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Lavori per il parco urbano e chiusura del ponte, Bianucci raccoglie le richieste dei cittadini di Ponte a Moriano: mozione consiliare per la riapertura temporanea e parziale di piazza Cesare Battisti alla sosta

Politica territoriale: Futuro Nazionale non scende in campo per le comunali nella Lucchesia
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Alfarano (Pd): "Con avanzo di bilancio piano shock per la casa e riduzione Irpef e Tari"
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“Pronti a dialogare con l’intero consiglio comunale per mettere fine ai contratti da cinque euro all’ora a Lucca Comics and games”: l’appello dell’iniziativa promossa da AVS con la CGIL
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Successo dell'incontro tra il sindaco e i cittadini organizzato da Forza Italia
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Palestra Bacchettoni, i capigruppo di maggioranza: "Un traguardo storico che restituisce sport e decoro al centro cittadino"
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Affitti brevi e caro casa, Lucca Civica - Volt - Lucca è popolare: "Una città che funziona solo per chi arriva si svuota"
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Gioventù Nazionale (GN): "Emergenza Scuole: la situazione degli istituti scolastici a Lucca"
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Il divo Lucio cantava “Perché no?”, strano che non l’abbiano rispolverato. Una parte della politica italiana si affanna a demonizzare il “Per sempre sì” sanremese, tanto da affibbiargli la qualifica di “canzone da matrimonio di camorra”. L’ha fatto lo scrittore tuttologo Aldo Cazzullo, che ne sa d’Impero Romano, Dante, Grande Guerra, S. Francesco, Alamein, e domani scriverà un libro pure sulla crisi del Medio Oriente, che va bene con qualsiasi vestito e ci mancava proprio. Ne ho letto uno: son libri perfetti di chi non legge nulla, ma regala un libro all’Amico che “legge tanto”, e di libri poco ne sa. Non sa cioè che un libro debba dire qualcosa d’originale. Se riciccia in salsa rosa 10 libri già in circolazione è solo operazione commerciale.
Ritorno sulla pista originale, e proverò, ogni tanto, a dire perché sì.
L’altro ieri la senatrice Cucchi avrà avuto un mezzo coccolone. La Cassazione, al “Cucchi-ter”, ha assolto “per non aver commesso il fatto” il colonnello dell’Arma Lorenzo Sabatino, dopo che l’appello aveva assolto il suo capitano, dal reato di “depistaggio” delle indagini sul decesso del geometra Cucchi, germano dell’Ilaria “1”. Quindi non hanno fatto “deragliare” nessuna indagine.
Vediamo l’ipotesi di depistaggio? Ma sì!
Delegati a sequestrare la documentazione redatta all’epoca presso la stazione teatro del pestaggio, alcuni anni prima, questi ufficiali rinvennero due relazioni sui fatti, con stessa data e firme, che recavano alcune differenze sostanziali. Evidente che una non dicesse il vero, o tutto il vero.
Queste carte furono tutte trasmesse, con regolare elenco, in cui erano indicate come “allegati” col loro contenuto. Era evidente quindi che vi fossero nel fascicolo fornito al PM, dr. Musarò, due relazioni con data e firma uguale. Bastava leggere l’elenco delle carte trasmesse. Rimasero circa 3 anni lì, e nessuno, pare, le esaminò. Ci sta. Un PM ha tantissime cose da fare e può essersi dedicato ad altri accertamenti e atti.
Dopo 3 anni la PG incaricata di analizzare i documenti, fa notare al magistrato che una delle due relazioni ha da essere incompleta, o meglio, “falsa”, in quanto dice cose diverse dall’altra. Che ti fa il PM? Incrimina i carabinieri delegati al sequestro, che avrebbero tentato di non fargli scoprire la cosa. Già, dopo avergli fornito tutti gli atti come da lui richiesto. Avessero avuto altre idee al proposito, una delle due relazioni sarebbe stata triturata e cestinata. Robe da matti.
Che ti fa il GIP? Si appiattisce, Ci sta. Gli organici vedono 3-4, a volte 5 PM per ogni GIP, sul quale si ingolfano i fascicoli. Ci sta anche perché il PM ha una audience particolare, fatta di giornalisti che – pur di scrivere – ne cantano le gesta –erotiche o eroiche – più di quelle del pelide Achille e della “Squaw Pelle di Luna”, dei mitici Omero e Battiato. Quindi i PM a un giudice potrebbero papparselo con il gioco delle correnti.
Ditemi chi conosce i nomi dei giudici?
Comunque, per la gioia d’Ilaria “1”, in 1° grado son tutti condannati. Inutile dimostrare – con decine di precedenti sequestri – che non vi sia obbligo per la PG che sequestra le carte, d’esaminarle. E che quella sia la procedura sempre utilizzata e evidentemente mai stigmatizzata dalla Procura, che “dirige le indagini”, dice il codice di procedura penale. Anche perché la delega di un magistrato dice cosa devi fare. Se vuole che studi le carte te lo dice, altrimenti ti chiede solo di portargliele. Può avere i suoi motivi, ad esempio non essere influenzato.
In 2° grado prima crepa al castello accusatorio, e il capitano viene assolto. A fare teoremi mica tutti si chiamano Euclide, o EuGENIO.
Il signor colonnello potrebbe sfruttare la prescrizione, già, come l’Inter, ma magari tifa il Napoli e non lo fa. Va in Cassazione, a suo rischio. Non ci sta perch’è persona onesta, ha eseguito le disposizioni del PM, e non gli pare normale pagare per non aver fatto nulla.
In Cassazione, ove il giudice non deve “appiattirsi” al PM, e di massima non lo fa, vedi decine o centinaia d’assoluzioni, si giudica e si finisce per assolvere.
O per annullare le decisioni precedenti. Come ha fatto con il colonnello Fabio Cagnazzo, altro Amico che manco se lo vedo ci credo sia camorrista e abbia ucciso o fatto uccidere il “sindaco pescatore”, o depistato le indagini.
Guarda un po’? Stavolta per Sabatino lo stesso PM presso la Cassazione chiedeva l’assoluzione. Era evidente ab initio, ma a qualcuno cosa può fregare se si rovina la vita e la carriera di un ufficiale per 8 anni circa? Magari per non far osservare che forse – su un caso così delicato – non si dovrebbero lasciare per anni le carte ad ammuffire senza trovare tempo per leggersele. E la migliore difesa è l’attacco. E così magari si sarà pensato che fosse opportuno dare un colpevole all’Ilaria “1” e alla sua parte politica, sempre a caccia di “mele marce”. Piuttosto che qualcuno potesse far osservare quel ritardo – giustificatissimo – nell’esame di quanto sequestrato e trasmesso.
Ilaria “1” dirà che i depistatori son stati condannati. OK, ci sta che sia condannato chi ha redatto relazioni false. Ma altro era poter dire che tutto il sistema-Arma avesse depistato. Altro era dimostrare per sentenza che l’Arma fosse un enorme melone marcio.
Intanto, anche per questo, “Per sempre sì”. E un’idea:
Perché non migliorare il rapporto numerico GIP/PM? Manco serve cambiare la Costituzione, basta un atto del Ministro della Giustizia!
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Il viaggio del comitato lucchese Società civile per il "no" al Referendum costituzionale sulla magistratura, in programma ill 22 e 23 marzo 2026, continua: il prossimo appuntamento è sabato 7 marzo alle 18, in piazza San Pietro Somaldi, 10 (Lucca, centro storico).
Protagonista dell'incontro, dal titolo "Giustizia penale, magistratura e riforma della Costituzione", sarà Arturo Capone, docente di Procedura penale all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, che offrirà una riflessione sul ruolo della magistratura e sulle possibili conseguenze della riforma costituzionale. Inoltre l'appuntamento potrà offrire anche un focus sul ruolo della magistratura nel contrasto alle mafie, visto anche l'impegno e il lavoro di studio e ricerca che il prof. Capone porta avanti proprio su questo argomento. L'incontro sarà introdotto da un referente di Presidio Libera Lucca "Giuliano Guazzelli".
Con questa nuova iniziativa, il comitato aggiunge un ulteriore tassello ai già numerosi - e molto partecipati - appuntamenti organizzati in queste settimane: un'occasione che è al contempo confronto e scambio, dialogo e approfondimento e che dà spazio e voce a uno spazio di informazione immediato.
Arturo Capone è professore di Diritto processuale penale all'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Si occupa di processo penale, garanzie del sistema giudiziario e funzionamento della giustizia, con numerose pubblicazioni dedicate anche ai temi del contrasto alla criminalità organizzata e alle dinamiche dei processi di mafia.
L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.


