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Scritto da flavia favilla
lettere alla gazzetta
19 Agosto 2026

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Buongiorno direttore,

approfitto dello spazio che concedi sul Tuo quotidiano a noi comuni mortali, per dire la mia, quale diretta interessata, sull’incendio appiccato il 18 agosto pomeriggio nei campi dietro le scuole medie Chelini a San Vito. Tu mi conosci da tempo, quindi sai che non userò mezzi termini e andrò diretta al punto.

Io abito esattamente nella strada, assieme ad un’altra decina di famiglie, dove i campi hanno preso fuoco richiedendo l’intervento tempestivo dei pompieri con diverse camionette ed autobotti.

E solo grazie al loro tempestivo intervento è stato possibile scongiurare il peggio, e cioè che alcune fiamme alimentate dal vento potessero spingersi verso le nostre case.

Intendo pertanto ringraziare a nome di tutti i residenti le squadre intervenute, che coi loro sforzi e professionalità ci hanno protetto da un disastro. Non sono mai sufficienti i “grazie” che rivolgiamo a chi si prende cura di noi fattivamente e per quattro soldi, come pompieri, soccorritori sanitari e forze di polizia. Al contrario della maggioranza dei politici, che pigliano un sacco di quattrini per sparare al vento solamente proclami e minchiate di ogni levatura. 

Ma passiamo ai fatti.

L’incendio è scoccato attorno alle 16,30 ed è stato spento intorno alle 21. Dopodiché, in nottata, siamo intervenuti noi della traversa a spegnere un tronco che stava riprendendo a bruciare.

L’incendio è scoccato esattamente dopo che alle 16,21 (boato ripreso chiaramente dalle telecamere del mio vicino) un forte petardo è stato scoppiato nello spazio dietro le scuole medie Chelini ospitante lo “Skate Park”, inaugurato il 23 novembre 2019 dalla precedente amministrazione Tambellini nell’ambito del progetto “Quartieri Social”.

Anche se qui di sociale c’è ben poco, perché come sempre accade, ogni spazio voluto e presumibilmente dedicato a “tutti” diviene un luogo frequentato da teppistelli in cerca di visibilità, perennemente impuniti, a cui nessuno insegna le buone maniere, perché oramai l’essere civile in questo Paese è sinonimo di “essere coglione”. 

Non voglio crocefiggere i precedenti amministratori e il lodevole intento di trasformare San Vito in un quartiere meno degradato.

Il problema si pone quando all’indomani dell’inaugurazione di tali spazi tra telecamere, sfarzi e sorrisi, se ne perde traccia e divengono terra di nessuno.

Le sere d’estate per noi residenti vicini allo Stake Park dormire è divenuto praticamente impossibile, se non dalle 2-3 in poi. Considerato che alla maggior parte alle 5,30/6 suona la sveglia per lavorare tutto il giorno e mantenere anche questo manipolo di scappati di casa … beh ... diventa parecchio complicato, soprattutto se la cosa si protrae sera dopo sera.

Musica a tutto volume, sgommate, schiamazzi e, appunto, lancio di petardi, per qualcuno possono rappresentare l’esternazione della gioia di vivere di tali soggetti. Per me e per molti altri sono una chiara, semplice, corale rottura di coglioni. 

Il problema si pone quando si richiede l’intervento delle forze dell’ordine e nella maggioranza dei casi non riescono ad intervenire tempestivamente perché sottodimensionate rispetto alla reale necessità sul territorio provinciale. 

Il problema ancora più grosso si pone quando, nell’eventualità che tali soggetti vengano individuati e condotti in questura, sistematicamente vengano rimessi in libertà con tanto di pacca sulla spalla e promessa di non farlo più … 

Concludo: come residenti abbiamo presentato un esposto ai Carabinieri per denunciare i fatti accaduti e lo stato di degrado in cui riversa il quartiere.

Abbiamo richiesto un incontro col Sindaco Pardini, affinché le nostre rimostranze non restino fini a sé stesse ma trovino una soluzione.

Abbiamo molto ancora nelle nostre teste per risolvere questi problemi, ma non ci pare giusto farlo da soli, mettendo a rischio la nostra incolumità e quella delle nostre famiglie.

Infine…. Abbiamo le palle piene del troppo buonismo, permissivismo e spirito di comprensione.

È giunta l’ora di restituire le nostre città, i nostri quartieri a chi vive in maniera civile, responsabile e corretta.

E a chi non va bene … vada a fare casino dove gli pare, ma non qui. Nel nostro Paese, alle nostre latitudini. 

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