Politica
Giorgio Del Ghingaro sulla gestione dei rifiuti regionale: "Non basta riorganizzare il sistema se questo continua a muoversi nella direzione sbagliata"
Il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro interviene nel dibattito regionale sulla gestione dei rifiuti con una nota articolata indirizzata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e…

Marialina Marcucci ha incontrato i torrelaghesi al caffè dell'Opera
"Una volta al governo della città – ha detto Marialina Marcucci, candidata sindaca a Viareggio – una delle prime cose che voglio fare è mettere un presidio…

La brutalità trumpiana dell’amministrazione provinciale di Lucca
Oggi funziona così… Ti rechi negli uffici dell’amministrazione provinciale per proporre un’iniziativa - l’ennesima, e, va senza dire, a costo zero - attinente alla ragione culturale del Museo del Risorgimento e vieni a sapere che a partire da “un giorno di maggio che dirvi non so” il museo non ci sarà più!

Giglioli (AVS) e Del Chiaro: "La stazione di posta di S.Anna deve funzionare. Rappresenta un presidio contro la marginalità estrema"
"La sicurezza urbana si fa anche con le politiche sociali, non solo con le forze dell'ordine. La stazione di posta di Sant'Anna è stata al centro di…

“Contro una narrazione che oppone il comune buono all’ASL matrigna”: scontro in consiglio comunale sulla consulta socio-sanitaria
Consiglieri indisciplinati, problemi tecnici, battibecchi e richiami del presidente: rocambolesco, anche se umoristicamente, l’ultimo consiglio comunale di Lucca, forse vivacizzato da ambo le parti anche dai freschi sentimenti…

Giovani, bellezza e dialogo: Marialina Marcucci parla della sua candidatura a sindaco di Viareggio
Arriva sorridente, scherza con chi le capita a tiro, si mette a completa disposizione delle domande dei giornalisti: così si è presentata Marialina Marcucci a uno dei suoi primi incontri con la stampa da candidata a sindaco di Viareggio

Folla al primo incontro pubblico della candidata sindaca della lista Viareggio Mon Amour Marialina Marcucci
Oltre 150 persone hanno partecipato al primo incontro della candidata sindaca Marialina Marcucci al bar Baldassari alla Migliarina. "Ho voluto cominciare tra la gente, perché voglio imparare…

La prima (e speriamo ultima) cazzata di Mario
Certo, se avesse vinto il sì al referendum sulla Giustizia, adesso sarebbe qui ad esultare per una vittoria che lo avrebbe traghettato, anima e bagagli, sulla scialuppa di…

“Dalla vittoria del no un patrimonio da valorizzare”: Lucca è un grande noi riflette sul referendum sulla giustizia
“La vittoria del no è una buona notizia per la democrazia del nostro paese: è il segno di una società che, quando avverte che sono in gioco principi…

Teatro del Giglio, da quasi un anno e mezzo manca il bilancio preventivo. Bianucci scrive al prefetto: “Siamo preoccupati, chiediamo un suo intervento”
Al Teatro del Giglio Puccini da quasi un anno e mezzo manca il bilancio. E adesso della questione è stato interessato il Prefetto: il consigliere Daniele Bianucci ha…

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Una decina di anni fa Marcello Veneziani, intellettuale di destra, tenutosi però sempre distante dal carro dei vincitori e mai piegatosi, coerentemente, alla convenienza del momento, ritrovò il testo di una "lettera aperta" dedicata alla figlia allora 13enne, "tacciata" dalla sua insegnante di Italiano, di essere..."figlia di un fascista"! La prof aveva addirittura consigliato alla ragazza di smentire la propria genia così da potersi sottrarre sia alle discriminazioni del corpo docente sia agli sberleffi dei propri compagni di scuola. Veneziani aveva recuperato quella lettera per poterla dedicare alla giornalista Daria Bignardi che, guarda caso, aveva chiesto al grillino Di Battista se si vergognasse di suo padre "fascista". Che dire? Come noto, furono i nazisti a teorizzare la superiorità della razza ariana come fattore genetico ereditario, sperimentando le loro teorie aberranti sui deportati nei campo di sterminio. Un allucinante farneticazione, la loro, facilmente confutabile perché il buon Dio (per i credenti) o madre natura (per i laici), non avevano selezionato la razza umana per gli usi e costumi dei popoli sulla scorta delle loro "appartenenze razziali". A determinare questa bieca credenza si aggiunse la cecità derivante dall'esaltazione ideologica di un regime, quello hitleriano, inumano e violento. Ora, pensavamo che tali mostruosità e tali idiozie, fossero scomparse per sempre dal patrimonio delle idee umane. Invece no. Eccole tornare prepotentemente in auge nel secolo di internet e dell'intelligenza artificiale!! Quali le cause prime di questa assurdità? Sempre le stesse: la presunzione di coloro che si sentono migliori dagli altri per il semplice fatto di professare fedi politiche, orientamenti religiosi, gusti sessuali e stili di vita differenti. Dove alligna, da sempre, questa presunzione tanto farlocca quanto perniciosa, se non in quella schiera di sedicenti “ sinceri democratici", di cultori del bene e della solidarietà, degli altruisti per antonomasia? Insomma degli epigoni di Madame Verdurin, il personaggio di fantasia che Marcel Proust descrsse nel famoso romanzo "À la recherche du temps perdu". Verdurin, straordinario esempio di snobbismo ottocentesco, ospitava i maggiorenti del proprio paese coltivando l'idea di poter trasformare quello scarno contesto di provincia in un elegante salotto letterario al passo con le idee e le mode del tempo. Per metterlo bene in evidenza, pensava che bastasse sfoggiare cappellini alla ultima moda di Parigi. Così dalle nostre parti molti residuati del pur fallito marxismo si sentono ancora oggi in pieno diritto di sentirsi comunque dei "progressisti": una sorta di riferimento avanzato della cultura politica perché ontologicamente depositari di idee e valori volti ad una superiore etica dei fini. Molti tra tali "esseri elevati" hanno attraversato tutto l'arco delle trasformazioni a cui è andato soggetto il vecchio partito comunista - da Pci a Pds, da Ds a Pd - per potersi adeguare ai tempi nuovi. Nel 1968 indossavano l'eskimo, adoravano l'effige di Mao Tze Dong, solidarizzavano con le Brigate Rosse e la lotta allo Stato borghese ed al sistema capitalistico. Oggi li vediano atteggiarsi a persone avvedute e ben addentro al potere ed alle cose politiche: idealisti in perenne cammino verso il primato del pensiero e dell'etica. Qualcuno - docente oppure giornalista - si atteggia a liberale ma rimane abbarbicato all'idolatria dello Stato, al posto garantito ed al mensile assicurato vita natural durante per il tramite del monopolio pubblico del servizio presso il quale e’ impiegato. Molti tra questi lavorano nella scuola fatta ormai per l'accoglienza e non più per la didattica. Una scuola che non verifica né il sapere dei discenti né quello dei docenti (da parte di un ente terzo ed autonomo). In tanti di questi docenti sono passati di "ruolo" attraverso stratagemmi giuridici e leggine compiacenti, se non per il famigerato "doppio binario" che ha consentito di assumere per anzianità’ chi è stato sonoramente bocciato al concorso a cattedra. Sono la fonte perenne dell’ insorgere ricorrente dell’emblema della lotta antifascista, da trasmettere alla generazioni future, pronti a lottare contro una tara genetica ereditaria da estirpare, costi quel che costi. Un giorno chiesero ad un grande liberale come Giovanni Malagodi chi fosse l'uomo politico più potente e convincente. Egli rispose: qualunque professore di filosofia che insegni in un liceo, ossia un grado di orientare politicamente i giovani. Insomma questi cattivi, oltre che scadenti, maestri sul piano culturale, andrebbero arginati e se possibile esclusi da un contesto nel quale si formano le coscienze e la cultura degli adulti di domani. Far finta di niente apre ancor di più le porte alla discriminazione ed all'infamia di retaggi che, più che antifascisti, sono ormai vecchi arnesi di teorie tragiche alle quali sono rimasti fedeli solo quei presunti intellettuali che invece, a ben vedere, sono solo degli "orecchianti".
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"La destra è aggressiva, stavolta ha scelto il candidato per tempo e non farà sconti. Ha un obiettivo politico preciso: detoscanizzare la Toscana, snaturarne i valori e l'identità. Per questo tutto il Pd deve mettersi a lavoro pancia a terra per vincere le elezioni".
A dirlo è Valentina Mercanti, presidente dell'assemblea del Partito Democratico della Toscana e consigliera regionale eletta a Lucca, che lancia un appello all'unità in vista della sfida elettorale d'autunno.
"Il Partito Democratico – dice Mercanti - ha la responsabilità di essere unito per parlare con chiarezza a tutti i toscani e le toscane. E' importante partire prima possibile con il lavoro a sostegno del presidente Giani, che in questi anni ha saputo tenere insieme la Toscana delle città e quella delle aree interne, senza lasciare indietro nessuno".
"Non partiamo da zero – continua la presidente dell'assemblea del Pd toscano – ma dai risultati raggiunti in questi cinque anni grazie al lavoro condiviso tra presidente, giunta regionale, gruppo consiliare del Pd e partito: dalla legge sul fine vita alla riforma dei consorzi industriali per uno sviluppo economico più ordinato e moderno; dai nidi gratis per tutte le famiglie toscane al rafforzamento della sanità territoriale con le case di comunità, presìdi fondamentali di prossimità per la salute delle persone".
"Oggi più che mai – conclude Mercanti – serve lavorare dentro al partito con lealtà e spirito costruttivo, al fianco del segretario Emiliano Fossi, per affrontare insieme questa sfida. Non possiamo permetterci divisioni. Il futuro della Toscana si gioca adesso".


