Nell'ambito del calendario delle iniziative "Universo Femminile" promosso dalla commissione comunale per le Pari Opportunità assieme all'assessorato alle PO in occasione della Giornata internazionale della donna, l'associazione teatrale "Nando Guarnieri" torna a scavare nell'anima e nella storia. Il Gruppo "Donne di Maglia" dell'associazione propone infatti per venerdì 20 marzo alle 21.00, all'auditorium del Museo della Zecca in piazzale Verdi, lo spettacolo "La Palazzina", ispirato alla celebre inchiesta di Elio Petri (e alla successiva trasposizione cinematografica), indagando le vite di quelle donne che, nel secondo dopoguerra, cercavano un futuro dignitoso, partendo da un dettaglio fisico e simbolico: le loro mani.
Il percorso teatrale prende avvio da un fatto drammatico della storia italiana: l'incidente di via Savoia a Roma nel 1951, immortalato dal film neorealista di Giuseppe De Santis, "Roma ore 11". In quel giorno, una scala crollò sotto il peso di centinaia di ragazze accorse per un unico posto di dattilografa, tra feriti e una vittima. Il filo rosso che lega quel giorno del 1951 al nostro presente è il significato delle mani delle donne. Lo spettacolo intende così onorare la memoria delle donne di via Savoia, ma anche la fatica e la resilienza di ogni donna che, oggi come ieri, usa le proprie mani per costruire il proprio futuro e quello della società.
Dalle migliaia di ragazze che nel 1951 si misero in fila per un posto da dattilografa, affidando il proprio futuro alla velocità delle dita sui tasti di una macchina da scrivere, fino alle donne di oggi, lo spettacolo riflette su come le mani femminili abbiano costruito l'emancipazione: mani che battono tasti, mani che curano, mani che rivendicano diritti. Un viaggio che trasforma un tragico fatto di cronaca in un'indagine profonda sul valore del lavoro e dell'identità femminile ieri e oggi.
Lo spettacolo, per la regia di Miriam Iacopi, vedrà protagoniste: Paola Panelli, Nadia Niccheri, Annalisa Godi, Lucia Pollastrini,Patrizia Landi ,Lisa Giovannetti, Cristina Marchesini. L'ingresso è libero, fino a esaurimento dei posti.



