Ce n'è anche per Cecco a cena
Rodolfo Salemi, l'amico... ritrovato, ma era meglio se restava dov'era
Ci eravamo incontrati parecchi anni fa, noi con la Gazzetta di Viareggio, lui impegnato in politica ancora in maniera embrionale. Era accompagnato da una bellissima ragazza con la quale, crediamo, non starà più. Infatti, successivamente, lasciò Viareggio e si diresse verso l'esperienza televisiva al nord. Ci era parso un ragazzo in gamba, simpatico, sveglio, di poche seghe e quando decise di tornare e rimettersi in politica, restammo sorpresi solo in parte. Fu Giorgio Del Ghingaro che lo riacciuffò per i capelli facendolo assessore e, da allora, la sua strada non ebbe alcun intoppo o, almeno, così ci è sembrato. Poi, quello che è avvenuto poco tempo fa, con il suo post che segnalava tre posti di blocco da parte della polizia. Un gesto di una ingenuità incredibile, che non poteva essere stato partorito da una mente lucida, soprattutto quella di un assessore, riconfermato, del comune di Viareggio. Con il suo post Salemi ha messo in profonda difficoltà il sindaco Grilli così come tutto il centrodestra. Le sue dimissioni sono state respinte più volte, probabilmente perché accettarle avrebbe significato l'apertura di una crepa nella maggioranza che avrebbe potuto produrre effetti indesiderati e incontrollati. Il malumore, tuttavia, c'è ed è forte, in particolare, perché le stesse forze di polizia hanno manifestato il loro malcontento e non gli si può certamente dare torto. Allora la domanda è una sola: perché Salemi, che non era certo un amministratore pubblico di primo pelo, ha sentito il bisogno di diffondere ai quattro venti la notizia di tre posti di blocco sulle strade di Viareggio? Noi pensiamo ad una certa ingenuità che lo ha spinto a tentare di avvisare i suoi cittadini dell'incombente pericolo a mettersi, cioè, dalla parte di chi ogni giorno viene regolarmente spolpato da multe e contravvenzioni di tutti i generi. Ha sbagliato? Certamente, trattandosi di una figura, la sua, istituzionale e appartenente al sistema non fuori dal sistema...

A Torino gli antagonisti bastardi contro Vannacci: quanto dobbiamo sopportare prima che i delinquenti vengano presi a calci nel culo?
Gli anni di piombo stanno tornando. E prima o poi ci scapperà il morto. Non passa giorno, infatti, senza che i bastardi antagonisti e i loro fratelli verniciati di rosso, attacchino Roberto Vannacci e tutti coloro che non la pensano come lui. Questo cesso di Paese non è più una democrazia, ma qualcosa che assomiglia sempre di più ad una resa incondizionata da parte dello Stato e delle forze dell'ordine alla violenza. Un generale che ha dato anni per l'Italia e che ha il coraggio di dire quello che la stragrande maggioranza degli italiani pensa, viene sistematicamente aggredito, boicottato, denigrato, vilipeso da una razza di bastardi senza gloria ai quali nessun questore ha gli attributi per dare loro la lezione che meritano. A Torino hanno lanciato uova e altri oggetti contro gli agenti della polizia, 250 persone assalite e massacrate da chi dovrebbe essere preso e messo al muro. Ma in Italia il farlo significherebbe essere fascisti e allora, credeteci, come sarebbe bello quel fascismo capace di stroncare ogni violenza politica impunita come quella della sinistra in Italia. Roberto Vannacci è un galantuomo, è una persona perbene che, a differenza dei teppisti che lo hanno aggredito, ha fatto di tutto per il proprio Paese. Gli italiani con il buonsenso devono sopportare che quattro infami se la prendano con le forze di polizia perché al Viminale non ci sono dirigenti con i controcazzi in grado di respingere colpo su colpo senza poi aver paura dei giornali di sinistra leccaculo. Noi stiamo con Vannacci e lo ribadiremo anche il 2 ottobre al Bagno Biondetti di Marina di Pietrasanta dove lo intervisteremo per il quarto annoi di seguito, da quando, cioè, la sua e nostra avventura cominciarono. Al questore di Lucca, il romano Edgardo Giobbi, chiediamo di dimostrare ancora una volta come a Lucca non ci sia spazio per gli imbecilli e i sudici di una sinistra che non conosce la parola rispetto. Noi saremo dalla parte di Vannacci senza se e senza ma, perché se anche possiamo non condividere qualcosa del suo programma, non accettiamo che lo si aggredisca un giorno sì e l'altro pure...

La sicurezza dalla strada ai salotti... della prefettura
Noi non conosciamo l'attuale prefetto - perdonateci, ma prefetta ci fa venire l'itterizia - né abbiamo mai assistito o partecipato alle numerose, per alcuni, addirittura, infinite riunioni del comitato interprovinciale per l'ordine e la sicurezza. Non ne avevamo il diritto, non ne abbiamo l'interesse. Ciònonostante il tema della sicurezza ci è particolarmente caro. Da sempre. Ebbene ci risulta che il numero delle sedute sia a livelli record e che vengano convocate un po' per tutto al punto che non si riesce a capire se siano realmente necessarie oppure no. Lucca e la sua provincia non hanno bisogno di riunioni nei salotti delle istituzioni, hanno bisogno di uomini e mezzi che vadano in mezzo alla strada. Ad esempio diamo una occhiata alla stazione ferroviaria di Lucca. Fino a qualche tempo fa vi sostavano, di giorno e di notte, cani e porci, per non parlare delle zone limitrofe con immigrati che bivaccavano un po' ovunque e all'interno di edifici vari. Oggi e lo abbiamo sperimentato di persona, cani e porci ci sono ancora, ma se non altro non creano casino. Merito delle riunioni in prefettura? Dubitiamo. E in Versilia? L'estate è stata una stagione particolarmente calda con carabinieri e agenti di polizia costretti a impegnarsi giorno e notte per rendere più sicura la movida sul mare e non soltanto. Merito delle sedute prefettizie? Mah... Da apprezzare certamente l'elevato spirito partecipativo con cui il prefetto convoca riunioni su riunioni allargandole sempre di più, ma la sensazione è che, concretamente, l'efficienza e l'efficacia siano altro. Una volta, quando eravamo giovani cronisti di nera, le notizie ce le andavamo a prendere da soli e il questore e il comandante provinciale dei carabinieri erano i principali attori di una realtà alla quale presenziavano e sulla quale agivano personaggi adatti alla bisogna. Oggi, con il prevalere del politicamente corretto, anche loro devono sottostare al timore di essere presi e strangolati dalla realtà dell'apparenza, dove l'apparenza dell'ipocrisia finisce per prevalere sulla sostanza della verità. E la verità è che cani e porci assediano le nostre strade e non si può fare giustizia né ordine pubblico semplicemente dietro un tavolo dove tutti parlano e nessuno capisce nulla...

Roberto Santini, una scomparsa improvvisa che ci riporta indietro nel tempo
La notizia è arrivata all'improvviso, inaspettata, inattesa, dirompente. Ieri notte è morto nella propria abitazione Roberto Santini, 63 anni, proprietario del più famoso bagno di Forte dei Marmi, il Bagno Piero. Nessun segno premonitore della tragedia, Santini aveva, addirittura, visto nella giornata di domenica sul maxi-schermo all'interno dello stabilimento balneare, il Gran Premio di formula 1 affiancato da Gerard Berger, ex pilota della Ferrari. Ieri mattina, non vedendolo arrivare in spiaggia, i suoi collaboratori hanno provato a chiamarlo, ma non rispondeva. Allora qualcuno è andato a casa sua, ma anche qui nessuna risposta al campanello. A quel punto è stato chiesto l'intervento dei vigili del fuoco i quali hanno forzato la porta e, purtroppo, sul divano è stato trovato il corpo privo di vita dell'imprenditore ucciso da un infarto. Noi lo avevamo conosciuto tredici-quattordici anni fa, frequentando assiduamente l'Enoteca Marcucci. In una di quelle dolci e spensierate serate estive, avevamo chiacchierato e, alla fine, ci aveva invitato ad andarlo a trovare al suo bagno così famoso. Roberto Santini era una persona speciale, generosa, ma, almeno in apparenza, timida che si apriva solamente dopo un po' di tempo. Per noi, almeno all'inizio, ebbe una robusta simpatia anche perché non ci tiravamo mai indietro se c'era da scrivere cose che, magari, altri preferivano, per opportunismo politico e non, evitare di toccare. Al Bagno Piero apprezzammo il servizio, la spiaggia, davvero enorme, la piscina, la cucina, l'attenzione con cui Santini curava i particolari. Il suo era un bagno familiare e, allo stesso tempo, adatto ai Vip, dove la discrezione regnava sovrana e dove Roberto vigilava con l'affetto del buon padre di famiglia. La frequentazione del suo bagno ha rappresentato, con altri aspetti, uno dei momenti più appassionanti della nostra professione in Versilia dove ci recavamo spesso, in estate, seguiti da colleghi e colleghe. Sole, mare, buon cibo e buon vino, notizie, conoscenze, c'era un po' di tutto in quegli anni, per così dire e almeno per noi, ruggenti. All'Enoteca Marcucci c'era il mondo o, crediamo, una sua piccola parte e idem valeva con il Bagno Piero dove ricordiamo ancora la gentilezza e l'eleganza di Bedy Moratti sorella di Letizia e di Massimo ex presidente dell'Inter...

Noi stiamo con Vannacci perché in un mondo, la politica, di castrati è l'unico ad avere i coglioni
Dicono e scrivono che Vannacci è filo russo. A noi non risulta anzi, da quando lo conosciamo, ossia dal 2023 quando, per primi, lo abbiamo intervistato a Marina di Pietrasanta, non ha mai fatto menzione di una sua simpatia per Putin. Sono stati i giornalisti sudici e svenduti ad accusarlo in merito a presunte irregolarità dalle quali è stato sistematicamente assolto. Ma non è servito a nulla. Oggi continuano a tacciarlo di essere filoputiniano semplicemente perché lui, alla guerra contro l'Ucraina, vorrebbe porre fine il prima possibile. Il generale Vannacci è un incursore, è stato comandante del 9° Col Moschin, ha guidato la Folgore, sa cosa significhi stare con il culo allo scoperto e con il rischio, concreto, che da qualche parte arrivi un proiettile non certo sparato a salve. E poiché sa che cosa vuol dire trovarsi in mezzo ad un conflitto armato, sa anche che l'Italia non solo non è in grado di reggerne uno, ma uno qualsiasi, ma che non avrebbe senso mandare gli italiani a combattere per difendere l'Ucraina e attaccare i russi. Qualcuno vorrebbe metterci in testa che la Russia e Putin potrebbero bombardare le nostre città. Stronzate. Il popolo russo ama l'Italia e gli italiani, la nostra cultura, la nostra arte, la nostra musica. Se ha combattuto contro di noi è perché un demente di nome Benito Mussolini ha spedito 90 mila gavette di ghiaccio a farsi ammazzare nelle steppe innevate di un Paese grande come nessun'altro. L'Unione Europea vorrebbe stroncare la Russia, dimenticandosi che i primi a piazzare armamenti sotto le chiappe di Putin sono stati gli occidentali e la Nato che hanno sempre sognato di ridurre la Russia ad una sorta di espressione geografica. Putin non è un santo e la Russia non è una democrazia, ma da qui a scatenare una guerra mondiale e nucleare per andare a rompere i coglioni a quel popolo distante migliaia di chilometri è veramente assurdo...

Trentasette anni vissuti tra editori, contratti e libri pubblicati: nonostante tradimenti e abbandoni siamo ancora qua
Chi segue i nostri quotidiani on line - Gazzette prima, Inluccaveritas poi - sa bene che essi sono stati, spesso, lo specchio di una vita che, inevitabilmente e visto il carattere di chi l'aveva vissuta, rappresentava inevitabilmente, il suo protagonista. Un po' per mania di centralità, un po' per convinzione, un po' per provocazione, sovente l'esistenza di chi scrive è finita sulle colonne di questi giornali. E non sempre, anzi, quasi mai, per notizie positive. Appena sbarcati a Lucca, nel 1989, trovammo tramite l'amico e maestro di giornalismo Fidia Gambetti, il primo editore disposto a credere in noi. Era Abramo Editore, di Catanzaro e il suo direttore editoriale Carlo Carlino ebbe da subito fiducia in noi al punto che nel 1990 venne stampato e pubblicato Autoritratto di una generazione. A gennaio del 2027, esattamente il 26, il giorno che precede la giornata della memoria, Piemme-Mondadori darà alle stampe l'ultimo libo scritto dal direttore (ir)responsabile di questa testata. Nessuna anticipazione, per scaramanzia ovviamente, ma se si fanno due conti sono trascorsi trentasette anni, una via davvero. L'ultima opera affronta il periodo storico che va dalla prima guerra mondiale alla fine della seconda e narra la storia di un uomo scomparso tragicamente al termine di un lungo viaggio attraverso il fascismo, come avrebbe detto Ruggero Zangrandi, in un campo di sterminio. Ormai conosciamo così bene il Ventennio che potrebbero chiamarci a tenere lezioni all'Università se non fosse che all'Università ci finiscono spesso solo quelli che hanno il fondoschiena protetto. Il contratto firmato con Piemme, uno dei tanti siglati in questa lunga esistenza pubblicistica, prevedeva la consegna del testo entro il 30 settembre 2026...

Preti di colore e lingua italiana: un binomio... indissolubile
Sarò brutale se non, addirittura, blasfemo, ma spero che monsignor Paolo Giulietti non me ne vorrà e so che, vista la sua intelligenza e la sua capacità di…

Un nuovo prestigioso collaboratore: dal Marocco Corrado Corradi, ex incursore e profondo conoscitore del mondo arabo
Mentre il giornale Inluccaveritas.it o anche La Repubblica di Lucca sta viaggiando col vento in poppa recuperando visitatori su visitatori e visualizzazioni su visualizzazioni, chi scrive sa cominciando una vera e propria campagna di reclutamento di collaboratori che abbiano voglia di scrivere su uno dei pochi giornali, se non l'unico, che abbia una impostazione lontana anni luce sia dal pensiero unico dominante sia da ogni compromesso ideologico. A partire da oggi sulle pagine del nostro quotidiano, oltre al generale Carmelo Burgio candidato a sindaco di Milano per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, pubblicherà i suoi articoli anche Corrado Corradi. Ecco, in breve, il suo curriculum vitae: nato a Parma nel ‘56; a otto anni, al seguito dei genitori emigra in Marocco; frequenta le scuole italiane elementare e media a Casablanca e superiore a Tangeri. Nel ‘75 è in Patria per fare il soldato presso la Scuola Militare di Paracadutismo dove diventa Istruttore di Paracadutismo. Promosso Ufficiale è presso il Battaglione Incursori Paracadutisti Col Moschin. Nel 93 transita presso gli Organismi di Informazione e sicurezza che lo impiegano prevalentemente nel mondo arabo-islamico. In pensione dal 2011 col grado di Colonnelli, risiede in Marocco. Ha pubblicato due libri e un romanzo tattico. I due libri sono: “Rischio Islam” (2000, editore Excalibur); “Una vita di quelle che non si sa mai” (2025 editore Il Cerchio). Il romanzetto tattico si intitola “Protocollo Alfa - Attacco” (2022 editore Altaforte)...

Se a sinistra sono (spesso) degli imbecilli, a destra sono (quasi) sempre senza attributi
E' vero, a Sinistra gli imbecilli sono tanti, perduti nelle loro rivendicazioni assurde e fuori dal tempo, intenti ad accogliere cani e porci senza sapere e immaginare che, prima o poi, anche i cani e, soprattutto, i porci, chiederanno e se non gli verrà dato, metteranno tutto e tutti a soqquadro. Ma loro, esattamente come i cattolici esasperati convinti che, un giorno, arriverà il messia a mettere ordine, non ammettono repliche, deviazioni alle loro farneticazioni senza senso. O così, o pomì. Ma non è colpa loro, sono nati e cresciuti così, a pane e Ideologia, dove quest'ultima deve costringere la realtà ad adeguarsi e non viceversa come vorrebbe la logica. Il problema è che a Destra sono degli eunuchi a prescindere, gente senza palle non perché le abbia, improvvisamente, smarrite, ma perché, presumibilmente, non le ha mai avute. Guardate quello che è accaduto a Mario Pardini, sindaco di Lucca, a S. Anna di Stazzema per la commemorazione dell'eccidio nazista. Sono diversi anni che Pardini sale in alta Versilia e nessuno può dubitare della sua fede nella democrazia, nel rispetto reciproco, nel suo essere lontano da ogni fascismo, anche quello che qualcuno vuole a tutti i costi cucirgli addosso. Eppure, qualche demente verniciato di rosso ha fatto fuoco e fiamme, metaforicamente parlando, per impedirgli di parlare. E che cosa ha fatto Pardini? Si è messo a parlare con questa gente come se fosse possibile avere un contraddittorio, un confronto ad armi pari, una disponibilità a mettersi in discussione. Neanche per sogno. A Sinistra non c'è spazio per la democrazia che è, come sapete e se non lo sapete ve lo diciamo noi, una sovrastruttura inventata dalla borghesia. A Sinistra o la pensi come loro o sei un fascista, punto e basta. A Sinistra la Verità è una soltanto, quella che sostengono i suoi militanti, tutto il resto è merda...

Generali al potere? Magari, per qualche anno e state tranquilli che non siamo in Argentina
Conosciamo Carmelo Burgio da due anni, da quando, cioè, Roberto Vannacci ci chiamò e ci disse che c'era un generale che aveva voglia di scrivere senza vincoli di…



