Un claim che è una promessa, un impegno, un'idea: "Fermi mai". Così Federica Maineri, candidata alle elezioni comunali di Viareggio, lancia la corsa verso il primo grande appuntamento di questa primavera: le primarie del centrosinistra, in programma il 15 marzo.
"Per governare Viareggio - spiega - servono metodo e capacità di fare. In questi mesi ho riflettuto molto sulla nostra città. L'ho attraversata, la conosco, ho incontrato e ascoltato le sue cittadine e i suoi cittadini per individuare i bisogni reali. E la richiesta più ricorrente è sempre la stessa: servono concretezza e una visione chiara di dove vogliamo portare Viareggio nei prossimi anni. Capacità di affrontare nel quotidiano e nel piccolo i problemi della nostra città per provare a risolverli non con slogan, ma con interventi mirati e continuativi.
Non solo cartoline. Viareggio ha bisogno di una guida che sappia tenere insieme qualità della vita, conti in ordine, lavoro e servizi per la comunità, tutta. Senza lasciare indietro nessuno, attraverso un dialogo vero e aperto con la cittadinanza. I tempi di un uomo solo al comando chiuso alle sollecitazioni, più che legittime, dei viareggini è finito. Stiamo avviando una stagione nuova, stiamo già scrivendo una nuova pagina per la nostra città".
L'obiettivo di Federica Maineri è chiaro: portare una stagione nuova fatta di maggiore attenzione, visione concreta e consapevolezza dei problemi e delle possibili soluzioni, con un programma capace di tradurre le parole in scelte operative e misurabili.
"Mi candido - prosegue - perché Viareggio è la mia casa e come si fa con ciò a cui si tiene tanto voglio proteggere, valorizzare, migliorare la mia casa". "La nostra squadra è composta da persone giovani, competenti, appassionate di politica, pronte a scrivere una nuova storia che si poggia proprio sulle importanti esperienze politiche pregresse che abbiamo. Con una marcia in più: la capacità di tenere insieme l'esperienza politica con una visione pratica e quotidiana dei problemi da affrontare. Rappresentiamo una nuova generazione, che vive ogni giorno le difficoltà del nostro tempo, a partire dalla non semplice gestione giornaliera di chi deve unire lavoro e vita privata, soprattutto se donna. Mettiamo al centro un'idea di welfare scolastico e familiare che sostenga davvero chi ogni giorno tiene in piedi la città. Siamo persone preparate che affrontano e si scontrano con problematiche reali, di lavoro, di servizi che mancano e voglia di cambiare ciò che non va per dare nuove opportunità a Viareggio, ai suoi cittadini e alle sue imprese".
Vivibilità, equità, apertura, cura: sono questi i pilastri che guidano e guideranno il percorso elettorale di Maineri, verso il 15 marzo e oltre, insieme a un'attenzione costante al sociale, alle fragilità e agli spazi di aggregazione giovanile, perché una città cresce solo se non lascia indietro nessuno e offre luoghi di espressione e opportunità alle nuove generazioni.
"Partiamo dal concreto, dalle cose più urgenti: gli scuolabus, oggi inesistenti, i centri estivi, non previsti per bambine e bambini delle scuole primarie e comunque con orari troppo corti sull'infanzia. In una città dove l'estate rappresenta il cuore dell'anno economico e finanziario è impensabile non prevedere uno spazio per i più piccoli dove trascorrere tempo di qualità. E ancora, sempre per le famiglie, l'impegno che ci prendiamo è semplice: vogliamo realizzare un nuovo nido comunale. È da qui che si costruisce una comunità più forte e più giusta".
"E a proposito di vivibilità: Viareggio ha estremamente bisogno di un piano straordinario strade e marciapiedi, accessibili e sicuri. Un programma strutturato di manutenzione diffusa e programmata, per andare finalmente a togliere incuria, degrado e abbandono, tra strade dissestate e marciapiedi impraticabili. Una città diventa vivibile proprio se curata anche nelle cose considerate piccole, che però hanno a che fare con la vita di tutti i giorni delle persone comuni, quelle che ogni giorno si alzano e vanno a lavorare".
Tra le priorità anche il masterplan della Darsena per affrontare in modo organico il tema del traffico e della mobilità, con soluzioni sostenibili e condivise che migliorino la qualità della vita dei residenti e la funzionalità dell'area produttiva e portuale.
Sul fronte cultura, aggregazione e rilancio sociale e artistico della città, Maineri punta il mirino sul Politeama: "una vera e propria ferita aperta nel cuore di tante persone che incontro ogni giorno", spiega. "Vogliamo proporre il progetto Nuovo Politeama per farlo tornare a essere luogo centrale della città di Viareggio: il Politeama ha sempre rappresentato il cuore culturale, artistico e della tradizione della nostra città e deve rinascere attraverso un dialogo con la città e con ciò che oggi si muove intorno a quell'immobile: la piazza, il molo, il canale, il porto, il mare. Uno spazio che sia chiara espressione di quel via vai energico che contraddistingue sempre le città così indissolubilmente legate al mare e che sappia dialogare con le funzioni portuali e turistiche di Viareggio, diventando una porta culturale affacciata sul porto e sul sistema dell'accoglienza. Uno spazio da vivere liberamente, di giorno e di notte, restituendo a Viareggio quella vivacità artistica e culturale che negli anni l'ha resa famosa".
Una candidatura, quella di Maineri, che guarda alla praticità, alla concretezza, alla fattibilità reale dei progetti e delle proposte: "Immagino una città bellissima, dentro e fuori, ma anche funzionale: nei quartieri, nei servizi, nella manutenzione, nella sicurezza, nella mobilità, nelle opportunità di investimento. Una Viareggio curata per chi la vive e accogliente per chi la sceglie per il tempo libero, le vacanze o per lavoro. Possiamo costruire una città che attiri opportunità, con meno burocrazia, tempi più chiari, più dialogo con le imprese e con chi crea lavoro. Possiamo costruire un Comune che torni ad avere un ruolo forte nei rapporti con la Regione, con la Provincia, con gli enti superiori e con i Comuni vicini. Possiamo vivere una Viareggio che non si chiude, che valorizza il turismo senza sacrificare chi ci abita. Che sceglie l'interesse pubblico, sempre: senza favoritismi e senza scorciatoie".



