Politica
Legittimare la difesa
Fra gli argomenti che – più di altri – hanno lasciato delle perplessità nell’elettorato che ha sostenuto l’attuale governo, è il mancato rafforzamento dell’istituto della legittima difesa, e del connesso uso legittimo delle armi. Fra l’altro alla luce dell’urgenza attribuita alla legge che combatte la prassi dell’utero in affitto

Olivati e Barsella: "Ok Lucca 'smart city', ma serve un cambio di rotta sulle scelte poco trasparenti della maggioranza"
"Leggiamo dalla stampa che l'amministrazione di destra vuole trasformare Lucca in una 'smart city'. Benissimo, allora il sindaco Pardini cambi direzione rispetto alle scelte opache e per nulla…

“Non di maggioranza né di minoranza, ma indipendente”: Elvio Cecchini protagonista dell’ultimo consiglio comunale di Lucca, dopo la sua uscita dalla maggioranza
“Che simili nefandezze, frutto della stupidità umana, non avvengano più”: con queste parole il presidente del consiglio comunale di Lucca Enrico Torrini si è espresso al termine del…

Bomba d’acqua, AVS: “Non è un fatto isolato, sono gli effetti dei cambiamenti climatici, Lucca infondo alla classifica del Sole 24ore”
Nella recentissima classifica pubblicata del Sole 24ore per la qualità del clima, Lucca è solo 81esima, la realtà peggiore della Toscana (sotto anche Firenze), con pessime performance in…

Turismo, il 2025 chiude in crescita. Bene anche la primavera 2026, ma l'estate parte con prudenza
L'assessore Santini: "L'obiettivo è stabilizzare i numeri e non inseguire altri record. Lavoriamo sempre sulla qualità"

Lucca accelera verso la smart city: la giunta approva l'avvio della fase competitiva per un grande progetto di innovazione urbana
La giunta comunale di Lucca ha approvato la delibera n.154/2026 con cui viene riconosciuto l'interesse pubblico della proposta di partenariato pubblico-privato finalizzata all'implementazione di un ampio…

Il gruppo Salviamo la nostra acqua replica al sindaco: “Nessuna garanzia riguardo l’ingresso in GAIA, ma solo una certezza: nel 2033 tutti nella multiutility”
“Tante delle dichiarazioni rilasciate da Pardini al Tirreno sulla questione GEAL non trovano corrispondenza con la realtà, prima fra tutti l’affermazione secondo cui a Lucca non sussisterebbero i…

Le preferenze
Invidio il mutante impersonato da Rutger Hauer, del mitico movie “Blade Runner”, che poteva sussurrare «Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare: astronavi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser”

Deportazione e remigrazione
Al solito, in Italia si gioca sulle parole e non sulla sostanza delle cose. Partiamo dal neologismo “Re-migrazione”. Indica quel processo che s’intende “offrire”, o “imporre”, a chi era “migrante” e che – in sostanza – non appare funzionale alla pacifica convivenza e al progresso italico

Acqua inquinata da Antraccoli, Olivati: “Il sindaco progetti l’allacciamento dell’acqua pubblica alle zone sprovviste”
Lucca si accordi sin da ora con Gaia per allargare la rete idrica e fognaria il prima possibile. È assordante il silenzio della giunta Pardini dopo la partecipata…

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Qualche considerazione merita il recentissimo episodio che ha visto Israele eliminare a Teheran il capo politico di Hamas, cercando se possibile di non ripercorrere argomenti già illustrati in altre testate. E specificando che spiegare non vuol dire “tifare”, e che non esecrare Israele non vuol dire sostenerlo. Del resto vi sarebbe da esecrare anche dell’altro, per cui mi tolgo lo sfizio di non farlo con nessuno.
Per chi si stupisce che sia possibile lanciare da considerevole distanza un missile e piazzarlo in un piccolo obiettivo, nel momento esatto in cui all’interno dello stesso sia presente la persona da eliminare, in un paese acerrimo nemico ove viene esercitato un ferreo controllo sulla popolazione, occorre forse considerare che il missile sia stato lanciato da Israele, e il target fosse in un paese arabo.
Israele è all’avanguardia nel settore della tecnologia degli armamenti. Circondato da troppi nemici con popolazione ampiamente più numerosa, non avrebbe mai potuto competere in termini quantitativi, di uomini e mezzi, e ha ricercato sempre come obbligata la supremazia qualitativa. Probabilmente si è trovato in difficoltà solo durante la Guerra dello Yom Kippur del 1973, per sua fortuna per un breve periodo e in un frangente ben determinato. Quando gli egiziani, a sorpresa, dimostrarono che con una buona rete di missili contro-carro (di 1^ generazione) potevano schiantare le sue unità corazzate. Per il resto in quel conflitto le Israel Defence Forces dimostrarono la netta superiorità, ma quel colpo gobbo fece loro davvero male.
Quando dico che il target fosse in un paese arabo faccio riferimento al fatto che a quelle latitudini tutto abbia un prezzo, ma neppure troppo alto, e con la variegata congerie di divisioni religiose e politiche non sia troppo difficile trovare qualcuno che ti dia le informazioni giuste per individuare la location dove infilare il colpo e sapere quando questa è occupata dal bersaglio ghiotto. Se a ciò si aggiunge la citata superiorità tecnologica per verificare con idonea strumentazione di sorveglianza dal cielo e via satellite che le notizie ricevute siano corrette, e dare il luce verde a chi deve premere il pulsante di sparo, il cerchio si chiude.
Un popolo abituato a fuggire con breve preavviso doveva evitare di puntare sul possesso di immobili, facili da espropriare, privilegiando beni di piccole dimensioni ed elevato valore, l’intelletto e lo studio, elementi che avrebbero consentito, ovunque ci si fosse rifugiati, di sopravvivere. Gli ebrei hanno una tradizione nello studio, e nel secondo dopoguerra Israele ha sviluppato, grazie anche al sostegno U.S.A., un’industria degli armamenti a carattere tecnologico decisamente all’avanguardia.
In quanto a chi oggi sostiene che questo episodio abbia definitivamente chiuso la porta a ogni speranza di pace, a mio avviso non posso che considerarlo sprovveduto o in mala fede, quella per la quale qualsiasi cosa faccia Israele sia errata, e comunque – se errata – più di quanto lo possa realmente essere.
L’ucciso era responsabile dell’attacco del 7 ottobre, e per Israele era sostanzialmente già condannato a morte, come avvenne per gli organizzatori dell’attentato al villaggio olimpico durante i giochi del 1972 in Germania. Non c’era bisogno della recente mattanza dei giovanissimi calciatori drusi. Per Javeh, loro dio, il perdono del nostro cattolicesimo non esiste. Eichmann, l’ufficiale nazista responsabile operativo dell’Olocausto, andarono a prenderselo di nascosto in Argentina, lo processarono pubblicamente e l’impiccarono. Aver violato il diritto internazionale andandolo a catturare in un paese sovrano fu considerato dagli israeliani risibile dettaglio. Prima veniva la vendetta.
Il bersaglio, in lista per essere eliminato da prima del 7 ottobre 2003, aveva per Gerusalemme la stessa valenza di un qualsiasi membro di Hamas ucciso a Gaza. L’hanno localizzato a Teheran, e l’hanno terminato. Se avessero avuto il modo di eliminarlo prima, l’avrebbero fatto.
Quando iniziò questa guerra fui intervistato e dissi che, ove Israele avesse voluto davvero stanare Hamas. sarebbe stata durissima e avrebbero affrontato anche dure perdite. Pare che l’intendimento fosse assolutamente reale: infliggono perdite, e ne accettano, meno cospicue, ma per la loro mentalità che annette valore tendente allo 0 alla vita del palestinese – combattente o meno – significative.
Penso che potrebbero accettare di fermarsi solo ove riterranno d’aver versato troppo sangue del proprio.
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La costituzione dell'unità cinofila a disposizione della Polizia Municipale con cani di nostra proprietà da destinare anche a controlli antidroga per implementare il livello di sicurezza in città rappresenta un risultato importante dell'amministrazione Pardini. L'unità cinofila è stata creata a seguito di una mia precisa direttiva politica e, dopo l'ultimazione del periodo di addestramento, sarà l'unica presente in città a disposizione non soltanto del Corpo della Polizia Municipale ma di tutte le altre forze di Polizia con le quali abbiamo avviato fin dal momento del nostro insediamento proficui e intensi rapporti di collaborazione che proseguiranno in futuro con maggiore impegno. Mai prima d'ora, la Polizia Municipale di Lucca ha avuto a propria disposizione una unità cinofila – in ogni caso nessuno dei precedenti amministratori dell'ente è riuscito a costituirla prima di noi - e questo rappresenta un bene per la sicurezza dei cittadini, un risultato di cui tutti dovrebbero essere soddisfatti.
Mi preme fare queste precisazioni a seguito di una interrogazione presentata dal consigliere comunale Alfarano al quale sento di esprimere il più vivo apprezzamento per la passione con la quale ha perorato le legittime aspettative di soggetto privato per il tramite di comunicati stampa, accesso agli atti e interrogazione in Consiglio Comunale.
Il soggetto le cui ragioni sono state perorate dal consigliere Alfarano solo verbalmente aveva rappresentato la propria disponibilità a collaborare con la costituenda unità cinofila senza tuttavia presentare una proposta scritta ed al riguardo mi è apparso opportuno rammentare all'esponente del PD che ogni rapporto negoziale con la pubblica amministrazione, specie se esso comporta riflessi di tipo finanziario, deve essere assistito dalla forma scritta ab sustantiam per come più volte sostenuto dall'Anac e io da amministratore pubblico ho il dovere giuridico di rispettare le norme di legge per garantire l'imparzialità e il buon andamento degli uffici di cui ho la responsabilità politica.
L'attività di addestramento dei nostri cani è stata affidata ad una Onlus, la Pubblica Assistenza Rosignano Marittimo, che ha formalizzato per iscritto la propria offerta relativa alla formazione e all'operatività dei cani al costo di €4.950,00 destinato integralmente a copertura delle spese. L'altro soggetto assistito dal consigliere Alfarano aveva ipotizzato sempre verbalmente un costo decisamente superiore nell'ordine di circa 10.000 euro così come comunicatomi dal Comandante della Polizia Municipale. La Onlus in questione vanta una consolidata esperienza nel settore dei servizi sociali e della protezione civile e ha a disposizione un nucleo cinofilo costituito nel 1999 con un centro di addestramento di 5 ettari, campo attrezzi e destrezza, sgambatoio, campo di ricerca stupefacenti, 15 unità cinofile con altrettanti addestratori utilizzato anche da team di forze dell'ordine. Inoltre l'addestratore Giacomo Micheli è istruttore iscritto all'albo Enci ovvero ente nazionale per la cinofilia italiana e devo anche dire di essere soddisfatto per l'addestramento che sta procedendo molto bene visto anche l'ottimo rapporto professionale creatosi tra addestratore e conduttore l'agente Pellegrini che ha esperienza specifica nelle unità cinofile.
È evidente che per quanto mi riguarda dovendo scegliere tra una Onlus che non ha fini di lucro a maggior ragione se ha quel curriculum che è stato portato a nostra conoscenza e altri soggetti non Onlus la scelta ricade sempre verso le associazioni non lucrative di utilità sociale che perseguono come nel nostro caso finalità solidaristiche visto che la somma che il Comune di Lucca riconosce in pagamento serve a totale copertura delle spese di addestramento e quindi senza nessun margine di guadagno ritraibile dalla suddetta attività. Ma il Comune resta disponibile all'eventualità di futuri rapporti di collaborazione con altri soggetti ovviamente in possesso di tutti i requisiti professionali e curriculari nella prospettiva di una sempre migliore operatività dell'unità cinofila.
La soluzione della proprietà dei cani – di cui uno ci è stato donato dal Rotary Club di Lucca che ringrazio mentre l'altro è stato acquistato con nostre risorse - in capo all'ente comunale risponde all'esigenza di un efficiente svolgimento dei servizi di istituto poiché permette maggiore flessibilità e prontezza di impiego in base alle esigenze di servizio. È di tutta evidenza che quei requisiti di flessibilità e prontezza non sarebbero stati pienamente integrati nel caso in cui la proprietà dei cani antidroga fosse rimasta in capo ad altri soggetti dal momento che la tempistica e le modalità di impiego avrebbero dovuto essere concordate con i proprietari quantomeno con un protocollo di intesa necessario per disciplinare i rapporti tra le parti.


