Anno XI 
Sabato 3 Ottobre 2026

Scritto da Redazione
Politica
03 Ottobre 2026

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“Il cantiere sulla parte pubblica arriverà fino al 2032, il rogito poteva essere fermato. Adesso serve un progetto unitario, partecipato e di alto respiro che tenga insieme Manifattura, centro storico e città”

“Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere tutti gli errori commessi sulla Manifattura, nel passato come nel presente. Ma soprattutto dobbiamo finalmente costruire un progetto unitario, partecipato e di alto respiro. Faccio mia la proposta che Olivo Ghilarducci ha evidenziato durante la seduta e propongo di affidare a un urbanista di riconosciuto profilo uno studio complessivo sulla Manifattura, sul centro storico e sull’intera città, capace di partire dai bisogni reali di Lucca e di guardare anche alle migliori esperienze italiane ed europee di rigenerazione urbana”.

È la posizione espressa dal consigliere comunale Daniele Bianucci dopo il Consiglio comunale aperto di mercoledì scorso dedicato al futuro dell’ex Manifattura Tabacchi.

“Ringrazio i comitati che hanno chiesto la seduta e i 17 contributi esterni che hanno arricchito il confronto. È stata un’occasione importante per discutere di uno dei luoghi decisivi per il futuro della città”.

Il primo nodo indicato da Bianucci riguarda la parte della Manifattura interessata dalla riqualificazione pubblica.

“Quando era all’opposizione, l’attuale maggioranza attaccava duramente la precedente amministrazione sui tempi dei lavori. Dopo quattro anni di amministrazione Pardini, però, il nuovo cronoprogramma prevede la conclusione degli interventi nel 2032, praticamente alla fine della prossima consiliatura. È un dato che impone chiarezza e che contrasta con le aspettative create in campagna elettorale”.

Il secondo punto riguarda invece la parte alienata della Manifattura.

“All’inizio di questa consiliatura proponemmo di mettere a disposizione le risorse necessarie per interrompere il rogito, una prospettiva che lo stesso centrodestra aveva avanzato durante la campagna elettorale. Nel frattempo era definitivamente tramontata l’ipotesi dell’arrivo di Tagetik, che per noi rappresentava la ragione principale per cui quell’operazione poteva avere un significato per la città. Il sindaco Pardini decise invece di andare avanti: a mio avviso fu un errore”.

Per Bianucci resta inoltre necessario fare piena chiarezza sull’attuale proprietà di quella parte del complesso.

Il consigliere rivendica allo stesso tempo la necessità di non eludere le responsabilità della precedente amministrazione.

“Non ho alcuna difficoltà ad ammettere che anche allora siano stati commessi errori e che quel percorso non sia arrivato a buon fine. Ma continuo a pensare che ci fosse un’intuizione positiva: riportare il lavoro dentro la Manifattura, trasformandola anche in una sorta di fabbrica 2.0. Centinaia di lavoratrici e lavoratori ogni giorno nel cuore della città avrebbero rappresentato una grande opportunità di rivitalizzazione del centro storico”.

L’autocritica sul passato, secondo Bianucci, non può però nascondere il problema politico dell’attuale fase.

“Dopo il fallimento del progetto Polimea, appare evidente che oggi il sindaco e la maggioranza non abbiano una prospettiva definita per il futuro della Manifattura. Non è una situazione che ci fa piacere e non è qualcosa su cui fare propaganda. Ci preoccupa molto, perché stiamo parlando di uno dei patrimoni più importanti della città e non possiamo permetterci altri anni di incertezza”.

“Proprio per questo – prosegue Bianucci – credo sia arrivato il momento di cambiare metodo. La Manifattura non può più essere affrontata un pezzo alla volta, inseguendo di volta in volta questa o quella proposta”.

La proposta avanzata dal consigliere è quella di costruire un percorso unitario, capace di tenere insieme il complesso della Manifattura e il futuro della città.

“Serve un progetto condiviso, partecipato e di alto respiro, che mantenga pubblica la struttura nella proprietà e nella gestione, coinvolga una pluralità di soggetti e risponda alle necessità reali di Lucca”.

Da qui la proposta concreta, che Bianucci collega direttamente al contributo emerso durante il Consiglio:

“Faccio mia la proposta avanzata da Olivo Ghilarducci durante la seduta: affidiamo a un urbanista di riconosciuto profilo uno studio complessivo sulla Manifattura, che analizzi insieme le esigenze dell’area, del centro storico e dell’intera città e guardi anche alle migliori esperienze italiane ed europee di rigenerazione urbana. È da una visione complessiva, e non da una somma di interventi separati, che dobbiamo ripartire”.

“Perché sulla Manifattura – conclude Bianucci – non si gioca soltanto il futuro di alcuni edifici. Si gioca una parte importante del futuro di Lucca e della credibilità di tutta la politica lucchese, maggioranza e opposizione”.

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