Economia e lavoro
Grande successo di pubblico per Lucca Expo Sposi, 36^ edizione, organizzato da Promolucca Eventi S.R.L.S.
La Cavallerizza di Piazzale Verdi ha ancora una volta ospitato una manifestazione di classe con oltre 40 espositori presenti e dove centinaia di coppie hanno organizzato il loro…

Oggi Gesam Reti ha perso il suo direttore generale, l’ingegnere Fabio Vantaggiato
L’ingegnere si è spento all’età di 66 anni dopo una lunga malattia lasciando l’azienda e i familiari in un profondo dolore. L’azienda lo ricorda come “attento prima di tutto alle persone e fautore dello sviluppo e della crescita della Gesam dal 1995”. Il presidente Agnitti sottolinea come Gesam e la città perdano un grande manager

Giovani 18-35 anni: Open Day alla KME per conoscere il corso gratuito per tecnici di sistema integrati e gli sbocchi lavorativi in KME, Kedrion Biopharma, BW Converting e Cartiere Carrara S.p.A.
Open Day alla KME di Fornaci di Barga per l'ITS Prime. Mercoledì 21 ottobre 2026 dalle 15 alle 17 sarà possibile conoscere da vicino 4 importanti aziende…

Domenica ultima giornata del Forum Internazionale della Formazione
Si chiude domenica 18 ottobre la nona edizione del Forum Internazionale della Formazione. Dopo una prima giornata che sabato, al Teatro dell'Olivo, ha visto grande partecipazione di pubblico…

Trasporto pubblico: il comune di Forte dei Marmi sostiene la nuova campagna di Autolinee Toscane
"Un abbonamento in più, tante cose in meno": è questo il messaggio della nuova campagna di comunicazione promossa da at – Autolinee Toscane e sostenuta dal comune di…

Il Mercato degli Ambulanti di Forte dei Marmi torna a Lucca: domenica 18 ottobre una giornata dedicata allo shopping di qualità a Borgo Giannotti
Granucci: "Un appuntamento che valorizza il commercio e conferma la capacità di Borgo Giannotti di ospitare iniziative di grande richiamo"

Scuola - Lettera aperta di Pittoni (Lega) ai docenti su Doppio Canale di Reclutamento
«Cari docenti che vi sentite poco ascoltati e accusate il politico di turno (di frequente non a torto, purtroppo) di non essere all'altezza della situazione, il problema…

Ultimo appuntamento prima di Natale: il Meraki Market torna a Palazzo Sani tra creatività, opere uniche e "Artisti all'Opera"
Il Meraki Market torna il 16 e 17 ottobre 2026, dalle 10 alle 20, nella splendida cornice di Palazzo Sani, in via Fillungo 121 a Lucca, per l'ultimo appuntamento prima della pausa che precede il periodo natalizio

Scelsi il sindacato Cisl
Erano gli anni ’70 e lavoravo presso la Cassa di Risparmio di Lucca dal novembre del 1961 (l’anno stesso in cui mi diplomai ragioniere; fui fortunato). Armando Spinelli, mio coetaneo, era segretario dell’organizzazione Cisl dei bancari che a quel tempo si chiamava FIB-Cisl

15 milioni di euro per il Polo Tecnologico Lucchese: intelligenze a lavoro per i distretti del domani
Presentato durante Pianeta Terra Festival l'investimento da 15 milioni di euro per completare l'infrastruttura. Nuovi spazi e un parco bioclimatico per attrarre innovazione, sostenibilità e relazioni

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“Non solo negozi: la desertificazione commerciale travolge anche i bar. Purtroppo anche quelle attività che si pensava potessero resistere all’inesorabile desertificazione commerciale in virtù del loro valore sociale e di aggregazione e meno legate allo strapotere del commercio on line, subiscono un durissimo colpo come evidenziato dal nostro studio che ha elaborato i dati delle Camere di Commercio dal 2019 al 2025. Uno studio che racconta come in provincia di Lucca negli anni presi in analisi il saldo tra aperture e chiusure di pubblici esercizi è di meno 1088 unità”. Confesercenti Lucca, con il suo presidente provinciale Francesco Giannerini e con il responsabile Daniele Benvenuti, proseguono nell’analisi del commercio lucchese in occasione della campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per salvare i negozi di prossimità, campagna che ha visto l’adesione del comune capoluogo, di Viareggio, Altopascio, Capannori, Forte dei Marmi. “Anche per i bar il dato è preoccupante. In Italia tra il 2019 ed il 2025 hanno chiuso oltre 24mila imprese, circa 11 al giorno – spiegano Giannerini e Benvenuti -. A scomparire soprattutto i classici bar sotto casa e nei paesi; con loro vengono meno luoghi di incontro e socializzazione che fanno parte della vita quotidiana delle comunità. Locali che caratterizzano i territori con un modello di impresa profondamente legato alle nostre abitudini; dal caffè veloce al banco al servizio ai tavoli, il bar è un luogo frequentato quotidianamente dai residenti e apprezzato anche dai turisti. Ma, nonostante il diffuso apprezzamento, è un modello che non riesce a reggere l’urto di diversi fattori – aggiungono i vertici di Confesercenti Lucca - come l’aumento dei costi di gestione (energia e materie prime su tutto), minori flussi quotidiani nei centri urbani causati ad esempio dallo smart working, concorrenza della distribuzione moderna e dei nuovi servizi di consegna”. I numeri presentati da Confesercenti in provincia di Lucca non lasciano spazio alle interpretazioni. Ancora Giannerini e Benvenuti. “Nel territorio provinciale nel 2019 si contavano 1327 bar che nel 2025 si sono ridotti a 239, con una perdita di 1088 attività; tra le provincie toscane solo Firenze ha un saldo negativo maggiore con meno 1373. Più contenuta invece la flessione a Lucca città che nei sei anni presi in esame ha perduto 47 locali, passando da 289 a 239”. Così come per il commercio, Confesercenti evidenza come “l’impatto negativo della ritirata di bar non è solo sociale, ma è anche economico. Secondo le nostre stime, la riduzione si traduce in un impoverimento dei territori a livello italiano di oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, tra minori consumi, occupazione e gettito fiscale. In provincia di Lucca la perdita è di 326 milioni, nel capoluogo 14”. La conclusione del presidente Francesco Giannerini e del responsabile Daniele Benvenuti. “La desertificazione commerciale sta cambiando la vita quotidiana delle nostre comunità. Un bar è un’impresa che crea lavoro e offre un servizio. Ma è anche uno dei luoghi più semplici e accessibili in cui le persone si incontrano. Vale per il piccolo comune, dove può essere un punto di riferimento per tutti, e vale per il quartiere di una grande città. Quando questi luoghi vengono meno, le strade sono meno frequentate e le città diventano più spente e meno sicure. La presentazione di questi dati è anche un invito a reagire, per questo stiamo ancora portando avanti la proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare la desertificazione commerciale e favorire la rigenerazione delle città e dei centri abitati (per firmare basta recarsi nelle nostre sedi di Viareggio in via San Giovanni Bosco 67 e di Lucca in via De Gasperi 152). Difendere le attività di prossimità significa difendere lavoro, servizi e luoghi in cui continuare a incontrarsi”.
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L'Europa potrebbe trasformare più scoperte scientifiche in nuove tecnologie, prodotti e imprese modificando il modo in cui finanzia l'innovazione e sostiene i ricercatori, secondo il paper pubblicato su Science Enhancing Europe's Competitiveness by Empowering Researchers as Innovators.
L'articolo, a cui ha contribuito anche il professore Marco Paggi della Scuola IMT Alti Studi Lucca, propone un percorso più continuo dalla ricerca fondamentale alla commercializzazione, procedure di finanziamento più semplici e misure per favorire l'imprenditorialità all'interno delle università. Secondo il paper, inoltre, rimangono ancora molti ostacoli istituzionali da superare, mentre i meccanismi di finanziamento impediscono all'eccellenza scientifica di generare pienamente il proprio impatto economico e sociale.
Il lavoro è un'iniziativa di INPACT!, la rete nata nel 2023 che riunisce oltre 120 ricercatori-innovatori provenienti da più di 20 Paesi dello Spazio europeo della ricerca, principalmente ricercatori finanziati dallo European Research Council (ERC). Il lavoro combina l'esperienza diretta dei ricercatori con l'analisi economica dei programmi europei di finanziamento, per individuare riforme che potrebbero rafforzare la capacità dell'Europa di tradurre la ricerca in innovazione.
«L'Europa dispone di una ricerca di frontiera di assoluta eccellenza, ma troppo spesso i risultati più promettenti non riescono a superare la distanza che separa la scoperta scientifica dalla sua valorizzazione. È quindi necessario costruire un sistema realmente integrato tra ricerca e innovazione, sostenuto da finanziamenti pubblici europei più continui, semplici e adeguati anche alle fasi iniziali ad alto rischio. Solo così potremo trasformare più efficacemente nuove conoscenze e tecnologie in brevetti, spin-off e opportunità di imprenditorialità accademica, generando un concreto impatto economico e sociale», sottolinea il professor Marco Paggi, coautore dell'articolo e prorettore vicario della Scuola IMT Alti Studi Lucca.
Collegare ricerca e innovazione
L'analisi si concentra su Horizon Europe, il programma dell'Unione europea per la ricerca e l'innovazione per il periodo 2021–2027. Gli autori sostengono che i finanziamenti rimangono frammentati e che le scoperte con potenziale commerciale possono incontrare discontinuità amministrative tra i finanziamenti Proof of Concept dello European Research Council (ERC), che aiutano i ricercatori a esplorare le applicazioni pratiche, e i programmi dello European Innovation Council (EIC) che sostengono lo sviluppo tecnologico e la crescita delle imprese.
Una delle principali proposte è affidare all'EIC la governance dei finanziamenti ERC Proof of Concept, creando un percorso più continuo dalla scoperta scientifica allo sviluppo tecnologico e alla commercializzazione. Secondo gli autori, ciò potrebbe ridurre le valutazioni ripetute, semplificare i passaggi tra i programmi e rendere il sostegno più prevedibile per ricercatori e investitori.
«L'Europa dispone di uno straordinario talento scientifico, ma troppo spesso perdiamo slancio tra la scoperta e l'applicazione. Abbiamo bisogno di un percorso più continuo che consenta alle idee promettenti di passare dalla ricerca fondamentale a tecnologie, imprese e soluzioni capaci di generare impatto economico e sociale», afferma Dario Polli, professore al Politecnico di Milano e uno degli autori principali del Policy Forum.
Il Policy Forum propone inoltre di rafforzare il sostegno all'innovazione ad alto rischio nelle fasi iniziali. I finanziamenti annuali complessivi per i programmi EIC Pathfinder e Transition ammontano attualmente a circa 500 milioni di euro, mentre la loro capacità di gestione dei programmi rimane limitata rispetto alle agenzie per la ricerca avanzata degli Stati Uniti. Gli autori raccomandano di riallocare risorse verso l'innovazione radicale e di attribuire ai responsabili di programma indipendenti una maggiore autorità nel guidare i progetti promettenti.
«L'Europa è intrappolata in una trappola delle tecnologie intermedie: siamo specializzati in settori maturi come l'automotive e i macchinari industriali, mentre settori di frontiera come l'IA e le biotecnologie rimangono troppo piccoli. Per rafforzare la competitività e l'autonomia strategica dell'Europa, dobbiamo ricostruire il percorso dalla scoperta scientifica al mercato, finanziando le idee migliori e mettendo ricercatori e innovatori nelle condizioni di trasformare le scoperte di oggi nelle industrie ad alta tecnologia di domani», afferma Giorgio Presidente, ricercatore presso l'Institute for European Policymaking dell'Università Bocconi.
Procedure più semplici e sostegno ai progetti eccellenti non finanziati
Gli autori sostengono inoltre che le candidature ai finanziamenti europei dovrebbero essere più brevi e valutate più direttamente sulla sostanza dell'idea e sul suo potenziale utilizzo. E propongono che le agenzie nazionali di finanziamento assumano impegni pluriennali per sostenere i progetti eccellenti che superano con successo la valutazione europea ma non possono essere finanziati con il budget Ue disponibile, estendendo l'approccio già utilizzato attraverso il Seal of Excellence.
Le università devono riconoscere i ricercatori come innovatori
Riformare i finanziamenti europei da solo non sarà sufficiente, sostengono gli autori. Anche le università e gli uffici di trasferimento tecnologico devono creare condizioni nelle quali i ricercatori possano dedicarsi all'innovazione senza essere costretti a scegliere tra la carriera accademica e l'imprenditorialità.
Il Policy Forum raccomanda un maggiore riconoscimento dell'imprenditorialità nelle carriere accademiche, una migliore gestione della proprietà intellettuale e percorsi più chiari verso brevetti, partnership industriali e spin-off, insieme a un migliore accesso al mentoring e alle competenze imprenditoriali.
Queste riforme, sottolineano gli autori, non risolverebbero da sole i più ampi vincoli europei legati al venture capital, alla regolamentazione e alla crescita delle imprese. Tuttavia, un sistema più coerente, capace di collegare ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e imprenditorialità, potrebbe aiutare l'Europa a generare maggiore valore economico e sociale.
«Per trasformare un maggior numero di scoperte scientifiche in nuove tecnologie, prodotti e servizi che raggiungano il mercato, sarebbe utile disporre nelle nostre istituzioni di un percorso più chiaro, con passaggi ben definiti, tempistiche prevedibili e procedure semplificate. Rendere l'intero processo più semplice da seguire potrebbe consentire a un maggior numero di noi di trasformare la conoscenza in soluzioni per la società. Credo fermamente che abbracciare l'innovazione possa dare nuovo slancio alle nostre carriere, rimodellare il modo in cui affrontiamo il nostro lavoro e consentirci di svolgere un ruolo strategico nel rafforzare la competitività globale dell'Europa, affrontando al contempo bisogni sociali ancora insoddisfatti», afferma Amanda Silva Brun, direttrice di ricerca presso il CNRS e una delle autrici principali del Policy Forum.
Il Policy Forum
Enhancing Europe's Competitiveness by Empowering Researchers as Innovators è pubblicato come Policy Forum su Science. L'articolo è stato sottoposto a revisione paritaria esterna e a revisione del testo prima dell'accettazione.
Il paper è un'iniziativa di INPACT!, una rete europea di ricercatori-innovatori creata per condividere esperienze, individuare gli ostacoli alla commercializzazione della ricerca e contribuire con proposte al rafforzamento dell'ecosistema europeo della ricerca e dell'innovazione.

