Domenica 10 maggio, alle ore 21, il Teatro Comunale “Idelfonso Nieri” di Ponte a Moriano ospita un nuovo appuntamento della rassegna “Chi è di scena!”, promossa da F.I.T.A. Lucca APS.
In scena la compagnia Le Fortunate Eccezioni Teatro con “Animali notturni” di Juan Mayorga, per la regia di Mauro Tommasi.
Autore tra i più significativi della drammaturgia contemporanea europea, Mayorga costruisce in “Animali notturni” un testo asciutto, inquieto e necessario, capace di indagare le zone più fragili e ambigue delle relazioni umane. Al centro della vicenda si muovono uomini e donne le cui vite sono attraversate da segreti, solitudini e verità taciute: personaggi apparentemente ordinari, chiusi in una quotidianità fatta di abitudini, silenzi e rapporti solo in superficie stabili.
L’opera affronta il tema dell’immigrazione e della condizione di chi vive esposto alla precarietà del proprio status, ma lo fa evitando ogni semplificazione. Il dispositivo drammaturgico ruota attorno a un rapporto di potere sottile e disturbante: un vicino di casa scopre che un altro uomo non è in regola con il permesso di soggiorno e decide di utilizzare quella conoscenza come forma di pressione. Non cerca denaro né un vantaggio materiale immediato, ma qualcosa di forse ancora più ambiguo: una relazione, un riconoscimento, un’amicizia che non è capace di ottenere in altro modo.
È da questa situazione che nasce un confronto serrato tra fragilità e dominio, bisogno di contatto e volontà di controllo, paura e desiderio di essere visti. I personaggi si sfiorano, si cercano, si respingono, si interrogano senza davvero ascoltarsi, finché l’incontro forzato con l’altro diventa occasione per far emergere ciò che ciascuno nasconde: bugie, stanchezze, solitudini, meschinità, ma anche la possibilità di una vicinanza inattesa.
Nelle note di regia, la Compagnia sottolinea come il presente dei personaggi sia figlio del loro passato: ciò che siamo nasce da condizioni non scelte - luogo, epoca, ambiente, cultura, educazione - ma anche dalle decisioni che prendiamo nel corso della vita. In questo percorso, la menzogna o l’occultamento della verità diventano spesso strumenti di sopravvivenza, difesa, convenienza o paura. “Tutti abbiamo dei segreti, tutti nascondiamo qualcosa”, si dice nel testo: ed è proprio da questa consapevolezza che lo spettacolo prende avvio.
Lo spazio scenico è quello, apparentemente banale e riconoscibile, di un condominio. Ma dentro quel luogo quotidiano si muovono quattro figure immerse in un tempo indefinito, provenienti da un passato solo evocato o ricercato nella memoria. Due coppie, culture diverse, incomunicabilità, abitudini sedimentate e false verità costruiscono un mondo in cui si parla senza comunicare, ci si interroga senza ascoltarsi, ci si elude continuando a mentire agli altri e a sé stessi.
Il contatto tra le due coppie innesca un meccanismo di conoscenza che sposta gli equilibri. I personaggi oscillano tra la possibilità di elevarsi e quella di ripiegarsi ancora nella mediocrità, tra la stanchezza della propria vita e la capacità di andare incontro all’ignoto. In questo senso, “Animali notturni” non è soltanto un testo sull’immigrazione o sul ricatto, ma una riflessione più ampia sull’identità, sulla paura dell’altro, sulla solitudine contemporanea e sulla difficoltà di costruire relazioni autentiche.



