Anno XI 
Giovedì 13 Agosto 2026

Scritto da Ilaria Vietina
Politica
12 Giugno 2026

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Basta davvero poco perché il velo cada e l'estrema destra lucchese mostri davvero quale idea di città ha in mente. Di fronte alle critiche sull'apertura del market a Borgo Giannotti e alle evidenti contraddizioni interne alla maggioranza, l'estrema destra non trova argomenti migliori che evocare "l'aumento dei negozi cinesi ed etnici" e il presunto pericolo rappresentato da "sbandati, solitamente immigrati", che sosterebbero fuori dai supermercati.

Alla fine, tutto si riduce sempre lì: alle origini, ai cognomi, al colore della pelle, ai paesi di origine di prodotti. Non una riflessione seria sul modello di sviluppo commerciale della città, non una parola sulle responsabilità politiche di chi la governa abbandonandola in balia di un overturism incontrollato, non un'analisi sulle trasformazioni economiche e sociali che stanno interessando Lucca dove è sempre più difficile trovare casa o lavoro. Solo la ricerca di un capro espiatorio a cui attribuire colpe, paure e disagi.

È una scorciatoia tanto prevedibile quanto pericolosa. Perché sposta l'attenzione dai problemi reali e alimenta divisioni all'interno della comunità. Un negozio è un'attività economica da valutare per il suo impatto sul territorio, non per la nazionalità di chi lo gestisce. Il degrado si combatte con politiche sociali, presenza delle istituzioni e cura degli spazi pubblici, non con la costruzione di nemici utili alla propaganda. Dopotutto non possiamo aspettarci altro da chi figura tra i sostenitori istituzionali della proposta "Remigrazione e Riconquista" che, come ha spiegato l'europarlamentare Vannacci in tv pochi giorni fa, non è altro che la deportazione di persone straniere in paesi terzi con o senza il loro consenso. 

'Difendere Lucca' dovrebbe significare tutelare il tessuto sociale, sostenere il commercio di qualità, promuovere sicurezza e coesione. Quando invece quel 'Difendere Lucca' si riduce tutto e solo a una questione di etnie e provenienze, si smette di amministrare e si inizia semplicemente a fare leva sulle paure e l'intolleranza attraverso una propaganda che la storia d'Italia ha già sconfitto. E una città migliore non si costruisce puntando il dito contro la diversità, ma riconoscendo la dignità e il valore di ogni cittadina e ogni cittadino.
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