Anno XI 
Venerdì 27 Febbraio 2026

Scritto da Redazione
Politica
14 Marzo 2023

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"Mentre alle porte dell'Europa, in Ucraina, infuria la guerra e il Mediterraneo torna a diventare il cimitero di donne, bambini e uomini in cerca di un futuro migliore, l'amministrazione del sindaco Pardini liquida ufficialmente e definitivamente la Casa della memoria e della pace, che per anni ha rappresentato, nella casermetta di Porta San Donato, un luogo a disposizione di associazioni e cittadini, al servizio di una comunità più attenta alla sua storia e più vigile sui valori condivisi di accoglienza, rispetto, convivenze. È una decisione, questa, che non condividiamo: e che ferisce ancora più oggi, proprio quando l'impegno per la pace e la memoria è, se possibile, ancora più importante e urgente". Lo affermano i gruppi consiliari del centrosinistra, con una nota condivisa.

"L'amministrazione comunale titola con un altisonante "Rinasce il Castello di Porta San Donato". In realtà quel luogo era vivo da anni, grazie all'impegno di tante persone e molte associazioni, che hanno creduto in un impegno condiviso che oggi viene spazzato via dal primo cittadino e dalla sua giunta - proseguono i consiglieri del centrosinistra -. Solo pochi giorni fa, con una raccolta di firme, decine e decine di insegnanti del territorio hanno chiesto alla Provincia la riattivazione della scuola della pace, perché si considera giustamente necessario un punto di riferimento per la promozione di una cultura di pace, di non violenza e di solidarietà. Per tutta risposta, quasi in contemporanea, il Comune di Lucca ha messo la pietra tombale sopra l'esperienza della Casa della memoria e della pace, che di fatto ha iniziato a dismettere fin dai primi giorni del proprio mandato, quasi che questa ostilità manifesta a temi così importanti rappresentasse addirittura una delle priorità dell'amministrazione di destra che oggi governa la Città. Davvero, a Lucca, fanno ormai così paura la cura della memoria e l'impegno per una cultura della pace? Da parte nostra, non vogliamo rassegnarci ad una progressiva e inesorabile smobilitazione di tutti gli spazi di democrazia e partecipazione, a cui stiamo assistendo".

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