Le elezioni finiscono la notte dello spoglio. La politica, invece, comincia il giorno dopo. A Viareggio il verdetto delle urne ha consegnato la fascia tricolore a Sara Grilli e una pagina nuova per la città. Ma il risultato del ballottaggio racconta anche altro: racconta di alleanze cercate e negate, di accordi costruiti lontano dai riflettori. Una storia che vale la pena rileggere con calma, a urne chiuse.
Alla fine sono 160 i voti che hanno separato la neo eletta sindaca Sara Grilli da quelli della neo consigliera Federica Maineri: non sono molti ma sono di più. Un margine ridotto che non basta da solo a spiegare il significato politico del risultato uscito dalle urne.
La candidata civica Grilli, sostenuta dalla coalizione che fa riferimento all’esperienza amministrativa di Giorgio Del Ghingaro è riuscita infatti a conservare il vantaggio costruito al primo turno e a conquistare Palazzo Municipale nonostante, tra primo e secondo turno, si sia progressivamente consolidato intorno al Partito Democratico, un fronte politico che aveva come unico obiettivo quello di impedirne l’elezione.
I numeri mostrano una dinamica interessante. Al primo turno Sara Grilli aveva raccolto quasi 9.743 voti contro gli oltre 8.505 di Federica Maineri. Al ballottaggio entrambe crescono, ma la candidata del centrosinistra aumenta i propri consensi di circa 3.876 voti, oltre mille in più rispetto alla crescita registrata dalla Grilli.
Un dato che appare difficilmente spiegabile senza considerare il comportamento dell’elettorato che al primo turno aveva scelto Marialina Marcucci. Una parte significativa di quei voti sembra essersi infatti orientata verso Federica Maineri, alimentando le voci di un’intesa politica mai formalizzata ma percepita da molti osservatori come evidente nei fatti. Voci confermate dalla stessa Maineri che, nell’ultimo confronto a due tenuto al Fienile, affermò: “Le interlocuzioni con Marialina vanno avanti”.
Nelle ricostruzioni circolate negli ambienti politici locali infatti, il dialogo tra l’area riconducibile ai Marcucci e il Partito Democratico avrebbe avuto come sfondo non soltanto il ballottaggio viareggino, ma anche la costruzione di rapporti e alleanze in vista delle elezioni politiche del 2027, in barba proprio alla coalizione Marcucciana.
La candidata esclusa dal ballottaggio aveva infatti ottenuto un risultato importante al primo turno, conquistando migliaia di voti: con un eventuale apparentamento ufficiale e una vittoria della coalizione di centrosinistra, quell’area politica avrebbe potuto aspirare a una rappresentanza significativa in Consiglio comunale, fino a quattro consiglieri secondo le valutazioni circolate negli ambienti politici cittadini.
Il tutto sacrificato in nome di una strategia che non ha raggiunto il risultato sperato, o forse si, ma non a Viareggio.
Un epilogo che, a posteriori, rende ancora più evidente il prezzo politico di una scelta che ha lasciato per strada sei liste civiche e un progetto fatto di persone che avevano riposto fiducia nella loro candidata.
E intanto Sara Grilli ha conquistato il Palazzo Comunale, diventando la prima donna sindaca nella storia di Viareggio. Ma questa è un'altra storia.



