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Scritto da Michele Belfiore
Vite reali
07 Marzo 2023

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Matteo Bassetti è nato a Genova, nel 1970. Direttore della clinica Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, è stato più volte al centro dell'attenzione mediatica per le sue dichiarazioni sul Covid e sui vaccini.
Tre anni dal primo caso di Covid, dall'inizio a oggi quanti passi importanti sono stati fatti?
Dal primo caso di Covid sono passati tre anni nel corso dei quali abbiamo assistito a diversi risvolti, sia in senso positivo che negativo. Sicuramente di positivo c'è stata, nel giugno 2020, l'approvazione dell'antivirale Remdesivir, farmaco che ancora oggi viene utilizzato. Inoltre la somministrazione dei vaccini ha permesso di ridurre in maniera significativa la mortalità. Abbiamo fatto anche molti passi avanti con l'utilizzo di farmaci antinfiammatori che ci hanno permesso di curare tanti pazienti senza arrivare all'ospedalizzazione. Purtroppo, però, a distanza di tre anni, c'è ancora qualcuno che mette in discussione molte dinamiche, affermando addirittura che il Covid non esiste così denigrando lo straordinario lavoro della scienza. Fortunatamente la maggioranza dei cittadini si è affidata proprio alla scienza, che ha permesso loro di tornare a una vita normale.
Secondo lei perché si è fatto tanto allarmismo sui vaccini?
La disinformazione sui vaccini è legata a una questione di comprensione. Molti hanno capito immediatamente, per alcuni c'è voluto tempo e una piccola parte non ha voluto comprendere. Solo attraverso il progresso medico-scientifico si può vincere. Sono state accusate la grandi case farmaceutiche e multinazionali con la teoria della globalizzazione. Questo è un atteggiamento ottuso che crea una cattiva informazione sui vaccini. Per fortuna, se guardiamo i dati 2021, il Covid ha colpito solo una piccola parte della popolazione, perché il 95 per cento del italiani si è vaccinato. Vergognoso chi ha minacciato e insultato i medici e le proprie famiglie e voglio cancellare questo brutto ricordo, mentre conserverò il risvolto positivo di chi si è vaccinato e si è affidato alla scienza .
Lei ha fatto diverse denunce a seguito di minacce, alcune anche molto pesanti. Ha avuto risposte dalla giustizia?
Ho presentato varie denunce, sia penali sia civili alla procura della repubblica. Ho avuto delle straordinarie risposte da parte della magistratura e mi hanno ascoltato. La Digos e i carabinieri hanno fatto indagini in questi in questi mesi. Credo che il più bello debba ancora venire nel senso che saranno celebrati entro brevissimo tempo processi per i vari reati, minacce, stalking e istigazione a delinquere. Hanno fatto del male alla mia famiglia e ai miei collaboratori. Sono un cattolico, ma in questo caso mi spiace, non accetterò nessun tipo di scusa o perdono. Per me questa gente non esiste, quindi devono sapere che troveranno di fronte a loro un osso veramente molto duro. Non ritirerò neanche una denuncia.
Parliamo di politica: quali sono le misure più urgenti che dovrebbero prendere il ministro Schillaci e il governo?
Io credo che per quanto riguarda il ministro Schillaci, egli stia dimostrando in questi primi mesi al governo di essere la persona giusta al posto giusto. Non ha ancora sbagliato un colpo, ha preso decisioni tutte molto condivisibili, dimostrato buon senso passando dal bollettino giornaliero a quello settimanale, ridotto la quarantena obbligatoria che probabilmente a breve sarà sospesa, investito nella lotta ai batteri resistenti agli antibiotici. Il sistema di oggi non permette di creare medici del futuro. Bisognerebbe rivedere il test d'ingresso alla facoltà di medicina semplificandolo o si potrebbe pensare, addirittura, di eliminarlo . Ci vogliono investimenti nel sistema sanitario nazionale perché così com'è si rischia di aggiungere problemi a quelli già esistenti. È chiaro che la colpa non è di questo governo, ma di quelli che lo hanno preceduto.
Parliamo di prevenzione medica: nelle scuole, per ragazzi e famiglie è importante?
La parola che deve diventare come un mantra per le nuove generazioni è prevenzione. Quest'ultima deve essere rivolta verso i tumori, le malattie cardiovascolari, infettive e metaboliche. Dobbiamo fare capire ai nostri giovani che prevenire è molto meglio di curare. E allora se si vuole evitare di diventare grassi o obesi, lo si deve fare evitando di mangiare alcuni cibi come le merendine, di bere birre o bevande zuccherate, così come è giusto fare gli screening oncologici. Tutto ciò permetterebbe, non dico di arrivare all'immortalità, perché è impossibile, ma sicuramente di vivere meglio e più a lungo.
 
Lei da padre quali insegnamenti ha trasmesso ai suoi figli?
 
Ai miei figli ho trasmesso alcuni insegnamenti e spero che ne faranno tesoro. Nulla arriva per caso, dietro qualsiasi successo professionale, sportivo, sociale e culturale, ci sono lavoro e studio. Se si applicheranno - perché siamo in una società che ancora premia il merito - e saranno qualitativamente preparati, potranno specializzarsi in qualcosa di unico e farlo bene. Ai miei figli voglio inviare questo pensiero: studiare e crescere nella tradizione, non lo studio breve fatto sulla rete, ma quello sui libri dove ci si spezzava la schiena.
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