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Al Palatagliate va in scena una sconfitta devastante con Montecatini che strapazza Bcl
Per il BCL non è stata sicuramente la migliore partita giocata, poco incisivi e imprecisi al tiro come nelle migliori giornate no. La partita va in archivio con un pesante -20 che richiederà in settimana una profonda analisi per affrontare le prossime sfide

Bcl contro la Fabo Herons Basket Montecatini, una partita che vale
Prima o poi doveva accadere, ma tanto vale togliersi subito il dente. La partita con la Fabo Montecatini lega benissimo con la metafora del dente, i termali sono…

Bieffe Porcari, le Under 17 aprono la stagione con un trofeo in Liguria
Le giovani cestiste conquistano il torneo organizzato per gli ottant'anni della Cestistica Savonese Le congratulazioni di Fornaciari e Rovai

Al via nel week-end il V Trofeo Bizzosa e il X Trofeo Francesco Sodini: la vela protagonista a Viareggio
Nel fine settimana la Vela d'Altura e le Star in regata grazie a LNI Viareggio, Società Velica Viareggina e Club Nautico Versilia

Ronin MMA Lucca protagonista in Svizzera: conquistata la cintura al NAGA Switzerland Grappling Championship
Trasferta internazionale ricca di soddisfazioni per il team Ronin MMA Lucca, squadra della palestra Samurai Karate di Lucca, che lo scorso 12 settembre ha partecipato al prestigioso NAGA Switzerland Grappling Championship, ospitato presso la Waldmannhalle Neugasse in Svizzera

Nasce la Lucca Beach Academy
Una nuova realtà sportiva si affaccia sul panorama lucchese con l'ambizione di diventare un punto di riferimento per gli appassionati di sport, movimento e socialità. Si chiama Lucca Beach Academy e sarà inaugurata sabato 3 ottobre, alle ore 15, negli spazi del Centro Sportivo Il Poggio, in via del Tiro a Segno a Lucca

Rugby Lucca, buona la prima per la Seniores: battuto il Cus Pisa in amichevole
Si è conclusa positivamente la prima fase di preparazione del Rugby Lucca in vista del prossimo campionato. La squadra, agli ordini di mister Alessandro Brondi, ha infatti concluso un mini-ritiro a Calambrone, culminato con un'amichevole contro il Cus Pisa. I biancorossi si sono imposti con il risultato finale di tre mete a una

Premio fedeltà allo sport, Sfinge d'oro per il volley a Sabrina Bertini
Non poteva mancare il volley nella 27.a edizione del Premio Fedeltà allo Sport in programma lunedì 12 ottobre alle ore 18 al Teatro Artè di Capannori, uno…

Grande festa a Lido di Camaiore per la società del presidente Ugo Dini
E' difficile che una festa di compleanno (68 ufficiali come adesione alla Figc, 70 effettivi per due anni con un'altra lega) di una società non generi una piacevolissima…

Finale al Palatagliate, il titolo di Coppa Toscana femminile va a Piombino
Le Mura Spring non riesce a difendere il titolo delle Coppa Toscana femminile "Trofeo Lorenzo Lunghi" vinto lo scorso settembre a Siena con una finale al cardiopalma contro…

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Quanti sogni, quante speranze nella nostra vita. I patimenti giornalieri, le preoccupazioni, non solo quelle grandi ma anche quelle piccole, sono come dei tarli: corrodono e ci allontanano dalla Felicità. La quale Felicità ha una sua misura che ci sfugge (si dice che sia una donna, bella come Venere). Nessuno è mai riuscito a scoprire la sua ricetta in modo da garantire una esistenza felice a ciascuno di noi. Così che essa è rimasta misteriosa e non tocca a tutti. Chi ce l’ha, ha ricevuto un dono, una grazia, forse senza nemmeno rendersene conto. Dura per sempre? No. La Felicità è una pellegrina che si muove come un fantasma, e con un sacco altrettanto invisibile in spalla va in giro a guardarsi intorno, e ogni tanto punta qualcuno di noi, mette le mani nel sacco e gli getta addosso una manciata di polvere magica. Una polvere che, pur essa, non si vede e non si sa come è fatta, ma si dice che sia custodita nella cassaforte del cielo, che ha serrature e borchie dorate.
Quand’ero ragazzo, mi si raccontava che se si tocca con le dita le ali di una farfalla, le si toglie una polverina magica, e non riesce più a volare. Non ho mai provato, poiché non è facile prendere una farfalla, anche se ne andiamo a caccia con un retino. Però ci credo. Ecco, una polverina simile è quella di cui la Felicità cosparge i fortunati, ma che può essere, ahimè, tolta o può consumarsi, e interrompere così la magia.
Ma c’è anche un altro pellegrino che circola per le strade e ci guarda negli occhi. Si chiama Destino; è fratello gemello della Felicità, ma non le somiglia; è un ermafrodito e può spargere del bene o può spargere del male. Ha due facce e, a seconda di ciò che cospargono, una ha le sembianze di un angelo e l’altra del demonio. Non si sa come sceglie il destinatario né se ha deciso di donargli qualche occasione propizia, oppure se ha deciso di infrangere qualche sua aspettativa, se non addirittura un suo sogno.
È toccato proprio quest’ultimo caso al campione di ciclismo, Tadej Pagacar, da molti definito, per il numero delle sue vittorie, e per il modo assoluto e potente con cui le ottiene, il campione di ciclismo più forte di tutti i tempi, anche di Eddy Merx.
Ma alla Vuelta, cioè al Giro di Spagna che si sta correndo in questi giorni, pur avendo stravinto varie frazioni e indossato la maglia rossa di leader sin dalla prima tappa (cosa mai accaduta in quella competizione). ecco presentarglisi il Destino. Ma con la faccia del demonio, e disegnate nel volto delle espressioni ghignanti e sadiche.
Gli ha messo sulla strada, davanti alla ruota anteriore, un ostacolo (un sasso, si dice, o un legno,) proprio mentre lui in quel momento reggeva il manubrio con una mano sola, perché con l’altra teneva la borraccia d’acqua da cui stava bevendo. Così l’urto è stato inevitabile e lo ha sbilanciato e fatto cadere malamente sull’asfalto procurandogli varie ferite e soprattutto la frattura alla clavicola sinistra e la frattura stabile della vertebra cervicale C7 che lo hanno costretto al ritiro. Con la vittoria alla Vuelta mirava ad aggiungere un altro dei tanti primati del suo palmares. Sembrava fatta. Era proprio a un passo.
Ma il pellegrino non ha voluto; si è fatto - fantasma com’è anche lui - largo tra i ciclisti e è andato di persona, affinché fosse sicuro della riuscita, a mettergli, di fronte alla ruota, quell’ostacolo minuto ma devastante.
Pogacar lo sa che è stato lui, che ciò che gli è successo non è dipeso da una sua distrazione, ma dalla volontà perversa del Destino. Chissà da quanto tempo l’aveva preso di mira.
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