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Scritto da Redazione
Piana
15 Luglio 2020

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“Da oltre sette anni sono impegnato in giro per l’Italia a costruire modelli positivi di economia circolare dopo che per sette anni ho avuto l’onore, nel ruolo di assessore all’ambiente del Comune di Capannori, di farlo nel mio comune, assieme ad una grande azienda come Ascit, alla cittadinanza, alle imprese e alle associazioni del territorio. Quando 15 anni fa si pensava all’impianto di compostaggio, si pensava ad un impianto gestito da Ascit, oggi il quadro di riferimento è cambiato. Non si può fare finta di niente. Nel frattempo è stato costituito il gestore unico ed ASCIT fa parte di Reti Ambiente. Ragionando di impiantistica non possiamo essere concentrati solo su Capannori che di organico produce soltanto alcune migliaia di tonnellate all’anno ma dobbiamo guardare all'intera area del nostro ambito (Ato Costa). Solo così possiamo pensare ad una realizzazione impiantistica che permetta di sfruttare anche il biogas (ovvero la produzione di metano oltre a quella di compost), e per farlo servono quantitativi ben più significativi. Da molti anni lavoro fuori da Capannori ma chi fa politica sul territorio non può non saperlo”. Con queste parole interviene sulla questione dell’impianto di compostaggio Alessio Ciacci, già assessore all’ambiente del Comune di Capannori e personaggio Ambiente a livello nazionale.

“I cittadini di Capannori hanno avuto il grande merito di costruire risultati davvero eccezionali sulla raccolta differenziata- continua Ciacci. Questi risultati hanno permesso di mantenere le tariffe tra le più basse della regione e non solo, nonostante la creazione di decine di posti di lavoro ed un servizio di grande qualità. La comunità è riuscita a costruire grandi risultati. Non essere riusciti a realizzare l’impianto di compostaggio non ha assolutamente vanificato, come oggi qualcuno dice, gli sforzi che abbiamo fatto sulle raccolte differenziate. Se avessimo lasciato il modello di raccolta a cassonetto che avevamo trovato, oggi avremmo tariffe sicuramente ben più elevate, meno occupazione, meno sostenibilità ambientale. Il quadro a livello nazionale e regionale è cambiato profondamente in questi anni, oggi le partite da giocare per una Toscana green sono altre e sono inevitabilmente in contesti più ampi, sempre più verso la sostenibilità come l’ultima direttiva europea sull’Economia Circolare impone a tutti i territori. In questi anni Capannori ed ASCIT hanno fatto davvero tanta strada sul tema dei rifiuti e continuano a farla migliorandosi continuamente, guardando avanti e non indietro, e credo che quando si amministra questo sia fondamentale”. 

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