Economia e lavoro
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Decenni tra istituzioni, imprese e comunità locali: Giuseppe Cirina approda a In Lucca Veritas
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Da questo mese c’è una voce nuova nei nostri approfondimenti. È quella di Giuseppe Cirina, che entra a far parte della squadra insieme a…

Intervista al papà del doppio canale di reclutamento dei docenti
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Scuola nel caos e precariato dimenticato: il divario tra le promesse della politica e la realtà delle aule
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Dopo il successo del progetto pilota, arriva sul mercato la soluzione che sfrutta la blockchain per l'energia da fotovoltaico ed eolico

Sistema Ambiente al lavoro anche durante la notte: dal centro storico ai quartieri, un impegno per il decoro del territorio comunale di Lucca
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Sostegno record alle imprese: dalla Camera di Commercio 11,3 milioni di euro
L'incremento di 2,3 milioni rispetto alla cifra già record di inizio anno è reso possibile dalla vendita di un immobile inutilizzato a Lucca e dal riallineamento del fondo crediti

Il teatro del Giglio cerca nuove voci: al via le audizioni per il coro voci bianche
Le selezioni si terranno il 24 e 25 settembre al Teatro San Girolamo. Iscrizioni aperte fino al 17 settembre per giovanissimi dai 6 ai 14 anni

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Roma impone, Viareggio si oppone: le lavoratrici e i lavoratori dell’IIS Galilei Artiglio, riuniti in un’ampia e partecipata assemblea sindacale lo scorso 20 marzo, hanno approvato all’unanimità un documento di ferma condanna nei confronti della riforma degli Istituti tecnici, la cui entrata in vigore è prevista per l’anno scolastico 2026/2027.
Una bocciatura senza appello per viale Trastevere che, come fanno sapere dall’assemblea, non parte da posizioni ideologiche, ma anzi si basa su una serie di punti ben identificati che rischiano di minare non solo gli Istituti tecnici, ma la stessa Scuola italiana alle basi.
L’assemblea esprime una profonda preoccupazione per un impianto normativo che sembra voler trasformare la scuola in un centro di addestramento funzionale esclusivamente alle logiche di mercato, che non guarda ai bisogni e alle aspirazione degli studenti e delle loro famiglie. E ancora: si tratta di una riforma calata dall’alto, mai discussa con chi lavora quotidianamente con studentesse e studenti, presentata una volta terminate le iscrizioni di ragazze e ragazzi delle future classi prime.
Tra i punti più critici evidenziati dal documento:
- riduzione del valore culturale:il rischio concreto è la trasformazione dei percorsi scolastici in mero addestramento al lavoro;
- caos iscrizioni:le famiglie hanno iscritto i propri figli seguendo il vecchio ordinamento, senza informazioni sul nuovo assetto. Questo genererà una situazione caotica a settembre, con studenti in percorsi non scelti, che non esistevano al momento dell’iscrizione;
- divario territoriale:la sinergia con gli ITS penalizza alcune regioni italiane, dove il tessuto produttivo è meno solido, creando un sistema educativo a doppia velocità;
- incertezza normativa:mancano ancora linee guida ufficiali su aspetti cruciali come le classi di concorso, la riduzione delle ore di insegnamento e la gestione delle materie opzionali.
Peggioramento delle condizioni di lavoro
Il personale denuncia inoltre un significativo peggioramento delle condizioni professionali, costretto ad adattarsi a cambiamenti continui senza formazione o riconoscimento adeguati e, soprattutto, senza alcun coinvolgimento reale nella progettazione della riforma.
Una riforma che, va sottolineato, può impattare sulla vita concreta dei dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, causandone ad esempio il trasferimento per mancanza di ore utili. Viene inoltre segnalato il rischio di una crescente ingerenza di soggetti privati nella definizione dei percorsi formativi pubblici, a discapito della natura pubblica e democratica della Scuola.
Appello alla mobilitazione
L’assemblea dell’IIS Galilei Artiglio dichiara la propria indisponibilità ad accettare passivamente l'attuazione di tali misure e annuncia la volontà di opporsi concretamente attraverso forme di non adesione.
Contestualmente, viene rivolto un appello urgente a tutte le sigle sindacali affinché:
- si costruisca una risposta collettiva in tutti gli Istituti;
- venga proclamato uno sciopero generale del comparto Scuola;
- si organizzino manifestazioni e presidi su tutto il territorio nazionale per difendere la Scuola come presidio democratico e strumento di emancipazione sociale.
"In assenza di un reale confronto e di modifiche sostanziali," conclude il documento, "la mobilitazione proseguirà con determinazione nella difesa della qualità dell'istruzione pubblica".
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