Politica
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Politica territoriale: Futuro Nazionale non scende in campo per le comunali nella Lucchesia
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Alfarano (Pd): "Con avanzo di bilancio piano shock per la casa e riduzione Irpef e Tari"
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Successo dell'incontro tra il sindaco e i cittadini organizzato da Forza Italia
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Palestra Bacchettoni, i capigruppo di maggioranza: "Un traguardo storico che restituisce sport e decoro al centro cittadino"
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Affitti brevi e caro casa, Lucca Civica - Volt - Lucca è popolare: "Una città che funziona solo per chi arriva si svuota"
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In tutte le aule di tribunale c’è una scritta – che deve andar di moda vista la diffusione – ma che forse richiederebbe riflessione e revisione.
Parlo dell’iconico motto “La Legge è uguale per tutti”, che nel caso che cercherò di delineare presenta notevoli falle e forse andrebbe corretta. Nel senso che la legge “è uguale per tutti” nel singolo ufficio giudiziario – forse. Ma già se hai la ventura – nel rispetto delle competenze previste dal principio costituzionale del “giudice precostituito per legge” – di essere giudicato altrove, la legge potrebbe anche essere interpretata e applicata moooolto diversamente. Capita, potremmo dire, perché il mondo è bello perché è avariato.
Non capisco e non posso giudicare se l’arcinota “famiglia del bosco” sia giusto che sia stata divisa, né se sia giusto dare quei tre bimbi in adozione, o cacciare la mamma dalla “casa famiglia” in quanto contrasta col progetto di rieducazione in corso. Però i due coniugi anglosassoni non insegnavano ai figli a rubare, e un minimo d’istruzione la garantivano, e sicuramente non esercitavano sui pargoli violenze, siano state esse innominabili, che nominabili.
Non capisco quindi perché nulla si faccia per sottrarre figli a famiglie di matricolati delinquenti, o a famiglie nomadi. Manco quando i figli minori di 14 anni rubano e guidano un’auto, e spianano qualcuno mandandolo al Creatore.
Va bene, lo sappiamo, come i “rommini” finiscono in casa famiglia, la famiglia vera va a riprenderseli con contorno di minacce ai gestori della struttura. Ma non è questo motivo per tirare dritto con massimo rigore con famiglia che invece non ha questo carico di violenza pronto a scatenarsi, e mantiene aplomb assimilabile a quello dei loro antenati del “five o’clock tea”.
Indurrebbe a pensare che – col debole – tutto sia permesso, mentre si ritenga opportuno tenersi a distanza da chi ti molla un cartone nel naso o ti punta un coltello alla gola. Sembra di trovarsi nel campo d’applicazione del Diritto Internazionale, dove vige la legge del più forte. È invece è un caso che va davanti a una corte che reca scritta in alto la fatidica frase sull’eguaglianza della legge e dei cittadini di fronte ad essa.
Purtroppo quel che sembra, a chi è profano ma anche a chi ha una minima dimestichezza con talune perverse burocrazie, è che da una parte vi siano una serie di attori pubblici che non vogliano ammettere di aver sbagliato, e procedano diritto per la loro strada. Tanto il giudice basa la sentenza sul parere dello psicologo/assistente sociale, e questo – discutendo di scienza estremamente vaga – torto non l’avrà mai. E il giudice – se non si provi che abbia agito con dolo o colpa grave – non c’è pericolo che paghi.
Dall’altra una famiglia che non sa a che santo votarsi, atteso che è praticamente insindacabile ciò che dicono coloro che sono schiarati sul fronte opposto. Certo, magari si potrebbe andare in appello o in Cassazione, ma quanto tempo passa?
Ecco perché con il referendum non avremo risolto quasi nulla.
E allora, cercando di non far la fine di San Thomas More, proporrei un’Utopia pure io.
Sarebbe bello che quel giudice dei minori, e i suoi pilastri dottrinali di scienza del tutto inesatta come la psicologia, ove sconfessati da un organo che ci deve pur essere, in un paese che si pregia di tre gradi di giudizio. Paghino.
E salato.
Perché solo se sai che potrai pagare, e salato, vieni attanagliato dal dubbio di essere sulla strada giusta. Come quando devi giudicare un episodio di rilevanza disciplinare e il suo protagonista, e sai che fra revisione di superiori e Tribunale Amministrativo Regionale, potresti essere chiamato a risarcire per aver sbagliato. Indipendentemente dalla volontà di farlo. Solo perché hai determinato un danno.
E se capisci che forse stai imboccando la strada sbagliata, preferisci rimangiarti tutto e far marcia indietro, prima di andarti davvero a fare male.
Ripeto: non so se in questo specifico caso giudice e psicologi abbiano ragione o torto. Mi chiedo però come si sarebbero comportati di fronte a una situazione che potesse obbligarli a risarcimenti milionari di euro.
E allora, sperando che un giorno questa mia Utopia abbia una realizzazione, proviamo a muovere la classifica, con separazione di carriere, sorteggio dei membri del CSM, e Corte Suprema Disciplinare. Piantandola con tutte quegli amorevoli buffetti del CSM, che riteneva ad esempio 42 (quarantadue) giorni in più dietro le sbarre “problema di poco conto”.
Fermo restando che rimane il primo passo. Occorre si giunga a dire: “Ora paghi, e basta!”, e quindi gl’interessati stipuleranno una bella assicurazione, come medici, infermieri, ristoratori e artigiani.
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"Grazie alla Lega e al mio lavoro in commissione Libe, finalmente un passo decisivo verso rimpatri più rapidi e una difesa più efficace dei confini. Con il nuovo testo del regolamento Rimpatri, approvato in commissione Libertà civili, giustizia e affari interni, otteniamo una cornice normativa più realista, in linea con le priorità della Lega: più sovranità nazionale, sicurezza e maggiori difese contro l'immigrazione irregolare". Lo dichiara Susanna Ceccardi, europarlamentare Lega, membro della commissione Libe.
"Il testo voluto dal gruppo dei Patrioti, insieme a PPE, ECR e ESN, presenta numerose novità che rivendichiamo con forza - prosegue Ceccardi - Innanzitutto, il via libera ai Return hubs nei Paesi terzi, cioè alle strutture e agli accordi esterni per gestire rimpatri fuori dall'Ue, che vede l'Italia apripista in Europa grazie all'accordo con l'Albania. Gli stati membri potranno adottare misure più severe per chi non rispetta l'ordine di rimpatrio, incluse possibili sanzioni penali. Si prevedono, inoltre, il divieto di reingresso obbligatorio per i migranti già sottoposti a rimpatrio forzato e la possibilità di trattenimenti più lunghi. Senza dimenticare lo stop ai cosiddetti 'ricorsi farsa' e nuovi obblighi di cooperazione per i migranti come, ad esempio, le perquisizioni sui cellulari per verificarne identità".
"Questo testo segna un vero cambio di paradigma: da un sistema bloccato e macchinoso, a uno operativo, più rispettoso della sovranità degli Stati membri e finalmente efficace. Come accaduto con il recente voto sui Paesi terzi sicuri, continuiamo a raccogliere i frutti del lavoro tenace del centrodestra. Un segnale chiaro: sulle politiche migratorie l'Europa cambia passo, per tornare a proteggere i propri confini e i cittadini", conclude l'europarlamentare leghista.


