Anno XI 
Mercoledì 18 Marzo 2026

Scritto da irene decorte
Politica
18 Marzo 2026

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La paura è che finisca per essere un libro dei sogni”: questo il dubbio espresso da più partecipanti all’ultimo consiglio comunale aperto di Lucca circa il Piano integrato di salute (PIS) della zona piana di Lucca, che ha visto un confronto per la presa d’atto della deliberazione numero tre del 24/02/2026 della conferenza zonale integrata della zona, per cui è stata predisposta l’approvazione del piano. Se infatti nessuno ha potuto negare il carattere positivo dei punti contenuti nel piano, perplessità sono state espresse da più parti, sia dai banchi dell’opposizione quanto dagli esponenti delle professioni sanitarie intervenuti in consiglio, circa l’opportunità di realizzare concretamente tutte le proposte.

Il consiglio si è aperto con l’intervento della dottoressa Eluisa Lo Presti, direttrice della zona distretto piana di Lucca, che ha illustrato il documento in oggetto: “Si tratta del documento fondamentale della programmazione nella zona per le politiche sociosanitarie territoriali, e comprende anche il piano integrato zonale (PIZ), cioè il documento di programmazione dei servizi socioassistenziali: fornisce le linee guida per il piano operativo annuale, elaborato dalla conferenza zonale dei sindaci integrata dall’ASL, con un percorso partecipativo della cittadinanza e un’assemblea formata dalle associazioni della zona- ha illustrato infatti Lo Presti- Quello che emerge è che come il resto della regione siamo una popolazione che sta invecchiando, ma siamo meno vecchi del resto della Toscana; anche i dati circa la presenza degli stranieri sono inferiori alla media. Dobbiamo considerare che un ruolo importante hanno fattori socioeconomici e stili di vita della popolazione: questo significa che tutte le politiche messe in atto dal consiglio comunale hanno poi un riflesso sulla salute dei cittadini. Punti critici sono quelli legati allo scompenso cardiaco, il cui trattamento coinvolge le case di comunità, e alla salute mentale, nonché quello della prevenzione”.

Un punto fondamentale è il tema delle case di comunità, gli ospedali di comunità e gli hospice. Nelle case di comunità i professionisti dovranno lavorare in equipe con un punto unico di accesso, una delle novità più importanti, e i cittadini dovranno partecipare per una cura in senso più ampio della popolazione, coinvolgendo le associazioni che già operano sul territorio. Altro punto è quello di coinvolgere a pieno la professione infermieristica, con la figura dell’infermiere di famiglia e comunità che assumerà un’importanza fondamentale”, ha concluso la dottoressa Lo Presti.

Centrale nel piano è l’aspetto dei servizi socioassistenziali, come sottolineato da Simona Bottiglioni dell’ufficio sociale del comune: “Un campanello d’allarme suona per il numero dei minori in struttura, a fronte del quale c’è una minore adesione all’istituto dell’affido rispetto alle medie regionali: necessario quindi promuovere la cultura dell’accoglienza in famiglie affidatarie- ha spiegato- C’è anche l’esigenza di affrontare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo, e la questione dei tassi piuttosto alti di minori stranieri non accompagnati. Infine, si rilevano valori molti alti per il fenomeno della violenza di genere, la punta dell’iceberg di un fenomeno che in prevalenza è sotterraneo: su questo a livello di servizi abbiamo una rete importante. Nel 2025 è nato il FEUS, un modello di pronto intervento sociale con un numero verde che fa rispondere nell’immediatezza ai bisogni non rimandabili, soprattutto per quanto riguarda la violenza sulle donne e i minori stranieri non accompagnati”.

Gli indirizzi strategici elaborati e approvati dalla Conferenza zonale comprendono realizzazione e sviluppo della rete delle case di comunità, la promozione del benessere delle ragazze e dei ragazzi, e l’abitare supportato delle persone con disabilità- ha ripreso infine la parola Lo Presti- Altri piani di miglioramento sono le cure palliative in età adulta e pediatrica, la prevenzione in termini di adesione agli screening e alle vaccinazioni, la salute mentale, la rete oncologica territoriale, percorsi per pazienti con malattie rare, la digitalizzazione della sanità, il pronto intervento sociale e altri. Fra gli obiettivi prioritari per il 2026 c’è anche il contrasto al gioco d’azzardo: abbiamo una spesa per abitante molto più alta di quella regionale”.

A seguito dell’illustrazione del piano ha preso la parola il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Lucca Umberto Quiriconi, che ha sottolineato svariati aspetti positivi dello stesso e ribadito l’orientamento favorevole e collaborativo dei medici, nell’augurio che si mantenga la centralità della figura del medico e la capillarità della presenta del medico di medicina sul territorio, ma non ha mancato di evidenziare le incertezze attuative che permangono: “Ci auguriamo che questo passaggio garantisca una vera sburocratizzazione delle procedure: ad ora circa il 75 per cento del tempo se ne va in pratiche burocratiche, per cui il piano deve prevedere un incremento del supporto del personale di studio, o la situazione non cambierà- ha dichiarato Quiriconi- Una criticità seria è quella rappresentata dalla carenza di medici, che potrebbe ostacolare la piena operatività delle case di salute. C’è anche una certa perplessità circa l’attuale operatività di locali atti ai progetti contenuti nel decreto ministeriale 77: non si può sottovalutare la centralità del Campo di Marte, ma per il resto pochi altri locali hanno caratteristiche adatte. L’auspicio è che grazie al piano integrato di salute si realizzi un duplice obiettivo: il miglioramento delle condizioni di assistenza ai cittadini, ma anche delle condizioni di lavoro dei medici di medicina generale”.

La parola è stata presa poi da Lucca Salvatore Ingrosso, presidente dell’ordine dei farmacisti della provincia, che ha esaltato il ruolo e l’importanza della farmacia come presidio sanitario d’importanza in un quadro così delineato: “In questi anni stiamo subendo un calo vocazionale importante, a livello di tutte le professioni sanitarie: la popolazione invecchia, il fabbisogno di salute aumenta, e il timore è che anche le nostre farmacie territoriali vadano incontro a una carenza organizzativa che non ci consenta di offrire i servizi che dobbiamo- ha osservato Ingrosso- Negli anni, la farmacia è cambiata: non è più una dispensatrice di farmaci, ma può fornire un aiuto concreto sotto molti punti di vista, a partire ad esempio dall’attività di screening, passando anche per le campagne d’informazione su temi come il disagio giovanile e la violenza sulle donne, fino a progetti come la raccolta dei farmaci che altrimenti sarebbero andati al macero e il farmaco sospeso. La farmacia può svolgere l’importante ruolo di intercettare i bisogni di saluto dei cittadini, senza voler scavalcare nessuno, ma lavorando insieme agli altri professionisti sanitari”.

All’intervento di Quiriconi ha fatto eco quello del presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche di Lucca Gabriele Ciucci, che pur riconoscendo la spinta innovativa del piano ha lui stesso puntato il dito contro la questione della carenza di organico: “Questo piano pone degli interrogativi particolari per la professione infermieristica: fino a che punto l’infermiere sarà responsabile dell’assistenza?- si è infatti domandato Ciucci- Gli infermieri sostengono la riforma, ma ci rendiamo conto del rischio che rimanga solo su carta. La paura è che finirà per porre di fronte al cittadino un professionista sì presente, ma che dovrà interfacciarsi con passaggi burocratici difficili, così che non sarà semplice avere una risposta rapida”.

Sin dall’inizio abbiamo creduto alle case di comunità, alla sanità territoriale senza perdere di vista l’ospedale: il nostro ideale è quello di una continuità ospedale-territorio, che siano un’unica entità omogenea. Un altro aspetto importante è quello del DUP, che contiene per la prima volta un pilastro dedicato alla sanità; nel consiglio comunale del 13 gennaio 2026, abbiamo portato un aspetto diverso dal solito, quello delle malattie rare, che è stato inserito nelle linee di indirizzo- ha dichiarato il consigliere comunale con incarico alla sanità Alessandro Di Vito- Crediamo molto alle potenzialità di Campo di Marte, che potrà costituire una ricchezza per tutti i 90mila abitanti del comune, ma anche un punto di riferimento per la piana di Lucca se organizzato bene. Ancora criticità ci sono sui posti letto, sulle cure palliative e i pazienti in stato vegetativo, nonché sul reparto di medicina interna e sulle liste di attesa, nel qual ambito dobbiamo fare un percorso. Voglio ringraziare perché le istanze del comune di Lucca sono state recepite in questo documento. Quello che si deve fare adesso è ascoltare i professionisti a tutti i livelli, attivare un tavolo di lavoro importante con tutti gli attori e fare insieme una pianificazione. Noi ci auguriamo che quest’atto non rimanga solo stampa su carta, ma si concretizzi: il cittadino ha bisogno di una risposta alle sue esigenze di salute. Per questo concentriamoci sulla sburocratizzazione e sulla digitalizzazione”.

Terminati gli interventi programmati, è cominciata la fase della discussione; e, come sempre, passare da una pioggerella quasi piacevole a una tempesta è un attimo. A esordire è stato il capogruppo del PD Enzo Alfarano, che si è concentrato sul problema sociosanitario: “Una delle sfide del futuro, con l’invecchiamento della popolazione e la cronicizzazione sempre più incombente: c’è il bisogno di rafforzare i presidi sociosanitari e avere un’integrazione sempre più effettiva tra i settori- ha affermato il consigliere- C’è anche la questione dell’inquinamento, rispetto a cui i dati sono sempre poco gentili con tutta la piana: è forse il caso di prenderne atto e iniziare a programmare un’inversione di tendenza, ad esempio per quanto riguarda il traffico. Io mi auguro che quelle espresse oggi non siano solo buone intenzioni, ma possano diventare misure effettive: la mia richiesta è che sia possibile verificare costantemente l’effettiva attuazione del piano. I proclami riusciamo a condividerli tutti: la vera sfida resta l’attuazione di questi proclami”.

Più nel dettaglio è andato il capogruppo di Sinistra Civica Ecologista Daniele Bianucci, che ha provocato il malcontento del presidente del consiglio Enrico Torrini con una battuta, forse troppo aspra, circa la proposta (comunque accolta) da parte di quest’ultimo di rimandare al prossimo consiglio comunale la discussione del regolamento comunale per l’istituzione della consulta sociosanitaria: “Stasera c’è stata una discussione di alta qualità perché sono presenti tutti i soggetti che si devono confrontare sui tempi; se mancasse qualcuno, la discussione sarebbe zoppa- ha sottilmente commentato Bianucci- Chiaro che fare le case di comunità è necessario: la sfida è far sì che eroghino servizi efficaci. A quale processo ha pensato l’ASL per un pieno protagonismo del personale? E per quanto riguarda lo spostamento dell’RSA Monte San Quirico al Campo di Marte, a che livello è la discussione?

La questione della salute mentale non va sottovalutata: da anni abbiamo dati elevati per quanto riguarda ricoveri e antidepressivi. Studi recenti dimostrano che le questioni di salute mentale sono legate alla sofferenza complessiva di una popolazione, e a dinamiche di organizzazione sui temi di lavoro e sociale che non rispondono alle loro esigenze”, ha osservato invece Ilaria Vietina, capogruppo di Lucca è un grande noi, cui ha fatto eco anche Valeria Giglioli di Sinistra Civica Ecologista. “Vorrei sottolineare il tema dell’inclusione sociale, uno per tutti quello della casa. Mi auguro, con il consigliere Bianucci, che la scelta di rimandare la discussione del tema della consulta sociosanitaria rappresenti un’occasione di ripensamento da parte della maggioranza”, ha spiegato.

Gli interventi non sono evidentemente andati a genio ad Alessandro Di Vito, che ha rifiutato l’appello del presidente Torrini alla “sua proverbiale sinteticità”: “Quando io ero nella minoranza, furono bocciate tutte le proposte sulla sanità. Il mio è solo un incarico di studio e formulazione di proposte: nel mio percorso politico, prima con i comitati, poi come consigliere, io mi sono sempre sacrificato e battuto per l’interesse collettivo, mai personale. E in consiglio sono stato accusato di conflitto d’interesse, o di parlare male del mio pronto soccorso. Ho fatto il mio lavoro con onestà e coscienza, e non tollero che mi vengano dette certe cose in consiglio comunale da chi ha affossato la sanità”.

Vivo con molto disagio la fine di questo consiglio comunale: stasera non si parla della carriera professionale di nessuno, ma delle prospettive di salute dei cittadini. Qui non devono esserci personalismi. Noi crediamo di dover proseguire sulla via dell’integrazione: una consulta che mette da parte l’ASL nelle dinamiche di partecipazione non ci convince. Peraltro, tra le dichiarazioni di Di Vito mi aspettavo una risposta sull’RSA, ma evidentemente non c’è da parte sua la disponibilità a rendere edotto il consiglio comunale”, è arrivata subito la risposta di Bianucci.

A questo punto, Lo Presti è intervenuta nuovamente per rassicurare circa l’interlocuzione costante con la medicina generale, così da garantire condizioni di lavoro positive nelle case di comunità, e per sottolineare che per quanto riguarda la distribuzione delle case di comunità le responsabilità del distretto sono limitate dalla programmazione regionale. “A me il termine libro dei sogni non piace: quello che è compreso nel piano è una raccolta dello stato dell’arte, degli indirizzi da perseguire, e un programma effettivo da realizzare concretamente in un arco compreso fra tre e cinque anni. Per il problema dell’organico noi non possiamo risolvere tutto con un colpo di bacchetta magica, ma dobbiamo pensare a un piano di sviluppo progressivo nel numero di personale”, ha spiegato.

Il dialogo costante con tutti è stato prezioso: il nostro compito è cercare di risolvere problemi, che ci sono e sono sempre tanti, ma questo si fa solo col dialogo, ma il dialogo si fa recependo le informazioni. Questo dialogo negli anni ci ha anche fatto intraprendere percorsi completamente nuovi- è intervenuto infine il sindaco Mario Pardini- La volontà di risolvere i problemi c’è da parte di tutti, e questo è già un ottimo inizio. L’interlocuzione rimane sempre aperta: questa è l’unica maniera di risolvere problemi così complessi e difficili da gestire, che dipendono da tantissime dinamiche. Per il tema dell’RSA non è questa la sede, ma l’amministrazione e l’azienda stanno andando avanti su questa strada”.

Con i migliori auspici, la presa d’atto ha infine ricevuto parere positivo all’unanimità, con 31 voti favorevoli su 31 consiglieri presenti.

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