Anno XI 
Mercoledì 27 Maggio 2026

Scritto da francesco pellati
Politica
27 Maggio 2026

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Io sono tutt’altro che un analista di geopolitica, godo dell’unico privilegio che l’età avanzata concede, cioè l’esperienza – anche se l’esperienza è “quella cosa che consente di prenderlo in quel posto in maniera sempre differente” come argutamente dice G.B. Shaw – per questo fatico a capire i sorrisini ironici degli esperti, le sentenze sul merito: Trump, superficiale e improvvisato, ha sbagliato ad attaccare l’Iran.

Le decisioni USA sono frutto di analisi poco ideologiche, molto tecniche: non è detto che siano giuste, certamente però sono esiti di molti approfondimenti e studi di scenari con apporti di esperti qualificati, non sono capricci di Trump (che continua a non essere il Presidente ma “il tycoon”).

Fatico a capire perché i comunicati USA sono oggetto di esegesi, quando non di dileggio, dei sorrisini di compatimento e di scetticismo, invece le minacce Iraniane sono diffuse in modo anodino come serie, attendibili e temibili: lo stretto di Hormuz è roba nostra, chi vuol passarci deve pagare il pedaggio altrimenti lo affondiamo. Ci teniamo l’uranio e ci facciamo la bomba atomica con cui annientare Israele e tenere per gli attributi il resto del mondo. Spezzeremo le reni agli USA, distruggeremo Israele e già che ci siamo anche i Paesi del Golfo e gli Stati che oseranno collaborare con gli USA (ahimé neanche uno! Il lavoro sporco lo devono fare USA e Israele, gli altri, pur essendo beneficiari, si riservano diritto di critica, di corteo, di Flotilla, di condanna), risparmieremo solo Cina, Russia e qualche altro fortunato.

A proposito di uranio, il principio di realtà dice che da decenni l’AIEA, la agenzia atomica dell’ONU, difficile capire se incompetente o in malafede, negozia con l’Iran. Nell’anno del signore 2026 scopre che l’Iran ha arricchito al 70/90% 440 kg di uranio che potrebbero essere trasformati in 11 bombe atomiche in un mese.

Ma chi ha violato il diritto internazionale è solo Trump (e Israele). Per di più ha sbagliato: doveva continuare il negoziato con i quaranta ladroni iraniani come l’AEIA, come Obama.

Sono paranoico: temo che tutto faccia parte del tentativo di regime change in corso in Occidente da anni. Un progetto che unisce le sinistre occidentali con la jihad islamica e l’imperialismo cinese: all’interno degli Stati democratici i partiti della sinistra (in Italia anche gli analfabeti del M5S), le “quinte colonne” culturali, i centri sociali, le immigrazioni di massa, la tolleranza verso le “altre culture”, le moschee libere, fino al dialogo interreligioso del Vaticano, incurante delle stragi di cristiani in Africa e Asia ad opera dell’Islamismo, la foglia di fico per distinguerlo dall’Islam, insomma tutti i soggetti in grado di indebolirci dall’interno.

Le reazioni tardano ad arrivare perché ammorbidite dalla “disinformatja” in cui la sinistra è storicamente maestra e la ”taqyya”, la dissimulazione consigliata dalla sura 3/28 del Corano, che è parola di Dio.

Senza alcuna pretesa di fare storia, ma solo breve e superficiale cenno: la cultura imposta in Iran da 47 anni di dominio teocratico è l’esaltazione del dare ma anche del ricevere morte, un mantra che ricorda la “bella morte” cercata da molti volontari della Repubblica Sociale Italiana.

Milioni di ragazzi (e ragazze, per gli impeti misogeni dell’Islam) sacrificati sull’altare del martirio gradito ad Allah, il sostegno dei ”lupi solitari” dentro casa nostra, di Hamas, Hezbollah, Houthi e Kataeb Hezbollah iracheni secondo uno schema consolidato: l’Iran ci mette i soldi e il supporto iniziale, costoro destabilizzano armi in pugno Gaza, Yemen, Iraq, Libano: tutto quello che possono.

Ma non c’è solo fanatismo religioso, i Pasdaran in Iran hanno creato uno Stato nello Stato, controllano il 60% della (esangue) economia iraniana: il richiamo alle analogie col KGB Sovietico e con le SS naziste appare del tutto pertinente: ideologia, fanatismo, egemonia economica, e chi si oppone ha le ore contate.

Con poche varianti lo schema opera anche nei territori sottomessi: monopolio economico, miseria endemica, prepotenze e fanatismo a Gaza, nel Libano occupato, nello Yemen degli Houti.  

A difesa di questi “valori” rilevo le flottillas, i cortei con le bandiere di Hamas che governa Gaza da decenni dopo aver democraticamente buttato giù dalle finestre i membri di Fatha (qui Israele non c’è entrato), rilevo il silenzio sulla tragedia del Libano, conquistato, impoverito, terrorizzato ed egemonizzato da Hezbollah, come lo Yemen degli Houti, o il pezzo di Iraq dei Kataeb: dovunque miseria, violenza, terrore.

in Iran il regime ammazza in tre mesi 30/40 mila ragazzi e impicca oltre 40 “collaborazionisti”: ma il genocida è solo Israele, lo stupratore del diritto è solo il Tycoon.

Gli Houti sparano missili sui mercantili: il diritto alla libera navigazione è violato: chi senne frega.   

La settimana scorsa la marina israeliana ha abbordato in acque internazionali la Flotilla diretta a Gaza e ha maltrattato equipaggi e passeggeri con violenza gratuita, un ministro israeliano per scopi di consenso elettorale ha esposto i video dei maltrattamenti: ha svaccato l’intero Paese plaudendo a una ribalderia che viola il diritto e urta la sensibilità: grande (e molto giusta) indignazione.

Tuttavia: 1) le bombe, i missili, i droni, gli omicidi, i cappi se Iraniani (e satelliti) non provocano cortei, né “vibrate proteste”, mentre i manrovesci e gli spintoni degli israeliani sono crimini contro l’umanità. 2) il Manuale di Sanremo sul “diritto internazionale applicabile nei conflitti armati sul mare” all’art. 93 definisce le regole del “blocco navale”, la Commissione Palmer dell’ONU ha dichiarato legittimo il blocco navale di Israele. I soggetti di diritto internazionale che hanno titolo non hanno mai revocato la disposizione Palmer; l’abbordaggio resta di certo un atto di ribalderia gratuita ma è dubbio che sia un atto di pirateria.

Se e quando si arriverà a un cessate il fuoco, la narrazione è già scritta: Trump ha perso, gli iraniani hanno dato scacco matto ad USA ed Israele.

Se fosse vero ci sarebbe da disperarsi: i cialtroni hanno prevalso, con il compiacimento dei loro alleati interni ed esterni; Se fosse falso sarebbe una conferma della disinformazione sistemica volta ad addomesticare i riottosi e rassicurare i compagni: l’Occidente democratico perde, vince la Cina e vince l’Islam, alleluia compagni!

In questo clima non meraviglia che Vannacci aumenti i consensi, che nel PD ci sia dissenso, perfino dalla stalla M5S si leva qualche flebile raglio di perplessità politica: il risultato elettorale di ieri è un buon segnale di resilienza valoriale. Soprattutto quello di Venezia perché al di là dei nobili lombi della città, il PD sperimentava l’uso degli immigrati islamici: il test non ha funzionato, anzi ha provocato reazioni di rigetto da parte degli autoctoni.  

Imparerà la signorina Schlein o persevererà nel volerci imporre nuovi padroni che non intendono integrarsi ma vogliono integrare noi? 

Ha ragione Bianconi quando osserva che il governo realizza poco: al netto dei flop clamorosi di alcuni ministri e sottosegretari con risvolti da pochade, ricordo che in Italia è vietato lo spoil system, che i dipendenti pubblici vanno dalla inamovibilità dei magistrati tutelata dall’art. 107 della Costituzione alla estrema difficoltà di licenziare anche il più cialtrone dei dipendenti pubblici. basta un numero: i dioendentiopubblicimin Italiua sono 3.600mila, i licenzioamrnto fra il 2018 e iok 2023 hanno riguardato n° 1.950 dooendenti n(650 all’0anno, cioè mil  um  burocrati organici ha nesso a oresidio delkle catenbe dj cimnandi oubbkuche gente dimnssua fuducia en kii difende cime unece iki cdx nunb difrnde insuiiu uimuini.

La crescita di Vannacci. chi, perché.

il futuro della Lega  

i disagi dei riformisti del PD: come andrà a finire con le liste: la Schlein è una pasdaran dentro e fuori del partito, non fa prigionieri.

il M5S ci ha rifilato fior di statisti come Toninelli, Di Maio, Bonafede, Lezzi, Azzolina,

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