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Scritto da david nieri
lettere alla gazzetta
16 Luglio 2023

Visite: 1806

Gentilissima redazione,

come cittadino di Lucca, provo smarrimento e (purtroppo) anche un senso di vergogna in merito a quello che sta accadendo relativamente al festival e alle celebrazioni pucciniane.

Sembra che in molti (tra i quali, è doloroso ammetterlo, esponenti politici e delle istituzioni) abbiano intenzione di trasformare le celebrazioni pucciniane, in vista del centenario della morte del grande musicista (2024), in una triste, ridicola campagna elettorale.

E in questa triste, ridicola campagna elettorale, come al solito, a farla da padrone sono i "soliti" personaggi mediocri in cerca di visibilità.

Giacomo Puccini non merita nulla di tutto questo. E non lo meritano né un intero territorio, né tantomeno lo meritiamo noi cittadini, che ci troviamo ad assistere a uno spettacolo pietoso, reiterato all’infinito. Non è, purtroppo, la prima volta che accade. La polemica che si è sollevata intorno a Beatrice Venezi e all’esecuzione dell’”Inno a Roma” evidenzia la mediocrità intellettuale (e troppo spesso, duole dirlo, l’assoluta ignoranza) di molti tra i nostri esponenti politici. Beatrice Venezi dovrebbe rappresentare un vanto per il nostro territorio: un direttore d’orchestra di fama internazionale e con un roseo futuro probabilmente ricco di soddisfazioni professionali. Ma attenzione a gioire e a compiacersi, c’è l’aspetto politico da considerare. Come se l’arte fosse di destra o di sinistra. Eppure, molti tra coloro che hanno gridato allo scandalo (ammutinandosi di conseguenza) sono gli stessi che parlano di inclusività, di rispetto, di confronto, di empatia: tante belle parole finché non si arriva ad applicarle nella pratica, in un paese che non sa (ma forse è meglio dire: non vuole) fare i conti, una volta per tutte, con il suo passato e la sua storia. Riconoscendo, finalmente, anche il bene che c’è stato nel “male” e, di conseguenza, il male che subdolamente si annida nel “bene”.

A mio modestissimo parere, i "membri" del comitato promotore delle celebrazioni pucciniane che si permettono (soprattutto se membri "attivi" delle istituzioni) di anteporre la politica (e, ovviamente, il loro personale tornaconto) all'interesse di un territorio e di un intero paese dovrebbero farsi da parte, rassegnando le dimissioni. Nel comitato dovrebbero trovare collocazione solo persone che hanno a cuore la buona riuscita del dovuto omaggio a un genio assoluto. Persone, magari, con un po' di competenza e senza paraocchi ideologici o "carrieristici".

Sarebbe il primo segnale nella direzione che siamo in molti ad auspicare: la fine dell’odio “ideologico” e l’inizio di un percorso capace di affrancarci da un degrado che ormai si sta appropriando di ogni angolo della nostra vita.

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