Una serata a sorpresa, almeno per chi scrive che ha accettato di buon grado l'invito della padrona di casa Flavia Speranza per una cena in compagnia di persone gradevoli e simpatiche. Detto fatto, a tavola erano tutti appassionati di basket oltreché ex giocatori e uno in particolare, Mario Boni, con la palla a spicchi ha avuto così tanta confidenza da aver giocato fino alla soglia dei 50 anni e forse anche più e aver conquistato, infatti, il record di primo e unico cestista nella storia della FIP ad aver raggiunto quota 20 mila punti in carriera. Con Boni, assieme alle proprie compagne, anche Paolo Paroli, Marco Passaglia e Gianpaolo Drocker, figura storica del basket lucchese per la lunga militanza nella Pallacanestro Lucca.
Mario Boni, classe 1963, originario di Codogno, ha girovagato un po' per tutta Italia in una carriera sportiva davvero senza fine con una parentesi gloriosa in Grecia nell'Aris Salonicco con cui si è aggiudicato una coppa Korac. Aneddoti preziosi, filosofie di gioco, ricordi di un uomo che ha fatto del basket non soltanto una professione, ma anche una ragione di vita. Talento realizzativo difficile da eguagliare, temperamento e grinta in campo ai limiti della provocazione, carica agonistica difficile da arginare. Il tutto tra pietanze a base di pesce una meglio dell'altra cucinata dallo chef Flavia che ha, letteralmente, estasiato le papille e anche le pupille gustative dei commensali.
Drocker e Passaglia, coetanei e più giovani di una decina d'anni di Boni, hanno giocato insieme nella Pallacanestro Lucca, anche loro due marcantoni anche se Boni è alto due metri per un quintale di peso, una colonna. Paolo Paroli una vera e propria miniera di informazioni sportive e non, un grande estimatore di Boni e del suo modo di stare in campo e un imprenditore gastronomico che apprezza moltissimo la buona cucina.
Brindisi ripetuti alla cuoca che se li è meritati tutti, con tanto di tre antipasti, un primo e uno straordinario secondo con orate pescate e di una delicatezza unica al palato. Dai Drocker ospitalità da vendere e cortesia. Esperienza, inutile aggiungerlo, da ripetere. A proposito: ma uno con la grinta e la rabbia agonistica di Boni non potrebbe fare comodo anche a Lucca?



