( significa che su 100 tir che ipoteticamente passano dalla circonvallazione ne continuerebbero a passare 97, una riduzione ridicola ), ciò non giustifica le decine di milioni di euro che verrebbe a costare, oltre ai costi conseguenti ai danni al territorio, dal punto di vista urbanistico, idraulico, paesaggistico, funzionale, in quanto verrebbe tagliato in due e reso invibibile.
Oggi questo progetto risulta scellerato e obsoleto , fortemente impattante sul territorio della Piana lucchese con conseguenze:
- devastanti per la fragile e delicata situazione idraulica, insistendo per gran parte sul paleoalveo del fiume Serchio, dove la falda freatica affiora in superficie ( vedi laghetti di Lammari, considerati in maniera scandalosa dall’Anas come semplici laghetti sportivi ), in ragione di una enorme colata di cemento e asfalto che impermeabilizzerebbe, irrimediabilmente, ulteriore territorio ad oggi agricolo;
- devastanti per l'aspetto paesaggistico, andando tra l'altro ad insistere sulle residuali aree verdi scampate alla maniacale e compulsiva urbanizzazione diffusa, avvenuta negli ultimi venticinque anni;
- devastanti dal punto di vista urbanistico in quanto aggraverebbe in maniera esponenziale la situazione edilizia e infrastrutturale caotica che si è andata sedimentando nella Piana e in prossimità della Città, sedimentazione tuttora in evoluzione, che non dà segni di ripensamento e che vede codificati nella strumentazione urbanistica, recentemente approvata, nefasti programmi di ulteriore cementificazione e impermeabilizzazione con un indice di consumo di suolo tra i più alti d’Italia;
Questo progetto fu oggetto, nel 2014, di una “ inchiesta pubblica” che ne rilevò le criticità le quali, a distanza di 10 anni, sono aumentate esponenzialmente, in relazione all'accelerazione dei cambiamenti climatici che stanno causando frequentissimi disastri dappertutto, e in relazione alle nuove norme sul consumo di suolo ( vedi anche l'approvazione delle norme europee di cui al provvedimento " Nature Restoration Law ) norme che sollecitano la necessità di un cambio di paradigma per ciò che riguarda la mobilità e il consumo di suolo.
La soluzione quindi non è un progetto che implementi ulteriormente la congestione di traffico su gomma, bensì un progetto che concepisca una diversa mobilità e cioè che realizzi una visione complessiva, alternativa, di infrastruttura sul territorio, che consenta una migliore accessibilità per merci e persone, attraverso una mobilità variamente declinata, che punti a ridurre drasticamente inquinamento, consumo di suolo, garantisca un equilibrio idraulico, non spezzi le relazioni caratteristiche di un'area urbana come quella lucchese, e non la privi dei suoi valori paesaggistici, ecosistemici, che non rappresentano solo una componente estetica, bensì la qualità del vivere.
Come si realizza tutto ciò? Si realizza cambiando paradigma, ridisegnando la mobilità in modo che consenta di portare su rotaia merci e persone, che consenta di intervenire razionalizzando la viabilità attuale, sciogliendo i nodi critici, realizzando tramvie di superficie.
Anche alla luce dei cambiamenti climatici, che stanno mettendo e metteranno sempre di più in crisi i nostri territori, sono quindi indispensabili scelte alternative che prevedano di:
- implementare la ferrovia, potenziando le tratte esistenti con un secondo binario ed elettrificando quelle tratte che ancora non lo sono, realizzando tronchetti ferroviari per le industrie esistenti in modo da far si che le loro produzioni possano essere direttamente trasferite su rotaia;
- realizzare una tramvia di superficie che colleghi la Città a tutta la piana lucchese e oltre, e alle periferie poste ad ovest, sud, nord della Città;
- implementare e incentivare i mezzi pubblici locali;
- realizzare una mobilità lenta con percorsi ciclabili, sicuri e protetti, e contestualmente percorsi pedonali.
Cambiando paradigma di mobilità potrà essere valorizzata tutta l'area urbana, anche attraverso il ridisegno delle strade che la attraversano, con il recupero della loro funzione trasversale; potrà essere abbattuto l'inquinamento e quindi migliorata la salute delle persone, potrà essere migliorata l'accessibilità urbana, in molti casi si potrà procedere ad una depavimentazione e recuperare la permeabilità dei terreni e favorire una riforestazione urbana per mitigare l'effetto del surriscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici.
L' abbandono di questo progetto di semiasse nord- sud, a favore di una scelta di un paradigma diverso, alternativo alla mobilità privata su gomma, contribuirà ad evitare i disastri sempre più spesso all'ordine del giorno, che purtroppo si preannunciano per il futuro.
I mantra del tipo “ servono più strade per decongestionare il traffico” o “ ci sono i soldi bisogna approfittarne” sono solo pubblicità ingannevole perché, continuando con questo modello di mobilità, dati alla mano, è dimostrato che più strade si realizzano e più traffico viene calamitato con conseguente congestione di traffico e inquinamento. E’ indispensabile che le risorse siano impiegate per opere veramente necessarie e sostenibili, piuttosto che in opere che procurerebbero danni ingentissimi e irreparabili e quindi costi altissimi per la collettività.
Il ricorso del Comitato “ Altrestrade”, supportato dai cittadini, meritoriamente ha deciso di ricorrere al TAR, denunciando pesanti dubbi sulla regolarità degli atti amministrativi. Nel fare ciò il Comitato rileva altresì il sostanziale fallimento della classe politica.


