Anno XI 
Giovedì 26 Febbraio 2026

Scritto da Redazione
Politica
23 Gennaio 2023

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"A Lucca succede che il festival di Casapound diventi un evento patrocinato dal Comune di Lucca, cioè dall'istituzione cittadina che dovrebbe rappresentare tutti, senza quindi andare a sostenere o a patrocinare nella propria programmazione culturale un evento che è chiaramente espressione di un partito politico".

A intervenire sulla vicenda è Lucca Futura.

"Scrivi Augusta e leggi CasaPound - continua la nota -: è normale che il Comune di Lucca patrocini un festival organizzato da un partito politico (chiamarsi Difendere Lucca non sposta la questione e non cambia la sostanza della gravità) e lo presenti in Sala degli Specchi come se fosse una qualsiasi iniziativa della programmazione culturale del ViviLucca? A questo punto è normale che anche la Festa dell'Unità venga promossa dall'amministrazione comunale".

"Da quello che abbiamo visto nella conferenza stampa di presentazione - continua Lucca Futura - pare che vengano utilizzati spazi e soldi pubblici per organizzare e promuovere il festival di CasaPound, cioè un festival di parte. Ma non eravamo di fronte a una giunta che voleva ricucire la città? Non eravamo di fronte a un sindaco che voleva essere il sindaco di tutti?".

"Tra l'altro viene da chiedersi se gli organizzatori siano a conoscenza della storia di Lucca - prosegue la nota -. L'Augusta, nome scelto da Casapound per il proprio festival, si riferisce alla Fortezza Augusta fatta costruire nel '300 da Castruccio Castracani. Sapete che fine fece? Nel 1369 Lucca tornò libera e l'Augusta fu abbattuta l'anno successivo perché divenuta il simbolo dell'oppressione esercitata dalle potenze straniere nella nostra città: chissà se Casapound lo sa".

"Con questa ulteriore scelta di parte e per una parte molto connotata, il sindaco Pardini porta avanti l'ennesima stortura, l'ennesimo strappo, l'ennesima volontà di collocare all'estrema destra la nostra città. E si rilassino pure quelli che attaccano chiunque non la pensi come loro: qui non c'è nessun mal di fegato. Solo parecchia apprensione per le sorti di una città che ci pare sempre più condannata a tornare ad alcune oscure, vecchie, pericolose dinamiche". 

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