Anno XI 
Lunedì 9 Febbraio 2026

Scritto da loreno bertolacci
Politica
08 Febbraio 2026

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Chiavari, la stupenda cittadina ligure ha ospitato, in un clima oserei dire senza eufemismi, familiare, la prima uscita pubblica dopo la costituzione del neonato partito Futuro Nazionale del generale più famoso e più gettonato dai mass media nazionali e non, Roberto Vannacci.

Dicevamo in un clima familiare, confermato dall’entusiasmo della collettività e degli organizzatori che, dopo mesi da un incontro programmato, hanno visto premiata la loro attesa da Roberto Vannacci che ha deciso di iniziare da Chiavari il suo nuovo percorso politico dopo la scissione dal partito della Lega.

Un incontro, quello nella piovosa giornata di ieri nella cittadina ligure, con un vecchio, si fa per dire altrimenti si offende, simpatizzante e amico del generale, il giornalista, direttore e storico Aldo Grandi. Proprio così, due amici che si incontrano di nuovo sul palcoscenico dell’auditorium di San Francesco di Chiavari, dopo mesi, senza aver programmato nulla. Nessuna scaletta, nessun accordo preventivo sulle domande, nessuna pianificazione dell’evento. Solo due soggetti che fanno rispettivamente la loro parte: il primo quella del giornalista (ir)responsabile di una testata on line “In Lucca Veritas” che fa domande non pianificate, quelle che vuole e crede giusto fare, non allineate al pensiero unico dominante e al main stream evidentemente e spudoratamente politicamente  condizionato. L’altro, il generale eurodeputato che si è appena tolto il vestito per lui stretto e scomodo del partito della Lega per fondare un nuovo partito più congeniale al programma che si era prefisso ed in particolare a quanto atteso dai suoi elettori. Fuori da questo il vero “buio mediatico”, quel buio fatto da una conferenza stampa propedeutica all’evento dove tutte quelle testate nazionali che per più di due anni hanno fatto guerra all’incursore dell’esercito senza successo, hanno continuato a fare le stesse stucchevoli domande a Vannacci, cercando senza successo di mettere in serio dubbio e sempre la sua onestà intellettuale e il suo operato al solo fine di danneggiare una figura scomoda nell’agone politico nazionale. Una figura che mantiene fede alle promesse elettorali e al suo ambizioso programma, cambiando la propria via con la relativa pena, quella di perdere il “posto all’osteria” della politica nella quale vengono servite tante pietanze su altrettanti comodi scranni, naturalmente da conservare gelosamente negli anni, alla faccia delle promesse elettorali e soprattutto alla faccia dei principi.

Un’organizzazione impeccabile quella di Chiavari capitanata dall’associazione “Conservatori Tigullio”. Un’accoglienza amichevole in una sala gremita ma contingentata a non oltre 250 presenze con altrettante persone fuori, nonostante una fitta pioggia, che sarebbero volute entrare. Ma non è stato possibile per motivi di sicurezza. E anche qui Vannacci si è distinto, come sempre, rispetto ad altri soloni della politica andando, prima della manifestazione, all’esterno dell’auditorium per scusarsi personalmente con quelli che non sarebbero potuti entrare. Fuori uno stuolo di forze dell’ordine e della digos pronti sempre ad intervenire al fine di evitare disordini, forze dell’ordine alle quali è andato il ringraziamento dell’europarlamentare insieme a quello degli organizzatori dell’evento.

Naturalmente un contro evento dei non simpatizzanti presso una libreria a pochi chilometri di distanza che, ci risulta, non abbia avuto lo stesso successo in termini perlomeno numerici. Ma si sa, fare “manifestazioni al contrario” è difficile quando piove e fa freddo. E a proposito del concetto “al contrario” che ha voluto esprimere Vannacci, in termini di difficoltà ne sa qualche cosa. Guarda agitazione che ha creato il suo libro!

Dicevamo, evento atteso da mesi che però cade in un momento, quello di ieri, ben più importante per il generale e per il suo movimento politico. Proprio nella mattinata, presso lo studio di un notaio disponibile, visto il giorno di sabato, era stata data ufficialmente vita al nuovo soggetto politico di Vannacci, Futuro Nazionale. Sì, proprio di sabato è avvenuto tutto, dopo un venerdì dove tutto era stato organizzato ma per uno strano gioco di un destino avverso, l’eurodeputato non era potuto arrivare in tempo utile all’appuntamento notarile. Le incalzanti domande, a volte imbarazzanti, del famoso giornalista free lance Aldo Grandi hanno fatto il resto dell’evento. Non volava una mosca, tutti attenti, “allineati e coperti” come un vero plotone che si appresta a marciare a fianco del suo comandante, quasi ammaliati dalle risposte articolate e politicamente logiche di quel generale che ci ha abituato ad una politica fatta di cose concrete, con pochi discorsi ma buoni e soprattutto, fatta di amore per la propria identità e la propria nazione, per la quale a suo tempo giurò fedeltà.

Quell’amore che l’ha visto nei teatri di guerra più pericolosi nel mondo, comandando contingenti di soldati che erano lì per difendere la propria patria e per rappresentare quell’Italia che tanti vorrebbero fare scomparire, miscelandola e amalgamandola nel “calderone europeo” del nulla di fatto. Una breve storia di come si sono conosciuti Aldo Grandi e Roberto Vannacci è servita per ricordare il seppur breve, ma intenso percorso che il generale ha fatto in questi anni. Tutto parte dalla prima presentazione del suo libro “il mondo al contrario” nella sua Versilia proprio ad opera del giornalista che l’aveva appena letto, o meglio divorato in appena quattro ore, del quale era stato affascinato per i concetti espressi. Una “dottrina”, quella del libro, che dovrà ricalcare necessariamente la linea politica del partito appena fondato, per rispettare perlomeno le attese e i desiderata degli appena, si fa per dire, 563 mila elettori che hanno voluto mandare in Europa questo nuovo e scomodo soggetto politico. Elettori di Vannacci e non della famigerata Lega. Un incursore che sta cavalcando la scena politica italiana ed europea da pochi anni che non si riesce a fermare politicamente né per le buone né per le cattive che di volta in volta vengono inventate e che, siamo sicuri, ne sentiremo parlare ancora per molto. Inutile commentare quello che è stato detto nell’evento; ci penseranno, con le opportune distorsioni e tagli, le numerose testate giornalistiche presenti che erano lì, secondo chi scrive, non per descrivere fatti e fare del buon giornalismo, ma se mai per mettere in cagnesco ed in difficoltà, come cercano di fare sempre, il generale. Ahi loro, senza successo! Una fila interminabile poi al firma-copie dei suoi due libri. Vendite che serviranno, sempre a detta di chi ne sa di più di noi, per alimentare le casse del partito? Chissà. Magari con altri finanziatori occulti della scena politica mondiale, come è stato sempre scritto da chi ne sa di più di noi e di Vannacci, che ne è ancora all’oscuro. Ah, a proposito, uno scoop ci appartiene! Sembra che il generale sia stato visto recentemente in Corea del Nord con il noto statista del paese per farsi consigliare un taglio dei capelli simile…Chissà se sarà vero! Proviamo a chiederlo al giornalista benefattore del generale, un certo Pucciarelli, al quale Vannacci, indubbiamente, deve molto.

“Scherzi a parte”, (anche questa nota trasmissione che farebbe bene alla nostra politica) alla fine dell’evento, dopo un chilometrico firma copie, dulcis in fundo, arrivano anche “le iene”, ma non quelle a quattro zampe, ma quelle a due per il cameramen e due per l’intervistatore. Il povero generale, dopo ore di lavoro e di risposte alle domande poste nell’evento e dopo una prima conferenza stampa, si è dovuto sorbire, (erano le venti di un sabato qualunque, un sabato italiano) le solite, stancanti domande con i vari collegamenti ed implicazioni pretestuose che saranno puntualmente trasmesse, magari previa opportuna rielaborazione e taglio delle risposte scomode, nelle prossime puntate denigratorie.

Un consiglio è venuto dal generale che, in qualche misura, anche noi condividiamo: mai fidarsi dell’apparente notizia ma verificare le fonti, ove possibile, e le tendenze politiche dell’editoria. E se proprio non se ne può fare a meno, cercare di mediarla magari con altra notizia diametralmente riportata “al contrario”, tanto per rimanere nel tema del libro. A questo punto forse la verità sta nel mezzo. Continueremo a seguire il generale cercando di riportare d’ora in poi tutto quello che dice in maniera virgolettata, garantendo per questo l’imparzialità dell’informazione e la correttezza ed onestà intellettuale che deve stare all’apice di questa difficile ma affascinante professione di giornalista.

Un buon inizio quello di Futuro Nazionale di Vannacci che ci fa volare con le due ali del simbolo, una verde e una rossa, sulla bianca “onda lunga” che non è quella altrettanto famosa Craxiana con la quale non ha niente a che fare, ma è la nuova onda lunga di “un mondo al contrario” di ispirazione Vannacciana che ne promette delle belle per migliorare il nostro sfasciato stivale, del quale ne andiamo però orgogliosi.

Foto Fiorenzo Sernacchioli

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