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Scritto da Redazione
Piana
10 Febbraio 2026

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I Governi locali fanno ancora fatica con la raccolta dei rifiuti tessili: il 2025 è stato un anno difficile per i Comuni e i loro sistemi di raccolta dei rifiuti. L’enorme quantità di capi di fast fashion che invade il mercato dell’UE ha imposto un pesante fardello al settore dei rifiuti. E’ quanto è emerso dagli  interventi di Municipal Waste Europe e altri attori della filiera durante un evento promosso  dal Comitato  Europeo delle Regioni, di cui fa parte, per la Provincia di Lucca, Luca Menesini, svoltosi a Bruxelles nei giorni scorsi, al quale ha partecipato anche l’assessora all’ambiente Claudia Berti.

Lo scorso anno l’UE ha deciso che le aziende del settore moda dovranno pagare un contributo nell’ambito di un sistema di responsabilità estesa del produttore per finanziare la gestione dei loro prodotti una volta diventati rifiuti. Dall’inizio del 2025, inoltre, i Paesi UE sono obbligati a organizzare sistemi di raccolta separata dei rifiuti tessili. 

Il problema riguarda anche Capannori dove la raccolta del tessile raggiunge un risultato significativo: nel 2025 sono stati 1,492 i chilogrammi annui di abiti conferiti per ciascun abitante. Una quantità considerevole che però è in calo rispetto al 2024, quando la produzione pro capite era di 3,620 chilogrammi, per effetto dell’istituzione del servizio a chiamata per il ritiro del rifiuto tessile.   

“Un dato che conferma l’attenzione del territorio a questa problematica e che spinge Retiambiente a investire in un impianto innovativo dedicato al riciclo dei materiali tessili - afferma l’assessore Claudia Berti-.  La struttura, attualmente in fase di realizzazione proprio a Capannori, punta a entrare in funzione entro giugno 2026, in linea con le tempistiche richieste dai fondi europei del PNRR.
Il progetto prevede un percorso industriale capace di separare i capi destinati al riuso da quelli avviati al riciclo. Questi ultimi verranno ulteriormente suddivisi per colore e tipologia di materiale, migliorando l’efficienza del recupero. L’obiettivo è costruire una vera rete europea del tessile, indispensabile per garantire la circolarità del settore. Una risposta concreta per evitare che questi rifiuti vengano bruciati, interrati o esportati in Paesi terzi, con pesanti ricadute sociali e ambientali.
L’impegno di Capannori – prosegue Berti- nasce dalla raccolta porta a porta del tessile e si rafforza con il servizio su prenotazione che ha portato a dimezzare in un anno la produzione pro-capite di rifiuti tessili.  Un modello pensato per tutelare la qualità dei materiali raccolti.
Con il nuovo impianto, il territorio compie anche nel campo del tessile un passaggio fondamentale verso una filiera compiuta di economia circolare.  Il consumismo che ignora le conseguenze ambientali e sociali è una delle grandi sfide del nostro tempo e rischia di pesare soprattutto sulle nuove generazioni.
Non vogliamo lasciare in eredità un futuro fatto di inquinamento e sfruttamento dei Paesi del Sud del mondo. A Capannori abbiamo scelto di fare nostri i valori della sostenibilità socio-ambientale e di trasformarli in azioni concrete. I risultati della raccolta tessile dimostrano l’impegno e la responsabilità dei nostri cittadini, a cui va il nostro ringraziamento. Grazie a questo percorso possiamo consolidare una filiera di economia circolare anche nel settore del tessile, investendo in innovazione e qualità. È una sfida ambiziosa che l’Europa ci lancia e che il nostro territorio è pronto a raccogliere, con visione e senso di responsabilità”.   

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