Politica
Giornata Sfratti Zero, Rifondazione Comunista: “Soldi per la casa, non per la guerra. E Lucca regoli gli affitti brevi”
In occasione della giornata internazionale Sfratti Zero, Rifondazione Comunista torna a denunciare l'emergenza abitativa: “Mentre il governo Meloni e l'Unione europea destinano centinaia di miliardi di euro e…

Ritenta e sarai più fortunato
Chissà se qualcuno “rimembra ancor” certi marchi di chewing-gum e gelati, che promettevano altra succulenta prelibatezza, a condizione si rinvenisse all’interno dell’incarto l’esultante scritta “HAI VINTO!”

Il 7 ottobre Potere al Popolo aveva chiesto un presidio in piazza S. Michele, ma il questore ha detto no (e ha fatto bene)
La notizia è tutt'altro che inventata, anzi, ha avuto la conferma della sua veridicità. Il 7 ottobre, proprio il giorno in cui Israele e il popolo ebraico celebrano…

Cultura, i capigruppo: "Anche Giani elogia il lavoro del sindaco, l'opposizione rifletta"
Fava, Di Vito, Del Barga, Pasquinelli e Pierini: "Il governatore della Regione ha smontato le polemiche sterili degli ultimi giorni"

Nemi, Stefano Tersigni aderisce a Italia Domani-Marco Rizzo
Italia Domani-Marco Rizzo continua a crescere sui territori. A Nemi arriva l’adesione di Stefano Tersigni, ex consigliere comunale e rappresentante della lista civica Difendiamo Nemi.La scelta arriva…

Fabio Filomeni, la politica dopo il disincanto: cambiare strada senza perdere gli ideali
Link al video completo: https://youtu.be/Pv0CCA16kHs Le amicizie di lunga data possono sopravvivere a molte cose; quando entra in scena la politica, però,…

Rifondazione Comunista: “Solidarietà a In Pasta, le recensioni false non zittiscono nessuno”
“Come circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista esprimiamo piena solidarietà alle ragazze e ai ragazzi di In Pasta, il ristorante di Corso Garibaldi colpito in questi…

'Pianeta Terra Festival', l'opportunità di un grande evento diventi impegno responsabile per la città
Tra pochi giorni Lucca ospiterà la quinta edizione di Pianeta Terra Festival e la nostra città tornerà a essere luogo di incontro tra scienza, cultura e società per interrogarci sul nostro rapporto con il pianeta e sul futuro che vogliamo costruire

Più alberi, mini-foreste urbane e suoli permeabili: dalla Pecora Nera proposte concrete per una Lucca più verde e pronta alla crisi climatica
AVS-Europa Verde: “Grande partecipazione e tante idee per il centro e i quartieri. Ora il Comune presenti finalmente il Regolamento del verde e si passi dalle parole ai progetti”

Elisa Montemagni nuovo segretario provinciale della Lega a Lucca: "Onorata dell'incarico, prometto il massimo impegno"
Si è tenuto a Lucca il Congresso provinciale della Lega, che ha eletto come nuovo Segretario l'On.le Elisa Montemagni. L'appuntamento si è svolto alla presenza dell'On.le Andrea Crippa,…

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Anche il 30 novembre 2023 il movimento Per Lucca e i suoi paesi porrà una corona sotto al monumento a Francesco Burlamacchi in piazza San Michele: Ripetiamo questo gesto per il ventunesimo anno consecutivo e ciò per ricordare che l’attuale regione Toscana non è erede solo del Granducato mediceo e lorenese. La regione infatti, venti anni fa, sia pure non riuscendo in alcun modo a far diventare l’evento percepito o sentito dai cittadini, ha deciso di proclamare il 30 novembre, quale festa dell’identità regionale. L’imposizione a tavolino di una memoria storica granducale asburgica e lorenese è un errore contro cui i lucchesi hanno il dovere di reagire. Vi sono territori oggi in toscana e Lucca è tra questi, che non possono riconoscere il granducato quale elemento storico identitario. Lucca ha la sua identità più forte e peculiare nella Libertà repubblicana. Lucca non può riconoscere una festa regionale lorenese e granducale. A Lucca i Lorena, negli undici anni in cui governarono la città, produssero danni devastanti al sistema della cultura e della formazione superiore, danni che hanno avuto effetti ultracentenari sulla società lucchese. Lucca deve oggi dire un no al centralismo regionale, che si esprime anche attraverso questa festa. Per questi motivi, anche quest’anno, PER LUCCA dice un convinto NO alla Festa della Toscana!! La corona sarà deposta ai piedi della statua del Burlamacchi alle ore 19 del 30 novembre.
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La morte della giovane Giulia Cecchetin occupa le coscienze e costringe tutti a inusuali riflessioni, rimettendo sul tavolo concetti acquisiti, contestati, accantonati: da ultimo il patriarcato.
Non ho ben capito chi per primo ha tirato oggi in ballo il patriarcato qui in Italia, ne ho sentito parlare da Elena Cecchettin, la meno pacata della famiglia, comunque lodevole esempio di moderazione e riserbo.
Se ne è impossessata la sinistra e alcuni cinici soggetti come la signora Lucarelli che campa di queste sortite. È entrato nel mirino di costoro anche il leghista Lorenzo Gasperini da Cecina che ha osato difendere il moderno concetto di Patriarcato cristiano.
Perfino il nostro pacato presidente della Repubblica si è lasciato prendere la mano: “dove non c’è rispetto per le donne non c’è civiltà”. Questo suo messaggio rischia di aprire crisi internazionali irreversibili con tutti gli Stati a regime islamico, con la Cina, con la maggior parte dei governi clanico/tribali africani, tutti luoghi dove la donna è oggetto di ogni vessazione, consentita e perfino prevista dalla legge.
Che il patriarcato esista ovunque da migliaia di anni non c’è dubbio, che sussista tuttora in questi Paesi non c’è altrettanto dubbio, che si sia attenuato negli ultimi decenni solo in Occidente è altrettanto vero.
Anche il cristianesimo è patriarcale: perfino nella trilogia divina ha sostituito la donna (madre) con quella sorta di UFO filosofico dello Spirito Santo, al probabile scopo, proveniente dalla patriarcale Bibbia, di sminuire la componente femminile anche nella parusia.
Il paleo cristianesimo era violentemente patriarcale: come dimenticare l’assassinio della filosofa neoplatonica Ippazia di Alessandria fatta brutalmente uccidere dal doctor incarnationis Cirillo, venerato come santo: mille e seicento anni fa i suoi “parabalani” fecero di Ippazia lo stesso scempio che oggi fanno i pasdaran iraniani, Boko Haram nel Sael e in Nigeria (rapimento e resa in schiavitù delle dimenticate 276 studentesse), i talebani in Afganistan, e gli emiri che “liberano” le donne a modo loro.
Hamas fa di peggio: violenta a morte, uccide, squarta le donne incinte, perché israeliane, e imprigiona nella Sharia le povere palestinesi che per respirare hanno bisogno del consenso del maschio.
Eppure anche nel corteo di sabato a difesa della vita e della libertà delle donne c’erano le bandiere di Hamas ma nessun accenno alle vittime israeliane, a quelle iraniane, a quelle afgane, a quelle africane, a quelle cinesi soppresse appena nate perché femmine.
La signora Lucarelli era impegnata a svergognare Gasperini, i giornali di regime inneggiavano, assieme a politici e pseudo intellettuali, dipingevano la manifestazione come espressione “terza”: l’inno ad Hamas? un banale accidente, l’assenza di ogni accenno alle vittime israeliane? non volevamo politicizzare la manifestazione: una ipocrisia insopportabile!
Ipocrisia tipica di queste schegge della sinistra che dominano le piazze del mondo occidentale (nelle altre piazze del mondo le manifestazioni o sono a favore del regime o sono represse con i carri armati) con un cinismo pari al profondo disprezzo del sistema democratico che gli consente di vivere e di prosperare: il classico esempio di chi sputa nel piatto dove mangia.
La Convenzione di Istanbul: nessun Paese islamico, nessun Paese a regime di sinistra l’ha firmata, la Turchia del truce Erdogan si è sfilata.
Qualcuna delle vestali femministe italiane e occidentali si pone il problema? Nessuna, sono tutte impegnate contro le blasfemie dei Gasperini all’interno e contro Israele razzista e genocida all’esterno.
Gasperini converrà che il patriarcato violento, non evangelico ma imposto dai capi della chiesa paleocristiana, è stato superato da secoli di dispute, di tentativi, di confronti con gerarchie spesso sorde e crudeli, le gerarchie della caccia alle streghe per esempio.
Ma è la natura stessa del messaggio cristiano a permettere il dinamismo culturale, l’evoluzione positiva, l’accoglimento delle virtù nuove che con fatica e sacrificio l’umanità cristiana, intendo gli uomini e le donne, riesce a imporre nella storia umana.
Al contrario dell’Islam che cristallizza il Corano e si oppone con ogni mezzo, se necessario violento, ad ogni evoluzione: una cultura che condanna il mondo a restare come è stato disposto da Maometto millequattrocento anni fa.
E da sinistra perviene l’eco dell’altro pauroso messaggio, quello del comunista sovietico, il premio Stalin Ilya Ehrenburg: “Uccidi” si chiamava il suo inno all’eccidio distribuito all’armata rossa nel 1945. “ i tedeschi non sono esseri umani …non uno tra i nascituri è altro che male…usate la violenza per spezzare l’orgoglio razziale delle donne tedesche, prendetele come vostro legittimo bottino di guerra”.
C’è differenza solo geografica fra la violenza sovietica sulle donne tedesche e quella di Hamas sulle donne israeliane.
E purtroppo c’è lo stesso silenzio che copre i misfatti dell’una e dell’altra cultura: quella sovietica del comunismo e quella islamista del Corano.
In mezzo a noi, sulle nostre piazze, nei nostri media ci sono gli sciacalli che afferrano prede per fare audience, avvoltoi che volano bassi e coi loro silenzi solidarizzano con la feroce disumanità oggi di Hamas come ieri del comunismo sovietico, anche solo facendo finta di nulla, con la raffinata arma del silenzio o dei “si ma e dei “si però”.
E intanto le donne islamiche continuano a essere violentate, sopraffatte, velate, mutilate, imprigionate, lapidate, impiccate, mentre quelle israeliane, italiane, europee fanno fatica ma sono cento, mille volte più libere, corrono cento, mille pericoli in meno.
Con qualche eccezione nelle enclave islamiche della Bosnia e del Kosovo e dovunque l’Islam è stato accolto, protetto, finanziato, dai governi europei in cambio di comportamenti predatori e violenti anche nei confronti delle donne europee che oggi a casa propria hanno meno libertà, più timori, corrono più rischi ma devono stare attente a dirlo perché devono fare i conti con le leggi sulla islamofobia!
E tuttavia il sillabario delle anime belle è sempre lo stesso: il nostro modello di vita rende più libere le donne “ma”, è vero “però”: vuoi mettere il modello alternativo che Hamas e l’Islam riservano alle donne!
Però pervengono segni di stanchezza perfino dall’ Olanda! Vuoi vedere che uomini e soprattutto donne che non inneggiano ad Hamas e all’Islam, che non vanno in corteo, che si affermano col lavoro e i meriti, vuoi vedere che ne hanno le tasche piene?

