Politica
Nemi, Stefano Tersigni aderisce a Italia Domani – Marco Rizzo
Italia Domani – Marco Rizzo continua a crescere sui territori. A Nemi arriva l’adesione di Stefano Tersigni, ex consigliere comunale e rappresentante della lista civica Difendiamo Nemi.La…

Fabio Filomeni, la politica dopo il disincanto: cambiare strada senza perdere gli ideali
Link al video completo: https://youtu.be/Pv0CCA16kHs Le amicizie di lunga data possono sopravvivere a molte cose; quando entra in scena la politica, però,…

Rifondazione Comunista: “Solidarietà a In Pasta, le recensioni false non zittiscono nessuno”
“Come circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista esprimiamo piena solidarietà alle ragazze e ai ragazzi di In Pasta, il ristorante di Corso Garibaldi colpito in questi…

'Pianeta Terra Festival', l'opportunità di un grande evento diventi impegno responsabile per la città
Tra pochi giorni Lucca ospiterà la quinta edizione di Pianeta Terra Festival e la nostra città tornerà a essere luogo di incontro tra scienza, cultura e società per interrogarci sul nostro rapporto con il pianeta e sul futuro che vogliamo costruire

Più alberi, mini-foreste urbane e suoli permeabili: dalla Pecora Nera proposte concrete per una Lucca più verde e pronta alla crisi climatica
AVS-Europa Verde: “Grande partecipazione e tante idee per il centro e i quartieri. Ora il Comune presenti finalmente il Regolamento del verde e si passi dalle parole ai progetti”

Elisa Montemagni nuovo segretario provinciale della Lega a Lucca: "Onorata dell'incarico, prometto il massimo impegno"
Si è tenuto a Lucca il Congresso provinciale della Lega, che ha eletto come nuovo Segretario l'On.le Elisa Montemagni. L'appuntamento si è svolto alla presenza dell'On.le Andrea Crippa,…

«La casa è una scelta politica: Lucca deve governare l'emergenza abitativa». Valeria Giglioli: «526 famiglie aspettano una casa popolare. Servono programmazione, recupero degli alloggi pubblici e nuove politiche dell'abitare»
"A Lucca 526 famiglie aspettano una casa popolare. Le 30 assegnazioni annunciate dal Comune entro l'anno sono un passo, ma rispondono a poco più di una famiglia…

Italia Domani debutta a Roma: Rizzo, le nuove voci e la politica che torna alla vita quotidiana
Link al video completo: https://youtu.be/f6ov3xyNoOQ Il futuro, nei congressi politici, gode sempre di ottima salute. Viene evocato, promesso, chiamato in causa…

Solo Stefano Baccelli può tentare di salvare la Sinistra dalla seconda batosta elettorale: ecco il post con cui si rilancia nella politica cittadina
Era sparito dopo la figura barbina di Viareggio, ma era prevedibile che Stefano Baccelli, ex consigliere regionale, sarebbe tornato a farsi vivo. Che lo abbia fatto per scelta…

"Giorgia Meloni svegliati: nessun soldato italiano deve morire per andare a combattere sul Don o sul Dniepr"
Il Ca.Sta.Mag. (capo di Stato Maggiore) dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata, Carmine Masiello, un alto ufficiale capace e con notevole esperienza operativa sul groppone, ha sostanzialmente detto alla stampa che gli è stato chiesto di schierare rapidamente unità capaci di esprimere deterrenza reale sul fianco est...

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Caro direttore,
leggo la tua intemerata contro la U.E. per il “caso Grecia”.
C’è un distinguo essenziale da mettere sul tavolo: i liberali/liberisti sono convinti che gli Enti Pubblici (Stato, Regione, Comune) siano strumenti che la comunità si è data per meglio gestire i beni comuni e meglio disciplinare i rapporti fra i cittadini.
Gli statalisti di destra e di sinistra seguono invece l’indicazione di Hobbes e poi di Hegel: lo Stato è un soggetto esistente di per sé e per di più etico: "sostanza etica consapevole di sé" è la definizione hegeliana.
Come noto il pensiero hegeliano è l’origine ideologica tanto dell’estrema destra quanto dell’estrema sinistra. Entrambe sacrificano sull’altare dello Stato etico (che diventa Stato/Partito) la donna o l’uomo singoli, visti come componenti trascurabili della superiore entità Stato (in generale: dell’Ente pubblico).
Io appartengo ai liberisti/liberali e ritengo dunque improprio dare alla U.E. la colpa degli errori: la U.E. è un contenitore strumentale, chi decide sono gli uomini e le donne che la governano.
Nel caso Greco si trattò della commissione presieduta da Josè Barroso, espressione del Partito Popolare Europeo (centro destra), ma comprendente 7 Commissari del Partito socialista (PD) e 9 dei Liberali e Democratici (+Europa).
Chi decise le sorti della Grecia non fu la U.E. ma questi signori, insieme agli altri signori che gestiscono Enti pubblici sovranazionali (F.M.I., BCE, ecc.ra) e agli onnipotenti euroburocrati mai contrastati nei loro tic e mai responsabilizzati per le cretinate che combinano.
Per fare esempi odierni: il tentativo di imporre il Nutri score, il “semaforo” del cibo elaborato da EREN, un gruppo di ricercatori universitari francesi e basato sulle tabelle nutrizionali della Food Standards Agency inglese, che condanna al “rosso” (cibo malsano) quasi tutti gli alimenti del Made in Italy. O, ancor più di recente, la condanna del vino come droga proveniente dall’Irlanda (che non condanna il Wisky!) correttamente rilevata da Fantozzi sul tuo giornale.
Dunque sono questi signori ad aver deciso le sorti della Grecia e non la indistinta U.E. che resta un segmento inerte e inconsapevole della dottrina dello Stato.
Come, per capirci, le società commerciali ed industriali: esistono come soggetti di doveri e diritti ma chi risponde civilmente e soprattutto penalmente sono gli uomini e le donne che ne hanno la rappresentanza legale, mica le società!
Il tutto per dire che a me non fa paura l’U.E, bensì i politici e ancor più gli onnipotenti euroburocrati che la governano senza pagare per gli errori e le tragedie che provocano.
Fra cui quella greca. A proposito della quale tu ritieni i greci non solo incolpevoli ma vittime della U.E. e la tua opinione è condivisa da molti.
Ma i dati economici e comportamentali non collimano con le tue convinzioni: i governi greci per decenni spesero molto più del disponibile non in investimenti ma in distribuzioni a pioggia di soldi derivanti dai debiti che ogni anno accumulavano: una specie di Reddito di Cittadinanza allargato e durato quasi dieci anni.
I cittadini greci godettero di un livello di vita drogato, a scapito degli altri cittadini della Zona Euro, derivante dalle truffe finanziarie dei politici (non dell’inerte Stato Greco) volte a raccattare consensi e voti.
Quando la situazione divenne insostenibile (2009) fu il Presidente del consiglio greco Papandreou a rivelare che gli ultimi 7 bilanci statali trasmessi dalla Grecia a tutti i creditori internazionali erano falsi!
Con un PIL di € 330 miliardi/anno, la Grecia ricevette € 273 miliardi di aiuti. È come se l’Italia ricevesse € 1.600 miliardi anziché i 200 circa del PRNN!
L’operazione costò oltre 150 miliardi di € ai creditori privati.
Con un debito pubblico vicino al 200% del PIL, uno spread fuori controllo, una economia fragile, una filiera industriale modesta con indici di produttività insostenibili, debiti privati elevati che si aggiungevano al default del debito pubblico, costi di welfare fuori controllo, la Grecia fallì.
Ma la storia non finì col fallimento: nel 2015 i greci votarono per il partito di sinistra/sinistra Syriza (primo ministro Tsipras) la cui politica inguaiò ancora di più i greci e, con riferimento allo short del signor “Lambrenedetto”, aprì le frontiere a un’immigrazione indiscriminata.
Nel 2019 i greci sono venuti a più miti consigli e hanno votato per il partito di centro Nuova Democrazia che sta faticosamente cercando di far uscire il Paese dalla miseria in cui dieci anni di truffe finanziarie statali e altri dieci di politica di sinistra, lo hanno cacciato.
Vale la pena guardare dentro alle viscere della gestione politica greca perché assomiglia molto a quella usata dai nostri governanti degli ultimi 10 anni ed ereditata prima da Draghi e ora dal governo di cds.
Ma ci sono buone speranze. l’Italia non è la Grecia, è la seconda potenza industriale in Europa e settima al mondo, ha risparmi privati di € 4.200 miliardi pari ad oltre due volte il PIL, contro 927 miliardi di debiti: 248% del PIL. Primi al mondo!
Qui stava il pericolo: che i disorientati grillini e i famelici sinistri, come d’abitudine, prima o poi mettessero le mani sul risparmio privato mangiandoselo in tanta ideologia. Come sempre avviene in qualunque parte del mondo: sfido chiunque a dimostrare il contrario con i fatti e non con i discorsi.
I greci non sono innocenti, la U.E. non fa paura, le forze politiche/sociali e culturali positive devono conquistarne il governo e usarla per quel che serve: uno strumento di proprietà dei cittadini che agisce a favore dei cittadini e non delle ideologie o degli euroburocrati.
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"Perché le due storiche lavoratrici dell'Archivio fotografico lucchese, da più di vent'anni impegnate nella gestione dell'istituto, rischiano il loro posto, dal momento che non è stata inserita alcuna clausola di salvaguardia nel nuovo bando di gestione della struttura? L'amministrazione comunale intende intraprendere iniziative per la salvaguardia della condizione professionale delle due lavoratrici? Per quale ragione l'archivio risulta oggi chiuso in attesa della conclusione dell'iter amministrativo del nuovo bando per la gestione, con grave nocumento per i cittadini lucchesi e per tutti gli utenti, e non è stata adottata invece la via della proroga temporanea dell'attività della cooperativa uscente, come invece è sempre stato fatto in passato in occasione dei numerosi rinnovi che si sono succeduti negli ultimi decenni?".
Sono alcune delle domande che il consigliere comunale Daniele Bianucci ha posto al sindaco Pardini, con un'interrogazione consiliare avente come oggetto il destino dell'Archivio fotografico lucchese e delle due professioniste storiche dell'istituto, che rischiano adesso il loro posto di lavoro.
"Non nego la mia preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare – sottolinea il consigliere Bianucci - sia per l'Archivio fotografico che attualmente risulta chiuso, in attesa della conclusione dell'iter amministrativo del nuovo bando di gestione, sia per il futuro delle due storiche lavoratici, impiegate da più di vent'anni e che ora rischiano il proprio lavoro, dal momento che nel bando non è stata inserita alcuna clausola di salvaguardia. In ballo non c'è solo la loro condizione e la loro dignità, naturalmente molto importanti, ma anche il rischio che i cittadini e gli utenti siano privati di due professionalità così consolidate. Il sindaco Pardini e l'Amministrazione comunale cosa intendono fare, per scongiurare una tale minaccia?".
"Con la mia interrogazione, ho voluto anche chiedere al sindaco perché è stato annullato il primo bando per la nuova gestione, pubblicato nel settembre 2022 – prosegue Bianucci – E se, nel nuovo bando pubblicato nel novembre 2022, si prende davvero in considerazione la possibilità dello spostamento dell'Archivio fotografico lucchese dalla sede storica di Villa Bottini. Noi crediamo che la via giusta sia quella di una discussione cittadina, ampia e aperta a tutti i settori della comunità, per il pieno rilancio di questa importante istituzione culturale: ed è quello che proponiamo all'Amministrazione comunale".


