La taccola - come è noto - è una sorta di corvo non troppo diversa per aspetto dagli altri suoi simili: più piccola ed elegante arriva a misurare intorno ai 30 centimetri o poco più. Tutta nera, dal becco piuttosto corto alle zampe, volge al grigio ardesia sul ventre e sulla nuca di solito evidenzia una caratteristica macchia arrotondata color grigio-cenere. Presente in tutta Europa e in buona parte dell'Asia e dell'Africa settentrionale, vive un po' dappertutto preferendo scenari rupestri e le sponde alte dei fiumi. La sua passione, però, sono i luoghi diruti: case abbandonate, chiese senza più fedeli, ruderi di antichi castelli, campanili nelle cui fenditure sistema il nido, deponendo uova verdognole macchiate di scuro. Onnivora, si nutre di insetti, molluschi e semi, e - badate bene - non disdegna le uova delle altre specie volatili. Migratore parziale, si differenzia dai corvi e dalle cornacchie per il caratteristico e inconfondibile "chiò", per la rapidità del volo, per la vivacità del comportamento: infatti, il termine taccola è probabilmente derivato dal longobardo tahala e indica una caratteristica attribuita a questo uccello, ossia il gioco, la burla, la chiacchiera... Presenza ricorrente del paesaggio toscano, il Coloeus monedula, questo il suo nome scientifico, animale sociale, forma stormi anche consistenti che a sera si riuniscono su posatoi comuni. È un "ilare uccelletto", festoso, un po' petulante ma simpatico e soprattutto utile. Infatti, la taccola compete con i piccioni domestici nell'uso dei nidi, ma è più forte e quindi viene utilizzata in alcune città nella lotta biologica alla invasione di questi ultimi.
La taccola, giunta tra noi per
immigrazione naturale, contribuisce alla biodiversità della città e ci rallegra con il suo verso. Non sporca, non porta malattie, non crea problemi ed è un uccello benevolo. Bello da vedere,
elegante, con quei suoi occhietti gialli, mette allegria ed è avvicinabile dall'uomo: Non per caso la taccola è stato uno degli uccelli più studiati dal celebre etologo Konrad Lorenz, che le ha riconosciuto un’interessante vita sociale e grande abilità di apprendimento.
Per tutto il medioevo vedere una taccola sulla cima del campanile della chiesa rappresentava un sicuro preannuncio di pioggia o più in generale di qualche novità. Attenzione, però: se il pennuto eleggeva a proprio nido il camino era un sicuro presagio di morte.
Non sempre positiva la sua fama letteraria: se Antipatro di Sidone (secc. I-II a. C.) ne fa un simbolo di socievolezza in contrapposizione con l’aristocratico, sdegnoso isolamento dell’aquila, qualche secolo prima, invece, il favolista Esopo (secc.VII-VI a. C.) aveva trattato la taccola da uccello vanitoso e ingannatore, Presente spesso nella letteratura inglese sette/ottocentesca, il nostro corvide ora sembra rappresentare il simbolo di una vita semplice e libera, capace di porsi al di sopra delle miserie umane, ora diviene il protagonista di vicende bizzarre e stravaganti. Per esempio, Richard Harris Barham (1788-1850) ecclesiastico e letterato, in un delizioso poemetto umoristico compreso nelle Leggende di Ingoldsby racconta di una taccola ladra e attratta dal luccichio di un anello cardinalizio. Rubatolo e colpita dalla conseguente maledizione si sarebbe pentita e, quando si dice la sorte capricciosa, sarebbe stata addirittura santificata.
Tracce di taccola anche nella nostra letteratura: Pascoli, Pirandello… Ma, vista la tirannia dello spazio, ci sia consentito ricordare solo un incantevole libro per ragazzi pubblicato quasi trent’anni fa dalla benmerita casa editrice allora fiorentina FATATRC, Lisa: un anno con la taccola, 1998. Lo ha scritto, Arianna Papini, arteterapeuta, scrittrice, illustratrice di talento. La storia dell’amicizia tra una creatura dell’aria e una ragazzina nell’età sottile tra fanciullezza e adolescenza: come specie diverse possano convivere nel rispetto delle loro specificità, l’una imparando dall’altra e come, quando si dà, anche la separazione possa aiutare a crescere.
La creatura dell’aria chiamata taccola
Scritto da Luciano Luciani
Cronaca
16 Febbraio 2026
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