Anno XI 
Martedì 3 Marzo 2026

Scritto da Redazione
Politica
14 Dicembre 2023

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«I sistemi totalitari del '900 si distinguevano per la censura, per tappare la bocca a chi la pensava diversamente. Ebbene tutto questo rivive in Toscana e dopo la rimozione dei manifesti a Firenze di qualche giorno fa, ora a Pontedera arriva addirittura la censura preventiva con il Comune, guidato dal sindaco del Pd Matteo Franconi (nella foto), che ha negato l'autorizzazione ad affiggere i nostri manifesti sulla libertà educativa e contro il gender nelle scuole e che sarebbero dovute partire il prossimo 16 dicembre. Nelle motivazioni si parla in modo assurdo di "carattere lesivo della dignità delle persone" di "impatto sulla salute mentale delle persone discriminate dal manifesto" e addirittura che il messaggio potrebbe "innescare dinamiche sociali capaci di ammantare di legittimità comportamenti aventi un substrato discriminatorio nei confronti delle persone LBGTQIA+". Nulla di più falso! Il nostro messaggio è chiaro e preciso e soprattutto è innocuo, pacifico e vuole tutelare famiglie, genitori e bambini e non discrimina nessuno, recita infatti: "Basta confondere l'identità sessuale dei bambini nelle scuole. Stop gender e carriera alias" e l'immagine delle gambe di un bambino con una calzatura da uomo e una calzatura da donna. Cosa ci sarebbe di lesivo della dignità o discriminatorio in questo? Il nostro obiettivo è quello di proteggere la libertà educativa dei genitori, così come sancita dall'art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e l'educazione di bambini e adolescenti, oggi costantemente bombardati da progetti gender e dalla Carriera Alias nelle scuole di ogni ordine e grado, con il rischio di far credere loro che si possa davvero "nascere nel corpo sbagliato" e per questo poter ricorrere alla transizione sociale e dopo anche chirurgica con conseguenze spesso irreversibili. Non ci faremo tappare la bocca e continueremo con le nostre battaglie e le azioni in favore della vita, della famiglia e della libertà educativa». Così Donatella Isca, referente regionale della Toscana di Pro Vita & Famiglia onlus.

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