Politica
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Stamani la visita alla Casa circondariale di Lucca: 101 persone detenute a fronte di appena 36 posti regolarmente utilizzabili. I consiglieri annunciano una mozione in Consiglio comunale per chiedere un impegno diretto dell'amministrazione

Quando la politica smette di ascoltare, gli elettori smettono di votare, con Massimiliano Baldini
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Mamma li Russi o li Saraceni?
Poche notizie giornalistiche e quasi nessuna diffusione sui talk show di un fenomeno che, perdurando il problema, nel bene e nel male, sta sviluppandosi in molte città…

Nuovo passo in avanti per il piano strutturale, si avvicina la tappa conclusiva in consiglio comunale
Importante passo in avanti per il Piano strutturale, in vista dell'approvazione definitiva in consiglio comunale. Nei giorni scorsi si è tenuta la seconda conferenza paesaggistica con la Regione e la…

Piscina Palasport, i capigruppo di maggioranza: "Il Consiglio di Stato conferma che l'amministrazione Pardini ha agito nell'interesse pubblico. Ora avanti con i lavori"
Respinto l'appello del Circolo Nuoto Lucca: per i Capigruppo la sentenza spegne le polemiche e apre la strada ai nuovi lavori

Scuole ed allievi stranieri… inclusione o esclusione
È sempre cosa ardua, in questo benedetto Paese, riformare l’esistente. Quasi tutti si lamentano di tutto, salvo poi lamentarsi, anche senza conoscere le cose, di qualunque tentativo di…

Beni culturali, enti concordi nel puntare sulla valorizzazione del Museo del Risorgimento di Lucca
Vertice a Palazzo Ducale tra Regione, Provincia, Comune e Ufficio scolastico territoriale. Tra gli obiettivi: il riconoscimento di Museo di interesse regionale e la continuità delle aperture della struttura

Visit Card, Lucca Civica-Volt-Lucca è Popolare: "Il Comune festeggia le vendite. Ora dimostri i risultati"
"Superare le proprie previsioni non basta a certificare il successo di una politica turistica. Servono dati sull'utilizzo, sui costi e sui benefici per il patrimonio culturale"

Bianucci: "Ancora acqua marrone dai rubinetti a S. Maria a Colle"
«Ci risiamo. Anche questa mattina alcuni cittadini di Santa Maria a Colle, in particolare di via della Chiesa, mi hanno segnalato la fuoriuscita dai rubinetti di acqua…

Emigrazione, o ti si ama o ti si odia
Ci sono solo due modi per parlare di emigrazione o immigrazione: affrontare la situazione nel miglior modo possibile oppure specularci sopra per meri obiettivi personali

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Quella di questa mattina all’hotel Principe di Piemonte di Viareggio non è stata una semplice conferenza stampa di presentazione, ma un vero e proprio avvertimento politico. Una rappresentazione plastica di una crepa che nel centrodestra italiano esiste da tempo e che in questi ultimi tempi si sta allargando. Roberto Vannacci, presentando cinque nuovi parlamentari in Futuro Nazionale, ha trasformato un malessere latente in un fatto politico concreto.
Ridurre tutto a un rafforzamento numerico sarebbe riduttivo. Qui siamo davanti a una dinamica più profonda: una redistribuzione di potere dentro lo stesso campo politico che avviene attraverso un meccanismo tanto noto quanto destabilizzante: il progressivo svuotamento degli alleati.
Non è un semplice rafforzamento ma una vera e propria operazione di logoramento. E come ribadito dal generale, non per esplicita richiesta di ingresso nel suo partito, Futuro Nazionale, da parte di qualche esponente del partito stesso, ma per richieste pervenute dall’esterno, dai parlamentari di altri partititi che non si riconoscono più nei rispettivi schieramenti di appartenenza.
Futuro Nazionale cresce sottraendo pezzi agli altri. E ogni nuovo ingresso è un messaggio diretto ai vertici di Lega e Forza Italia: il controllo del campo non è più saldo, l’elettorato non è più garantito, la fedeltà interna è diventata negoziabile.
Vannacci sta facendo ciò che in politica produce più effetti e successi: intercettare il malcontento e trasformarlo in struttura. Un po’ come era nello spirito del suo libro “il mondo al contrario” dove, forse per lui all’epoca della pubblicazione inconsciamente, ebbe ad intercettare il malcontento che nessuno osava esprimere trasformandolo in un record di vendite. Senza però dimenticare, per dovere di cronaca, l’indiscutibile apporto mediatico del famoso giornalista Pucciarelli, che fino a quel momento pochi conoscevano. Propone certamente una linea alternativa mettendo però in discussione la legittimità stessa dell’attuale classe dirigente del centrodestra, accusata implicitamente e neanche troppo velatamente di aver tradito identità e promesse elettorali.
Il punto è che questa operazione trova terreno fertile. Perché il disagio esiste davvero. E perché una parte di quell’elettorato non si riconosce più in una destra di governo fatta di compromessi, mediazioni e retromarce.
Le conseguenze sono già visibili. Più Vannacci cresce, più gli altri si indeboliscono. Più alza i toni, più costringe tutti a inseguirlo o a cercare, senza successo, di contrastarlo. E qui si arriva al nodo vero, quello che la conferenza di Viareggio mette brutalmente sul tavolo: le elezioni del 2027.
Il leader di Futuro Nazionale si muove su un terreno preciso: quello della radicalizzazione del messaggio. Identità, rottura, rifiuto del compromesso. Una linea che intercetta un disagio reale, ma che allo stesso tempo spinge l’intero dibattito pubblico verso una maggiore polarizzazione.
E siamo arrivati alle new entry di questa mattina, promettendo altri innumerevoli ingressi a detta proprio del generale. Inizia la conferenza stampa con una breve introduzione di Massimiliano Simoni che ha dato subito la parola al generale. Dopo i ringraziamenti di rito e la palpabile soddisfazione per quanto sta vertiginosamente accadendo intorno alla sua persona, Vannacci ha dato subito la parola ad Attilio Pierro che ha sintetizzato le ragioni della sua richiesta di ingresso in Futuro Nazionale: “per me questa è una medaglia, sono un soldato che seguirà la linea del nostro generale.” E una sorta di medagli gli è stata realmente appuntata dal generale sulla giacca di ognuno, il simbolo di futuro nazionale, il tricolore indicante due ali e un fiume al centro, quel fiume in piena che sta trascinando tanti soggetti politici e non nel suo partito. Una spilletta che per tutti sancisce ufficialmente l’ingresso nel partito. Partito che, udite udite, non è ancora arrivato all’assemblea costituente che si terrà a Roma tra pochi giorni, ma che ha raggiunto in pochi mesi il grande risultato di quasi centomila tesserati a livello nazionale. Da notare, se non erriamo, che il PD, dopo lustri di militanza politica, ne ha poche migliaia in più.
L’ex forzista è uno dei quattro parlamentari che entrano in Futuro Nazionale con una breve cerimonia a favore di giornalisti e altri esponenti di partito nella magnifica sala del Principe di Piemonte di Viareggio, la città del generale.
A tutti i nuovi adepti del generale sono stati dati cinque minuti per parlare. E’ stata poi la volta dei deputati Davide Bergamini, altro forzista nella Lega fino a poco tempo fa, Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, entrambi provenienti dal Carroccio. Una emorragia per la Lega inarrestabile. E per finire il professore di economia ed eurodeputato Antonio Maria Rinaldi. Tutti hanno fatto riferimento, nelle loro dichiarazioni di fedeltà alla linea politica del generale, alla sovranità dell’Italia, elemento indiscutibile e non negoziabile.
Un attacco, non proprio velato, da parte del professore, a quell’Europa invadente fin dal lontano 1992, che non ha dato all’Italia, quarta nazione industriale al mondo, il ruolo che le competeva. E questo fin dall’inizio.
E’ stata poi trattato, un po’ da tutti, il gravoso tema della sicurezza, la remigrazione ovviamente. Fino ad arrivare al tema del crocifisso nelle scuole, identità culturale oltre che religiosa, la bandiera tricolore in luogo di quella, spesso in uso, arcobaleno. Fino ad arrivare all’inno nazionale, che per legge dovrebbe essere insegnato nelle scuole ma che spesso non trova riscontro quando si chiede di cantarlo ai bambini.
Alla fine delle presentazioni ha ripreso la parola di generale: “siamo contenti di avere questi nuovi ingressi. Non siamo noi che facciamo la questua ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi perché credono nel progetto e nel fatto di portare avanti questa novità politica degli ultimi 15 anni in Italia. Ci sono anche tanti sindaci, consiglieri comunali e molti consiglieri regionali che ci hanno contattato e molti quelli che ci hanno già raggiunto”.
Il generale sottolinea che: “oggi, 6 giugno, è l’anniversario dello Sbarco in Normandia e noi celebriamo lo sbarco di Futuro Nazionale”.
Vannacci continua: “a noi interessa radicarci sui territori, avere un seguito. Ci interessa la politica che arriva dal basso, stiamo lontani dalle manovre di palazzo. Non siamo noi che facciamo la questua con i deputati per andare a trovare il quorum per formare un gruppo parlamentare, ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi”.
E ancora: “oggi c'è una moda nei partiti, si definiscono post ideologici, si sono trasformati da partito a Scuola Radio Elettra. Invece un partito si deve basare su valori e principi ai quali noi non rinunciamo e traduciamo poi nel programma. E poi oggi l'economia guida la politica, noi siamo perché la politica faccia le scelte sull'economia. Deve tornare la primazia della politica sull'economia”.
Una migrazione di cervelli, una transumanza politica verso il partito di Vannacci destinata a proseguire e a segnare veramente il “futuro nazionale” di questo sfasciato stivale, lasciato per troppo tempo in mano a una sinistra distruttiva e priva di progetti politici pensati per il bene degli italiani.
Un fenomeno, quello Vannacci, che per mesi, è stato troppo sottovalutato. Liquidato come operazione mediatica, come leadership personale destinata a esaurirsi. La realtà che emerge da Viareggio è diversa: Futuro Nazionale è ormai un soggetto politico in grado di incidere, non solo di testimoniare.
Questo apre un problema che è insieme strategico e sistemico. Una coalizione che entra in competizione al proprio interno rischia di logorarsi prima ancora di confrontarsi. E questo confronto diventa ancora più importante quando dovrebbe avvenire proprio all’interno dello stesso schieramento politico di destra, o quello che rimane. Confronto che ottusamente i partiti dell’attuale maggioranza tendono a evitare, perlomeno per il momento. Ma cambieranno presto idea. Perchè la dinamica che si sta innescando va esattamente in questa direzione.
Lo sguardo, inevitabilmente, si sposta alle elezioni del 2027. In quello scenario, Futuro Nazionale potrebbe non avere la forza per imporsi da solo. Ma potrebbe avere quella, spesso decisiva, per determinare gli equilibri. Non tanto vincendo, quanto impedendo ad altri di farlo da soli.
È qui che la mossa di Vannacci rivela tutta la sua portata. Non è solo costruzione di consenso: è pressione costante sul sistema, è ridefinizione degli assetti, è sfida aperta alla leadership esistente.
Resta da capire se questa strategia reggerà alla prova più difficile: quella del radicamento territoriale, dell’organizzazione, della trasformazione del consenso in voti reali. Ma nel frattempo, un dato è già acquisito.
A Viareggio, questa mattina, non è nato soltanto un partito più forte. È emerso, con chiarezza, un problema politico che il centrodestra non può più permettersi di ignorare.
Perché le crepe, in politica, o si chiudono in tempo, oppure si allargano fino a far crollare tutto. La conferenza di Viareggio segna dunque un passaggio politico netto. Futuro Nazionale accelera e lo fa nel momento in cui il sistema dei partiti appare più fluido. La partita, ora, si sposta dal Parlamento al Paese.
Se questa crescita si tradurrà in un reale successo elettorale, lo diranno i prossimi mesi. Ma una cosa appare già chiara: il progetto politico di Vannacci ha iniziato a incidere concretamente sugli equilibri del sistema politico italiano.
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Consiglio comunale o spettacolo dei gladiatori? Caduta nel bisticcio e nella confusione l’aula consiliare di palazzo Santini, tra gli ormai ricorrenti problemi tecnici e il nervosismo tanto dei consiglieri quanto degli assessori e del presidente Torrini che ha portato a litigi così caotici da ricordare le lotte dei gatti nella notte.
Quasi nemmeno il tempo di iniziare il consiglio, e il consigliere di Forza Italia Matteo Ricci si è subito dato a una mozione, non da tutti ben accolta, sull’ex leader del suo partito e presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi: “Oggi è un momento importante per la nostra comunità politica: sono state archiviate le accuse rivolte contro di lui di coinvolgimento nelle stragi del ‘93- ha esordito Ricci, subito interrotto dagli schiamazzi dell’opposizione che lo accusavano di non essere a tema con il punto delle raccomandazioni- Sono stati spazzati via i sospetti contro una figura imprenditoriale importante per la storia del paese e per la comunità politica. Raccomando al sindaco e alla giunta di valutare l’intitolazione di un piccolo spazio alla figura del presidente Berlusconi”.
Il primo punto dell’ordine del giorno è proseguito in raccomandazioni che si rincorrevano e balzavano da una parte all’altra come palline da ping-pong, con consiglieri che ripetutamente dimenticavano le raccomandazioni da fare e vi ritornavano sopra appena l’intervento di un collega accendeva in loro una lampadina, portando il presidente Torrini a intitolare questo consiglio il consiglio dei “ritorni di fiamma”. Ha cominciato il capogruppo del PD Enzo Alfarano, che ha ricordato una situazione di difficoltà riscontrata per la convocazione alla conferenza capigruppo, non vista nella mail da tutti i consiglieri, subito però stigmatizzata dal presidente Torrini che lo ha accusato di non saper semplicemente utilizzare la mail; e poi, ricollegandosi a un rapido intervento del capogruppo di Sinistra Civica Ecologista Daniele Bianucci, ha raccomandato che siano ricalcolati gli equilibri delle commissioni consiliari tra minoranza e maggioranza dopo l’uscita da quest’ultima, appresa dalla stampa, di Azione nella figura del consigliere Elvio Cecchini. Subito Cecchini ha chiarito di non aver dato ancora ufficialmente comunicazione della propria uscita dalla maggioranza per non creare difficoltà alla commissione finanze, accolto anche questo intervento dalle rimostranze dell’opposizione.
“Tante persone mi hanno segnalato la questione del pagamento del contributo affitto, rispetto a cui ci sono ritardi. Sottolineo che l’ufficio si è fatto parte diligente anche per fare anticipi, fatto assolutamente lodevole, ma alcune persone l’hanno considerato non dignitoso. Chiedo un’accelerazione sul pagamento: per tante famiglie il contributo fa la differenza- ha preso poi la parola Bianucci, presto rassicurato dall’assessore al bilancio Moreno Bruni- Per quanto riguarda via di Poggio a Santa Maria a Colle, che è una strada molto pericolosa, presenterò una mozione consiliare; ma purtroppo, noto che le mozioni dell’opposizione non sono molto gradite al consiglio. I cittadini mi hanno anche riferito che il presidente della commissione lavori pubblici ha risposto loro male: mi duole, ma è una cosa che capita”.
“Io per una volta voglio fare un commento positivo alla giunta: ringrazio l’assessore Bruni, perché la scorsa settimana c’è stata una bella iniziativa bipartisan a Sant’Anna, con l’intitolazione del parco in viale Einaudi a Mario Poli e l’installazione di un DAE. Quando c’è collaborazione tra opposizione e maggioranza si creano momenti che i cittadini apprezzano”, ha parlato poi il capogruppo di Lucca Futura Gabriele Olivati; e benché il presidente Torrini fosse tentato a richiamarlo per non aver fatto una raccomandazione, ha deciso di lasciarlo andare in libertà vigilata per la positività del commento. Libertà violata immediatamente.
“Però non si può essere troppo positivi: non condivido la proposta di Ricci di un’intitolazione a Berlusconi, che ha portato quasi al fallimento politico del paese nel 2011” è subito ripartito, questa volta richiamato aspramente da Torrini che l’ha prima invitato a una discussione più attenta della questione in altra sede, e l’ha poi pregato accoratamente di fare almeno questa volta una raccomandazione, tradottasi nella richiesta a non intitolare niente a Silvio Berlusconi.
Non più pacifico è stato il terzo punto all’ordine dei lavori, dedicato alla discussione della pratica 67/2026 “Seconda variazione del programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 e del relativo elenco annuale 2026 ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs. 36/2023 e allegato I.5”: “Sono un po’ sbalordito. Leggo un articolo di Giannini, che forse scrive cose che non sa, e senza sapere offende un progettista. Di quali ritardi ed errori progettuali e maggiori spese parli mi dovrebbe dire. Forse si è perso la delibera e il parere del Coni e la conferenza dei servizi; tutte cose pubbliche- ha infatti esordito l’assessore ai lavori pubblici Nicola Buchignani, che ha illustrato la pratica, interrotto subito dal presidente Torrini che ha dovuto richiamare le chiacchiere disattente dei consiglieri di maggioranza e gli schiamazzi della minoranza- Stasera noi presentiamo un’unica variazione, per unificare tutti e tre i lotti della delibera numero 141 del 6 maggio 2026, che vedeva una parte del palazzetto Silver, già nel piano triennale opere pubbliche, finanziata con fondi propri dell’amministrazione comunale e due milioni e 630mila euro col credito sportivo. Una parte veniva finanziata con Lucca riscossione servizi per quanto riguarda tutta la parte elettrica, e una parte veniva rimandata, l’83, al 2027 con un mutuo cassa depositi e prestiti. Da lì abbiamo mandato il progetto al Coni ed è nata un’interlocuzione col credito sportivo, che ha aperto la possibilità, essendo Lucca un comune affidabile e con i conti a posto, di finanziare gli interventi in un unico lotto, e che il credito sportivo finanzi l’opera con un mutuo a tasso zero. Quindi noi vogliamo portare il palazzetto Silver in gara e iniziare i lavori prima delle ferie estive: non siamo in ritardo, vogliamo rispettare i tempi”.
“Sono stato tirato in ballo secondo me con una ragione inesistente: avete detto voi che la conferenza servizi vi ha posto dei paletti, e voi stessi il 13 aprile avete dichiarato di essere stretti con i tempi. Io sono molto dubbioso circa l’anno di realizzazione. Io ho parlato di difetti di progettazione specificando quali progetti hanno avuto dei problemi di realizzazione derivanti o da un cattivo controllo o da un difetto di progettazione, come la rotonda di Salicchi. Riguardo al campo sportivo di Santa Maria del Giudice, che non è a norma per la sicurezza dei giocatori, io da cinque mesi aspetto la convocazione di una commissione, e non arriva. E la piazza coperta sappiamo che ha problemi grossi- ha subito ribattuto il consigliere del PD Gianni Giannini- Voi avete fretta, avete ansia da prestazione. Io capisco che voi avete il punto fermo importante del palazzetto Silver, ma non potete annunciare un iter cinque mesi prima e poi dire che non siete sicuri di poter rispettare i tempi”.
Dopo una rapida bagarre per un errore del presidente Torrini che ha accidentalmente tolto la parola a Giannini, non si è fatto attendere l’intervento del fino a quel punto stranamente silenzioso Alessandro Di Vito, capogruppo di Forza Italia: “Ogni volta si riesce ad andare fuori tema. La minoranza è come un uccello del malaugurio, che ci augura sempre il peggio. Stasera che c’entra la rotonda di Salicchi? Essere così critici e cattivi verso una maggioranza che porta avanti un progetto non è una forma di politica corretta. Probabilmente oltre al palazzetto vi sta ancora più sullo stomaco l’arena Gold, perché l’amministrazione ha fatto una scelta programmatica diversa dal passato”. Alla fine, la pratica è stata approvata con 17 voti favorevoli e 10 contrari.
Pacato il punto quattro all’ordine del giorno, relativo alla discussione della pratica 73/2026 “Bilancio di previsione 2026-2028- Variazione alle previsioni di competenza e di cassa- Approvazione”: “La variazione è una conseguenza del piano triennale: la sua modifica ha determinato l’iscrizione di due contributi finalizzati al consolidamento dei dissesti idrogeologici sia in località Tramonte sia sulla via vecchia per Torre. Inoltre, è stata effettata una diversa copertura e integrazione delle spese per il palazzetto Silver”, ha spiegato Bruni. Anche questa pratica è stata approvata con 17 voti favorevoli e 10 contrari.
Ultimo punto all’ordine del giorno la pratica 22/2025: “Mozione presentata dal consigliere Bianucci per dare mandato all’amministrazione comunale di pianificare e realizzare opere di riqualificazione del paese del Piaggione, anche avviando percorsi di collaborazione con gli altri enti del territorio”.
“Un anno e mezzo fa abbiamo avuto un’interlocuzione con i cittadini del Piaggione. È emersa una serie di questioni che riguardano la frontiera anche di un’attenzione che l’amministrazione in passato aveva promesso di garantire a uno dei quartieri più distanti geograficamente e socialmente dal cuore della città, ma che manda anche forti segni di vitalità- ha esordito Bianucci- Questa mozione non chiede che venga risolto tutto subito, ma si pone l’obiettivo di considerare le questioni e aprire un percorso che possa provare a dare delle risposte nel tempo più rapido possibile, impegnandosi anche con gli altri enti competenti”.
“Che il Piaggione sia una realtà dimenticata e messa da parte dall’amministrazione non corrisponde al vero: i marciapiedi saranno totalmente riqualificati, con pezzi di verde e alberature, e nuove ringhiere. Abbiamo solo avuto un’indicazione di correzione del progetto dalla paesaggistica- ha subito ribattuto il vicesindaco e assessore con delega alle frazioni Fabio Barsanti- Nella mozione si parla dell’assenza di punti luce: fu la vecchia amministrazione a toglierli, declassando quella strada a privata. Per quanto riguarda la staccionata tolta in zona della stasione, ci fu richiesto dall’ufficio verde per poter tagliare i rovi del poggio, che adesso è curato e mantenuto; e lo stesso vale per gli alberi non ripiantumati per motivi di sicurezza. E ricordiamo tutte le cose che abbiamo fatto e faremo per il Piaggione: installeremo un pannello in grado di veicolare informazioni alla cittadinanza relative alla protezione civile; al centro civico su richiesta dei cittadini è stato realizzato un campo da calcetto, sono stati messi giochi nuovi, è stato fatto un totale piano di asfaltatura su via del Brennero, è stata fatta un’opera di manutenzione al monumento ai caduti accanto alla chiesa. L’unica richiesta avanzata dalla mozione che è condivisibile è la rimessa in funzione della stazione, ma è stato detto più volte che non è economicamente sostenibile: possiamo anche ricontattare FS, ma siamo coscienti che la risposta sarà negativa. Questa mozione è totalmente superata e strumentale: dovrebbe essere ritirata”.
“Io non ritiro un bel nulla- ha dichiarato con forza Bianucci- Che venga il vicesindaco a dire che siccome hanno messo i giochini e hanno rifatto il monumento ai caduti quello che chiedono i cittadini è strumentale non va bene. Prendetevi la responsabilità politica di bocciare quanto chiesto dai cittadini, ma non per questo le loro richieste sono strumentali”. E la sua profezia si è realizzata: la mozione è stata respinta con 10 voti favorevoli e 14 contrari.


