Politica
“Arrivato il momento di restituire la parola alla città”: Claudio Pardini Cattani sul destino dell’ex manifattura tabacchi
“Il progetto per l’ex manifattura tabacchi è gravemente inibito e condizionato da scellerate scelte politiche, che hanno visto nel 2024 l’alienazione di parte dell’immobile a un privato acquirente…

Giannini (FdI), Bigongiari (FI) e Cella (Lega): "La coalizione sarà compatta in tutti i Comuni al voto. Aperto il confronto con le realtà civiche"
Si è svolto l'incontro tra i segretari provinciali Michele Giannini di Fratelli d'Italia, Carlo Bigongiari di Forza Italia e Andrea Cella, commissario della Lega, in vista delle prossime elezioni amministrative nei Comuni della Lucchesia

Ex-manifattura tabacchi, il dibattito nel consiglio comunale aperto: 16 prospettive per una nuova visione di città
Manifattura tabacchi, patrimonio di Lucca e dei lucchesi: lo stesso oggetto del consiglio comunale aperto convocato su un tema atavico per la città di Lucca sembra essere stato l’unico vero punto di contatto fra tutti i relatori

Menesini: "Oggi intitoliamo un palazzo a David Sassoli, ma non basta. Dobbiamo portare il suo modo di lavorare dentro quelle stanze"
"Oggi intitoliamo un palazzo a David Sassoli, ma non basta a onorarlo. Dobbiamo far entrare in quelle stanze il suo modo di lavorare: ascoltare prima di decidere, tenere…

Spedizione in Calabria
Al termine della recente tornata elettorale calabra, utile per assegnare il seggio rimasto vacante a seguito dell’elezione a Sindaco di Reggio di Francesco Cannizzaro (FI), abbiamo assistito al solito peana di vittoria generalizzato e, per questo, parzialmente immotivato. Fra le tante celebrazioni, a mio parere improvvide, una merita attenzione

Roberto Vannacci al Bagno Biondetti il 2 ottobre intervistato da Aldo Grandi: centinaia di prenotazioni
- due. Sono i giorni che mancano all'evento per eccellenza di questo autunno baciato dal sole. Al Bagno Biondetti-ViennaLvce di Marina di Pietrasanta venerdì prossimo alle 18, per…

Più alberi nel centro della città e nei quartieri: lunedì incontro pubblico sulla riforestazione urbana
Alleanza Verdi Sinistra-Europa Verde: «Non solo principi: presenteremo progetti concreti e realizzabili per aumentare il verde a Lucca. E il Comune dia finalmente seguito al voto del Consiglio…

Il voto di Reggio Calabria e la palude della politica italiana
Il risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria restituisce, prima di ogni altra cosa, la fotografia di una palude politica che continua a rimanere immobile e melmosa.

Carcere San Giorgio, i consiglieri del centrosinistra dopo il sopralluogo: "Situazione gravissima. investire sul recupero dei detenuti significa anche garantire più sicurezza alla città. Pardini intervenga direttamente"
Stamani la visita alla Casa circondariale di Lucca: 101 persone detenute a fronte di appena 36 posti regolarmente utilizzabili. I consiglieri annunciano una mozione in Consiglio comunale per chiedere un impegno diretto dell'amministrazione

Quando la politica smette di ascoltare, gli elettori smettono di votare, con Massimiliano Baldini
Link al video completo: https://www.youtube.com/watch?v=4x7qMKgO6mk Si comincia con le sezioni elettorali da verificare e si finisce a parlare di un Paese in…
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Nel luglio del 2017, sulla testata da lui guidata, il direttore della Gazzetta di Lucca scriveva un editoriale in cui invitava alla preghiera affinché “prima o poi- meglio prima che poi- Laura Boldrini venga colpita da un male incurabile”. Nello stesso articolo, mi addebitava, in modo falso e strumentale, la presunta invasione di migranti nel Paese e dunque l’essere una minaccia per “la nostra identità nazionale, culturale, storica, religiosa, financo sessuale”.
Un anno dopo, il direttore è stato sospeso per tre mesi dall’Ordine dei Giornalisti per aver contravvenuto alle norme sulla deontologia professionale. Oggi arriva la sentenza di condanna a seguito della mia querela per diffamazione.
È per il senso di giustizia che ho voluto denunciare. E non solo per me, ma per tutte e tutti coloro che sono bersaglio di odio nel dibattito pubblico o in Rete. Continuerò il mio impegno contro l’hate speech perché nel nostro ordinamento la libertà di espressione ha un limite imprescindibile e invalicabile: il rispetto della dignità delle persone.
Nella giornata di ieri, sul proprio profilo facebook, l'ex presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini ha postato questo commento riferendosi all'esito del processo intentato per diffamazione da parte sua nei confronti del direttore delle Gazzette Aldo Grandi per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
La signora Boldrini ha voluto annunciare trionfalmente la condanna tralasciando, tuttavia, di pubblicare per intero l'articolo e senza specificare alcuni aspetti che crediamo sia giusto mettere in evidenza al fine di fornire al lettore una panoramica completa della vicenda.
Aldo Grandi, 59 anni, giornalista professionista da oltre 30, autore di numerosi libri sul fascismo e gli anni di piombo, aveva manifestato in un articolo, in maniera decisamente forte, il suo disappunto per la politica portata avanti da coloro i quali vorrebbero una accoglienza indiscriminata di clandestini provenienti dai paesi dell'intero globo terracqueo. E, ovviamente, a chi non concorda, amano appioppare l'etichetta di fascisti, razzisti, sovranisti e via di questo passo.
Chi ci legge sa che siamo sempre contro, fuori dal coro perché gli unici cori che amiamo, nonostante la nostra ignoranza in materia, sono quelli che si esibiscono durante i concerti di musica classica. L'articolo contestato da Laura Bolrdini aveva una forte metafora perfettamente comprensibile e metteva sul medesimo piano, attraverso una similitudine chiaramente 'virtuale', l'invasione sistematica a cui siamo sottoposti da anni, costretti a ricevere e accogliere milioni di persone senza avere la possibilità né la voglia di farlo, ma, soprattutto, senza che nessuno abbia chiesto il permesso all'unica entità sovrana di questo sfasciato stivale, ossia il popolo, e un ipotetico male incurabile che avanza, purtroppo, nell'organismo umano, con la stessa pertinacia, con la stessa intensità, con la stessa violenza senza, appunto, nemmeno chiedere qualcosa all'essere vivente all'interno del quale 'sceglie' di introdursi.
E il riferimento a Laura Boldrini, che è arrivata a sostenere che lo stile di vita degli immigrati sarà inevitabilmente, fra qualche anno, anche il nostro - e permetteteci non solo di dissentire, ma anche di dire, fermamente no, no e ancora no a costo di qualunque sacrificio e ribellione - voleva essere una provocazione e una reazione al senso di impotenza che, di fronte a questi sbarchi quotidiani da parte di persone provenienti da paesi lontani anni luce, come cultura, consuetudini, religione, usanze e che mettono, sostanzialmente, a rischio la nostra identità nazionale - non nazionalista per favore non fraintendete - prova il popolo italiano o la sua maggioranza noi compresi.
Impotenza per via di una classe digerente pardon, dirigente che sembra non avere alcun interesse ad ascoltare la voce della gente comune che non è assolutamente d'accordo con le decisioni adottate dagli organismi sovranazionali e dai politici che vivono a 12 mila euro al mese lontani anni luce dai problemi e dalle esigenze del popolo, arroccati e protetti, spesso, da scorte pagate dai contribuenti per proteggerli nei loro quartieri di lusso.
Detto questo, crediamo sia giusto specificare che Aldo Grandi è stato condannato in primo grado e avverso la sentenza del giudice è stato presentato ricorso in appello dall'avvocato delle Gazzette Cristiana Francesconi, anche lei donna, ma decisa a schierarsi dalla parte di chi sta con il popolo e con la libertà di espressione e di critica anche se forte.
Inoltre, ricordiamo alla signora Boldrini che all'inizio di questa vicenda lei e il suo avvocato volevano la somma di 250 mila euro a titolo di risarcimento e per togliere la querela. Un nostro caro amico, l'avvocato Carlo Cacciapuoti, si offrì a nostra insaputa di proporre una chiusura della storia a 5 mila euro, ma ci fu detto che non bastavano. Rispondemmo che il nostro giornale funziona così, vive, cioè, solo di pubblicità, e ci venne replicato che avremmo potuto e dovuto chiedere i soldi ai nostri sponsor.
Il giudice monocratico presso il tribunale di Lucca ha ascoltato gli interventi del pubblico ministero che aveva chiesto quattro mesi e mezzo di reclusione e l'arringa dell'avvocato Francesconi la quale, a nostro avviso tecnicamente giustamente, aveva, invece, chiesto l'assoluzione in quanto augurare la morte a qualcuno non contempla alcuna fattispecie di reato come anche la corte di Cassazione ha più volte ribadito.
Alla fine il giudice ha deciso per una condanna a 2 mila euro di multa.
Ecco qua. Questa è la pura e semplice verità. Avremmo evitato di tornarci su, ma per amore del vero e poiché non soltanto non abbiamo mai chiesto scusa, ma abbiamo l'abitudine di metterci sempre la faccia e assumerci le nostre responsabilità, questa precisazione ci sembra opportuna.
Cara signora Boldrini non esistono soltanto, come lei ha simpaticamente coniato la frase, leoni da tastiera che scrivono, scrivono e, poi, si pentono o si appellano alla bontà di coloro nei confronti dei quali manifestano, spesso in maniera offensiva, il proprio pensiero per farsi perdonare.
Esistono anche leoni che non hanno paura di affrontare le conseguenze delle proprie scelte. Sono, essi, un po' come le querce che lei, immaginiamo, sa benissimo non si potano mai.
Le auguriamo, sicuramente e sinceramente, una pronta guarigione e le possiamo garantire, anche se le sembrerà assurdo e contraddittorio, di non aver mai pensato minimamente a farle o ad augurarle del male, tantomeno incurabile. Ne abbiamo già avuto abbastanza per conto nostro per sentire il bisogno di augurarlo anche agli altri. Era, la nostra, una forte, fortissima provocazione, un guanto - certamente non di velluto - di sfida verso chi, una intera classe politica, non si accorge di quelle che sono le richieste del popolo e pretende di imporgli le sue visioni globaliste che, come sostenevano Oriana Fallaci e Ida Magli, due donne straordinariamente intelligenti e contro corrente, hanno come unico risultato la disintegrazione sociale cosa che, se non si hanno gli occhi foderati di prosciutto, si vede benissimo nel nostro povero continente.
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Dura la risposta dei consiglieri di maggioranza del consiglio comunale di Lucca ai quattro ex candidati sindaco accusati di far di tutto per impedire la riqualificazione dell'area sud della Manifattura Tabacchi.
"Grande è la confusione nella testa dei fantastici 4 - esordiscono - che speravano di diventare sindaci e che invece si sono ritrovati all'opposizione, perdendo miseramente la tornata elettorale del 2017. Dopo un anno e mezzo di bugie, strumentalizzazioni, propaganda, disinformazione sistematica e neanche uno straccio di idea in merito alla riqualificazione della Manifattura sud, i fantastici 4 se ne escono con una vera barzelletta: "vogliamo togliere la Manifattura sud dal degrado". Sorprendente, peccato che questa posizione provenga da chi in un anno e mezzo ha fatto di tutto, e sta continuando a fare di tutto, per affossare l'unica proposta pervenuta e avanzata al Comune di Lucca per il recupero di quella porzione di Ex Manifattura Tabacchi".
"I fantastici 4 - incalzano - chiedono oggi di rendere più bella quella parte di città, ma dicono no a ogni soluzione. I fantastici 4 si preoccupano oggi per la Manifattura sud, ma bocciano la variante urbanistica che ha permesso l'avvio del percorso di riqualificazione. Sempre loro, si accorgono oggi della volontà di Tagetik, azienda lucchese e italiana fiore all'occhiello del nostro territorio e nel mondo, di insediarsi nella Manifattura, ma nel frattempo fanno di tutto per impedire che questo accada. Ecco, i fantastici 4 ci sembrano un po' confusi, guidati dalla solita arroganza e incompetenza che li fa sentire così sicuri nel trattare i cittadini lucchesi come perfetti idioti. Che si mettano l'anima in pace, dunque: se c'è qualcuno che vuole riqualificare quello spazio urbano, chiuso e inaccessibile da oltre 40 anni, beh, quel qualcuno è il sindaco Alessandro Tambellini, sostenuto dalla giunta e dalla maggioranza".
"Se c'è qualcuno che plaude all'investimento di Tagetik - continuano i consiglieri - e che vede come valore aggiunto prezioso e irrinunciabile l'insediamento di Tagetik dentro la Manifattura, beh, anche qui, quel qualcuno è il sindaco. Lo stesso sindaco che non ha nessun interesse elettorale su questa vicenda. Ma, ancora una volta, è mosso da un interesse superiore: il bene della città e della comunità. Presto, invece, scopriremo chi, tra questi fantastici 4, riciclati sotto sigle diverse, è mosso da un interesse elettorale. Ecco, sarà proprio in quel momento che questi ex candidati dovranno spiegare alla città che loro sono quelli che hanno fatto di tutto per affossare la proposta di recupero della Manifattura, hanno fatto di tutto per lasciare nel degrado e nell'abbandono quella fetta di centro storico, hanno fatto di tutto per impedire a un'azienda da 400 dipendenti di sviluppare il proprio lavoro all'interno delle Mura urbane, con tutto quello che questo può significare in termini di ricadute positive per il centro e per le attività che in centro lavorano e operano".
"Le bugie hanno le gambe corte e noi, da questo punto di vista, siamo più che tranquilli" concludono.


