Politica
Geal, Vietina: “Fallimento dell’amministrazione Pardini, ora il conto lo pagano i lucchesi”
“Leggiamo dai giornali che il sindaco Pardini e la sua maggioranza hanno deciso di chiudere Geal e accompagnare l'ingresso dell'acqua lucchese in Gaia. La preoccupazione è forte”. Esordisce così Ilaria Vietina, capogruppo di Lucca è un grande noi

Presentato a palazzo Guinigi il Bilancio di genere del Comune di Lucca
Ieri pomeriggio (18 giugno) a palazzo Guinigi è stato presentato il Bilancio di genere del Comune di Lucca, che nelle scorse settimane, dopo un articolato percorso partecipativo, è stato…

Morte di Giulio Landucci, il cordoglio della Bergamini e di Forza Italia
"Con la scomparsa di Giulio Landucci, Lucca perde una figura che ha segnato la vita civile, sociale e politica della città. Per decenni si e' distinto grazie…

Il dito o... la luna?
La “Bianchina” Berlinguer, anch’ella spalleggiata – stavolta dalla platinata onorevole Luisella Costamagna – ha impattato sul muro del generale. E, mi spiace, non è questione di tifare o meno per lui. Il problema è che proprio non sanno affrontarlo

Remigrazione, Difendere Lucca ha depositato a Roma le firme raccolte: "Invertiamo la rotta sull'immigrazione"
"Abbiamo portato a Roma le circa mille firme raccolte nella nostra provincia per la proposta nazionale di legge sulla Remigrazione": lo afferma in una nota il movimento Difendere…

Si gioca a chi può essere il peggio
Un tempo la stampa allineata a sinistra aveva una certezza: il peggio possibile era l’accoppiata Meloni-Salvini, accusati di populismo, nazionalismo, sovranismo. E accomunati nel contesto internazionale a Orban, Biby Netanhiyau e Trump

Benvenuto Vannacci!
Benvenuto Vannacci: avendo un concorrente a destra può darsi che la coalizione al governo non rifaccia i karakiri fatti per esempio a Viareggio, contribuendo (ufficialmente !) ad eleggere…

Livorno, Ceccardi e Ghiozzi (Lega): "Minacce a una bambina per come si veste, inaccettabile"
«Quanto accaduto al Parterre di Livorno, dove una bambina di 12 anni è stata aggredita e minacciata di morte perché vestiva "all'occidentale", è un fatto gravissimo che non…

Mario Pardini sarà il primo sindaco di Fratelli d'Italia
Manca un anno o poco più alle elezioni amministrative per il rinnovo della carica di sindaco a Lucca. E' ancora presto per fare i giochi, ma è indubbio…

Cecchini si dimette... ma non troppo: non lascia l'incarico fiduciario del sindaco. Bianucci: "Azione metta da parte le ambiguità e potremo costruire insieme un percorso di cambiamento"
"Elvio Cecchini si è dimesso... ma non troppo. Il leader di Azione di Lucca nella sua lettera di dimissioni consegnata ufficialmente giovedì scorso ha sì…

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La riforma dei medici di famiglia non risolve i problemi esistenti e ne crea di nuovi. Per la verità, non è stato depositato alcun testo: ma le indiscrezioni e le anticipazioni emerse sui media sembrano far intendere che il governo vorrebbe superare le attuali convenzioni tra i medici di base e il Sistema Sanitario Nazionale per trasformare questi ultimi in dipendenti dello stesso SSN. L’obiettivo dichiarato è superare l’ingolfamento, aumentando le ore di ricevimento e consentendo così a tutti – e in particolare ai pazienti più fragili – di ottenere udienza dal proprio medico. Inoltre, questi dovrebbe dedicare una parte del tempo al servizio della collettività, presso le case di comunità in via di realizzazione nell’ambito del Pnrr.
La convinzione alla base della riforma sembra essere che l’impossibilità di fornire adeguata assistenza ai pazienti derivi dal modo in cui sono regolati i rapporti tra medici e Ssn: e che quindi, trasformando questi da liberi professionisti a dipendenti, improvvisamente tutto si aggiusterà. E’ una lettura, per usare un eufemismo, ingenua. Sembrano, al contrario, esserci tre problemi che non si può pensare di affrontare con una mera transizione formale da un modello libero-professionale a uno di lavoro subordinato. Il primo tema riguarda l’insufficiente numero di medici: riguarda non solo i medici di medicina generale ma anche i medici ospedalieri e gli infermieri. E, per la verità, non è neppure un problema esclusivamente italiano: tuttavia, nel nostro paese ha assunto le dimensioni di una vera e propria crisi. Si tratta della conseguenza di un drammatico fallimento nella pianificazione dell’offerta formativa, da cui esce un numero inadeguato di laureati che poi, per giunta, sono attratti da altre opportunità (anche all’estero) caratterizzate da salari più elevati e un trattamento migliore. Quindi, almeno per quanto riguarda il lungo termine, è necessario ampliare i percorsi formativi e rendere più attrattiva la prospettiva di un impiego del genere.
Ciò porta al secondo tema, sburocratizzare l’attività del medico di base ed essere chiari rispetto agli obiettivi di salute che gli dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) già essere oggi assegnati. Tali obiettivi dovrebbero essere misurabili e misurati, magari anche in relazione a un incentivo economico che incoraggi il medico a darsi da fare. Proprio il contrario di quello che apparentemente vorrebbero fare i nostri Schillaci e Calderone: ricondurre il rapporto tra il medico e il Ssn a una forma di subordinazione ed eterodirezione implica necessariamente imbrigliarne il comportamento e rendere gli obiettivi un adempimento spesso automatico e non legato a una condivisione dell’attività sulla base di indicatori di fabbisogno ed esito. Soprattutto se si hanno in mente le difficoltà delle cosiddette aree interne – i piccoli centri in via di spopolamento dove è sempre più difficile trovare i servizi – bisogna aumentare le flessibilità e le forme organizzative. Servono Medici che abbiano una mentalità imprenditoriale e innovativa, non più' da dipendente.
Infine, si ha la sensazione che la riforma non riguardi davvero né la professione medica né i diritti dei cittadini, ma l’utilizzo delle case di comunità. Queste strutture sono state finanziate dal Pnrr nel nome della medicina territoriale durante il Covid, ma fin da subito è apparso chiaro che erano la classica soluzione in cerca di un problema. Invece di indagare sui bisogni della società e trovare una risposta, si parte dall’investimento ormai effettuato per poi cercare di farne un qualche uso. Non è così che si può rispondere all’esigenza di salute di un paese con le caratteristiche dell’Italia. Piuttosto di una cattiva riforma, meglio nessuna riforma.
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È stato firmato quest'oggi il Protocollo d'Intesa tra l'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale e il Comune di Lucca, un importante accordo volto a rafforzare la tutela del fiume Serchio attraverso azioni concrete di sensibilizzazione, formazione e raccolta dei rifiuti. Alla firma erano presenti l'Assessore all'Ambiente Cristina Consani, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, e il Segretario generale dell'Autorità di Bacino, Gaia Checcucci.
L'iniziativa, che si inserisce nel programma sperimentale triennale adottato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica in attuazione della Legge Salva Mare, prevede una serie di interventi volti a promuovere un'"alleanza per il fiume", con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'ecosistema fluviale e sensibilizzare la cittadinanza sulle buone pratiche ambientali.
Tra le azioni previste dal protocollo, si evidenziano:
- Organizzazione di giornate dedicate alla raccolta delle plastiche e dei rifiuti lungo il fiume Serchio, coinvolgendo associazioni ambientaliste, volontari e cittadini;
- Attività di educazione ambientale nell'ambito del progetto "Un fiume per amico", con il coinvolgimento delle scuole e delle giovani generazioni;
- Passeggiate ecologiche e iniziative di monitoraggio ambientale, per sensibilizzare la popolazione alla salvaguardia del territorio;
- Controllo costante delle segnalazioni di abbandono rifiuti e intervento tempestivo da parte del gestore del servizio di raccolta, Sistema Ambiente;
- Distribuzione di materiale informativo, con particolare attenzione al corretto smaltimento dei rifiuti, anche in occasione di eventi come Lucca Comics & Games.
A sostegno di queste attività, l'Autorità di Bacino ha stanziato un contributo di 18.600 euro, destinato all'organizzazione degli interventi e al coinvolgimento di associazioni e realtà del territorio.
L'assessore Consani ha sottolineato l'importanza di questa sinergia: "Con questa intesa vogliamo rafforzare il nostro impegno per un fiume più pulito e per un ambiente più sano. La collaborazione con l'Autorità di Bacino e le associazioni locali ci permetterà di sensibilizzare un sempre maggior numero di cittadini sulla necessità di rispettare e tutelare il nostro territorio".
Il Segretario Generale Gaia Checcucci ha posto l'accento sul ruolo chiave che il comune di Lucca avrà nel prossimo biennio nella raccolta della plastica e nelle iniziative di tutela ambientale delle acque e delle sponde del fiume Serchio.
"Stiamo proseguendo con determinazione nell'attuazione del programma triennale sperimentale della legge 'Salva Mare' per la lotta all'inquinamento da macro e micro plastiche presenti nelle acque dei fiumi e del mare. – sottolinea Gaia Checcucci – La firma di oggi rappresenta un ulteriore tassello di questa strategia integrata. Attraverso l''Alleanza per il fiume' metteremo a disposizione risorse importanti per portare avanti una campagna di sensibilizzazione capace di far partecipare bambini e adulti usando una parola universale: rispetto. Ringrazio il sindaco e l'assessore per il loro impegno, certamente non solo formale, che hanno deciso di prendere insieme a noi sottoscrivendo questo protocollo".
Il protocollo avrà validità fino al 31 dicembre 2026, garantendo così un'azione continuativa e strutturata per la tutela del fiume e del suo ecosistema.


