«Riconoscere l'encomiabile e generoso impegno del personale sanitario e tradurre la collaborazione spontanea tra i servizi in una regola organizzativa stabile e formalizzata, così da garantire standard di sicurezza all'altezza delle esigenze di un territorio montano». È quanto dichiarano congiuntamente il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Vittorio Fantozzi, e il Presidente del Consiglio Comunale di Castiglione di Garfagnana, Roberto Tamagnini, intervenendo sulle criticità operative del Pronto Soccorso e del servizio 118 dell'Ospedale "Santa Croce" di Castelnuovo di Garfagnana, al centro di una specifica interrogazione presentata in Consiglio Regionale.
Al centro dell'iniziativa istituzionale vi è l'analisi dell'attuale assetto organizzativo del presidio. Attualmente, la pianta stabile prevede un unico medico a copertura dei turni di Pronto Soccorso, affiancato dal medico del 118 il quale – nelle fasce orarie della mattina e della sera – collabora su base volontaria o per spirito di servizio con il collega di reparto, prendendo in carico i pazienti e riaffidandoli in caso di chiamata d'emergenza.
«Si tratta di una forma di collaborazione preziosa ma affidata unicamente alla disponibilità estemporanea degli operatori – spiegano Fantozzi e Tamagnini – che viene a mancare del tutto nei turni notturni, lasciando il reparto scoperto e privo di garanzie strutturali. L'assenza di un protocollo chiaro che disciplini l'impiego del medico del 118 in ausilio al Pronto Soccorso nei momenti di non-intervento esterno priva il presidio di quella flessibilità e di quel raddoppio medico indispensabili per ridurre i tempi di attesa, decongestionare gli spazi e assicurare risposte celeri ai cittadini della Garfagnana».
Nell'interrogazione rivolta alla Giunta regionale, l'esponente di Fratelli d'Italia e il rappresentante istituzionale di Castiglione di Garfagnana pongono l'accento su alcuni punti chiave:
* Il protocollo operativo: Si chiede all'Esecutivo regionale e all'Azienda USL Toscana Nord se non ritengano urgente formalizzare un protocollo chiaro che preveda la strutturata collaborazione del medico del 118 all'interno del Pronto Soccorso nei momenti di inattività esterna, garantendo la presenza costante di un secondo sanitario a supporto dell'unico medico in pianta stabile
* La valorizzazione del personale: Viene ribadita la necessità di fronteggiare la cronica carenza di specialisti, superando le soluzioni precarie e dando il giusto riconoscimento all'eccezionale lavoro svolto con abnegazione da medici, infermieri e tecnici che tengono in piedi il servizio tra mille difficoltà.
* La tutela delle aree disagiate: L'obiettivo è quello di spingere la Regione a intraprendere azioni straordinarie per salvaguardare il presidio ospedaliero di montagna, scongiurando qualsiasi rischio di depotenziamento dell'offerta sanitaria pubblica locale.
«Il nostro obiettivo – concludono Fantozzi e Tamagnini – è collaborare costruttivamente per offrire risposte concrete alle istanze della Valle del Serchio. È indispensabile dare certezze agli operatori sanitari e ai cittadini, trasformando le attuali criticità in un'occasione per riorganizzare e rafforzare la rete dell'emergenza-urgenza in un'area montana e isolata che merita massima attenzione e tutele adeguate».