Alla base dell'iniziativa ci sono i dubbi emersi dalla lettura della documentazione: non soltanto l'aumento dei costi, ma anche possibili criticità sulla concreta realizzabilità e sul funzionamento dell'impianto.
Dalle carte consultate dal Comune risulterebbero infatti osservazioni formali presentate da ditte coinvolte nella procedura, nelle quali si evidenziano difficoltà tecniche costruttive e operative che, allo stato attuale, potrebbero non risultare superate. Le imprese avrebbero segnalato che, così come impostato, l'impianto rischierebbe di non funzionare correttamente né di integrarsi con le strutture previste, compreso il capannone da realizzare a parte.
In pratica, il rischio sarebbe di arrivare alla fase esecutiva con un progetto non realmente cantierabile senza ulteriori modifiche. A completare il quadro, alla data del primo accesso agli atti, a metà gennaio, non risultavano né il verbale di inizio lavori né contratti firmati con i soggetti incaricati della realizzazione.
"Siamo davanti a rilievi tecnici precisi: se esiste anche solo il dubbio che un impianto pubblico non sia realizzabile o non funzioni come previsto, un socio pubblico ha il dovere di pretendere chiarezza", dice Fornaciari.



