Politica
Il dito o... la luna?
La “Bianchina” Berlinguer, anch’ella spalleggiata – stavolta dalla platinata onorevole Luisella Costamagna – ha impattato sul muro del generale. E, mi spiace, non è questione di tifare o meno per lui. Il problema è che proprio non sanno affrontarlo

Remigrazione, Difendere Lucca ha depositato a Roma le firme raccolte: "Invertiamo la rotta sull'immigrazione"
"Abbiamo portato a Roma le circa mille firme raccolte nella nostra provincia per la proposta nazionale di legge sulla Remigrazione": lo afferma in una nota il movimento Difendere…

Si gioca a chi può essere il peggio
Un tempo la stampa allineata a sinistra aveva una certezza: il peggio possibile era l’accoppiata Meloni-Salvini, accusati di populismo, nazionalismo, sovranismo. E accomunati nel contesto internazionale a Orban, Biby Netanhiyau e Trump

Benvenuto Vannacci!
Benvenuto Vannacci: avendo un concorrente a destra può darsi che la coalizione al governo non rifaccia i karakiri fatti per esempio a Viareggio, contribuendo (ufficialmente !) ad eleggere…

Livorno, Ceccardi e Ghiozzi (Lega): "Minacce a una bambina per come si veste, inaccettabile"
«Quanto accaduto al Parterre di Livorno, dove una bambina di 12 anni è stata aggredita e minacciata di morte perché vestiva "all'occidentale", è un fatto gravissimo che non…

Mario Pardini sarà il primo sindaco di Fratelli d'Italia
Manca un anno o poco più alle elezioni amministrative per il rinnovo della carica di sindaco a Lucca. E' ancora presto per fare i giochi, ma è indubbio…

Cecchini si dimette... ma non troppo: non lascia l'incarico fiduciario del sindaco. Bianucci: "Azione metta da parte le ambiguità e potremo costruire insieme un percorso di cambiamento"
"Elvio Cecchini si è dimesso... ma non troppo. Il leader di Azione di Lucca nella sua lettera di dimissioni consegnata ufficialmente giovedì scorso ha sì…

Teatro del Giglio, le opposizioni abbandonano l'aula del consiglio: "Atto che presenta forti criticità per coprire le perdite. Il teatro è allo sbando e chiediamo le dimissioni di Lazzarini e dell'assessora Pisano"
"Abbiamo abbandonato l'aula al momento del voto perché l'atto finanziario presentato dall'amministrazione comunale per il teatro presenta forti criticità: neppure una bocciofila, ormai, può restare in piedi…

Se Giorgia s'incazza...
Le hanno dato della “pesciarola” e della “borgatara”, soprattutto da sinistra ove – ma guarda un po’ – dovrebbero essere vicini all’anima popolare in stile Masaniello e difenderla. O no?

Pubblicato l'elenco unico degli aventi diritto al voucher: sono 1065
Tutti i bambini e i ragazzi che hanno fatto richiesta potranno frequentare gratuitamente o a costi ridotti i Centri estivi. L'assessore Testaferrata: "Grande lavoro di squadra per permettere alle famiglie e ai più piccoli di trascorrere un'estate serena"

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È stato licenziato per giusta causa il primario di Radiologia dell'ospedale di Piacenza. L’accusa è gravissima: violenza sessuale aggravata e atti persecutori nei confronti di numerose colleghe e infermiere.
32 casi di abusi documentati in 45 giorni. Tutto ha inizio a gennaio quando una dottoressa ha denunciato alla direzione dell’Ausl un’aggressione fisica e un abuso nel suo studio chiuso a chiave.
Solo la prima di una lunghissima serie di abusi e violenze sistematiche “con quasi tutte le donne che varcavano da sole la porta del suo ufficio”, come si legge.
In questa storia c’è di tutto: violenza, prevaricazione, pressioni psicologiche, abuso di potere. Ma la cosa più sconvolgente è un’altra. Anzi, due. L’omertà, il silenzio, in alcuni casi anche la compiacenza di colleghi maschi che, per calcolo o convenienza, sapevano e tacevano e in alcuni casi si davano di gomito con il primario, che si vantava
esplicitamente delle sue prestazioni sessuali.
E - ancora più grave - oggi, nonostante tutto quello che è emerso, c’è ancora gente che, invece di prendersela col carnefice, colpevolizza le donne per “non aver denunciato”, per “essersi prestate”, nell’ennesima, schifosa, vittimizzazione secondaria e colpevolizzazione della vittima. Come se fosse facile sottrarsi, opporsi, denunciare, di fronte a un uomo che fa pesare tutto il proprio potere fisico, gerarchico e psicologico.
Libertà e Democrazia, invece, vuole esprimere piena e totale solidarietà a tutte le vittime - e SOLO vittime - di questa vicenda terribile.
L'invito è' sempre quelle di non restare in silenzio e non pensare mai che nessuno voglia e possa aiutarci a difenderci dalla violenza !
Tutto il resto toccherà agli inquirenti. Sperando sia fatta chiarezza. E soprattutto giustizia.
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Il "primo Maggio" rappresenta, da sempre, una ricorrenza che si festeggia con una grande dose di retorica celebrativa. D'altronde la nostra stessa Costituzione dichiara, solennemente, nel suo primo articolo, che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro. Un enunciato che non ha senso pratico se non un'aura di solenne quanto generica esaltazione. Cosa sia, poi, sul piano strettamente giuridico ed istituzionale, una "Repubblica fondata sul lavoro" questo è di difficile interpretazione. In fondo la nostra stessa Magna Carta risente, tra i padri costituenti, della presenza delle forze di ispirazione marxista e di un'impostazione ideologica con la quale gli altri movimenti laici e cattolici furono costretti a fare i conti all'atto del varo dell'importante documento, frutto di un vero e proprio compromesso sul piano dei contenuti. Basti pensare che non esiste un solo articolo della Costituzione che citi la libera iniziativa privata, il mercato di concorrenza o la parità tra impresa e lavoro subordinato. Da questo compromesso prese dunque il via la configurazione di una struttura che assegnava enfaticamente alla classe lavoratrice il ruolo di centralità democratica e politica della Repubblica. Ora, se oggi abbiamo uno Stato pervasivo, gestore di tutti i pubblici servizi, dissipatore di risorse e produttore incallito di debiti di gestione, lo dobbiamo proprio a questa originaria visione. Quantunque i primi governi siano stati presieduti da un uomo di grande levatura come Alcide De Gasperi, coadiuvato da un economista liberale (alla guida della Banca d’Italia) dello stampo di Luigi Einaudi, dagli anni '60 del secolo scorso fin quasi ai giorni nostri, i numerosi governi di centrosinistra che si sono succeduti alla guida del Paese, operando con il sostegno del consociativismo sindacale, hanno virato verso forme di socialismo gestionale dando forma ad un modello di Stato sempre più onnipresente ed onnipotente. Lo statuto dei lavoratori ed in particolare l'articolo 18, con le sue rigide ed impraticabili procedure di licenziamento, la teoria del salario come variabile indipendente dal lavoro, la gestione clientelare delle partecipazioni statali, hanno dato manforte alla politica di quegli esecutivi. Risultato: quel poco che di liberale che pure era stato fatto, è stato semplicemente destrutturato. Il libero mercato? Cancellato nel mentre veniva creata la scorretta "concorrenza" dello Stato imprenditore, quello che ripiana a piede di lista i debiti prodotti dalle proprie aziende, che abolisce surrettiziamente la libera contrattazione sindacale tra imprese e lavoratori. A peggiorare le cose è poi arrivata la pioggia dei vari sussidi statali con la Cassa del Mezzogiorno saccheggiata dai più scorretti e profittatori. Tutto questo in uno con le nazionalizzazioni e finanche con la programmazione quinquennale che i socialisti di Nenni imposero alla già logora e decadente Democrazia Cristiana finita nelle mani dei "cattolici democratici" dissipatori dell'eredità liberal popolare di don Sturzo e De Gasperi. Gli stessi sindacati, via via, sono diventati centri di potere economico con bilanci miliardari ed...insindacabili per legge: veri e propri enti subordinati e cinghie di trasmissione per i loro partiti politici di riferimento, fino ad arrivare a reggere il gioco delle parti a seconda del colore del governo in carica. Logorati, nel tempo, sia i partiti sia la partitocrazia imperante, buona parte dei lavoratori ha scelto il disimpegno oppure si è rifugiata nelle varie rappresentative sindacali autonome di sub categoria. Oggi la stragrande maggioranza degli aderenti a Cigl, Cisl e Uil sono pensionati oppure lavoratori del pubblico impiego. Sempre oggi la festa del Primo Maggio con annesse rivendicazioni, è diventata appannaggio della Confederazione Generale Italiana del Lavoro di Maurizio Landini che fa "ammuina" a latere delle varie Schlein (Pd) e della premiata ditta dei nullafacenti cronici Bonelli & Fratoianni. Del Primo Maggio di conquiste e diritti? Già da tempo, nel frastuono degli show musicali, con i quali quelli che dovrebbero essere i "rappresentanti dei lavoratori" provano ad attirare persone, se n'è perso il ricordo!! Il popolo che avanza non è più fatto di proletari ma da borghesi, non quello raffigurato nel dipinto "Il quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo, ma dai big di Sanremo!! "Su fratelli, su compagni, su venite in fitta schiera…


