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Scritto da Redazione
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25 Luglio 2021

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa proposta di un abitante del centro storico Antonio Enne, studioso amatoriale di storia lucchese, in occasione del giorno di San Jacopo:

"Approfitto del giorno di San Jacopo (25 luglio) e dei lavori in corso per la nuova rotonda sulla circonvallazione di Lucca, all'esterno di porta San Jacopo, per una modesta proposta.

Come decorazione della nuova rotonda, se non è già deciso altro in modo irrevocabile, sarebbe opportuno e assai sensato mettere una scultura o altro segno di riferimento a San Jacopo stesso, o alla via Francigena di cui Lucca era stazione così importante, o ai pellegrini in generale, un movimento in espansione con riflessi anche turistici. Dalle nostre parti, tra l'altro, si è tenuto in questi giorni il "Festival del Pellegrinaggio", che ha marcato anche la nascita del Centro Studi sul Pellegrinaggio, come annunciato martedì 20, all'apertura del convegno, dal professor Cardini alla presenza dell'arcivescovo Giulietti, nello spazio conferenze presso il baluardo San Salvatore (ex Casa del Boia), che è "Via Francigena entry point".

La porta San Jacopo probabilmente ha questo nome non a caso, ma era verosimilmente l'accesso alla città da Camaiore, e uscita verso nord-est, per il flusso dei pellegrini nel percorso per e da Roma, insieme all'apertura verso oriente (e la via Romana) rappresentato da porta S.Gervasio. Si tratta di percorsi difficili da ricostruire con esattezza, per i molti cambiamenti nel corso di una tradizione plurisecolare, che attraversano modifiche alla cerchia muraria di Lucca e altri cambiamenti urbanistici, ma così ipotizza Giovanni Macchia nel suo "Il pellegrinaggio medievale a Lucca" (Maria Pacini Fazzi, 2009), che ricorda anche le tracce della chiesa di S.Jacopo in Tomba, subito dentro la porta, ora coperta dalla vecchia cartiera fuori uso, sede anche di ospedale (ospitale) per i pellegrini documentato nel 1401, oltre alla bella edicola del 1560 raffigurante San Jacopo, ben visibile in via dei Borghi che dalla porta procede verso il centro della città.

Ribadendo la modestia della proposta, che proviene da un semplice appassionato, auspico che possa essere valutata da persone storicamente più esperte e presa in considerazione dalle autorità competenti a deliberare sulla sua fattibilità. Certamente sarebbe significativo un richiamo a una tradizione così profondamente legata alla storia della città, rispetto a una decorazione scelta a caso o per pretesti un po' aleatori, come a volte capita per questi arredi urbani, con opere d'arte in qualche caso di estetica controversa e senza alcun legame con il territorio".

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