“Un consiglio comunale trasformato nel teatrino dell’assurdo”: è la denuncia dei consiglieri di opposizione di Altopascio Maurizio Marchetti, Francesco Fagni, Valerio Biagini, Simone Marconi, Fabio Orlandi e Luca Bianchi dopo i fatti del consiglio comunale di lunedì sera, dove accanto all'inserimento nello statuto comunale di una norma sulla promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, necessaria per ottenere ufficialmente il riconoscimento di Città amica dei bambini, è stato presentato dalla maggioranza un pacchetto con la modifica di altri 30 articoli dello statuto.
“Non c'è stato concesso nessun margine per discutere nessuna proposta sulla riforma della costituzione comunale come avviene in qualsiasi comune normale, e come sempre avvenuto in passato anche ad Altopascio, dove si prevede una commissione specifica per elaborare la riforma. Tanto più che la legge stessa richiede che alla prima seduta deve esserci il voto favorevole di almeno un componente di minoranza- proseguono i consiglieri- Il pacchetto di maggioranza, invece, era chiuso, e sono state respinte le varie proposte tendenti a garantire un minimo di trasparenza amministrativa dell'ente. Tanto più che siamo in un comune dove non solo un cittadino, ma anche un consigliere comunale non è in grado di reperire online gli atti amministrativi che dovrebbe controllare. Così come è stato respinto un emendamento del consigliere Marconi sulla possibilità dei cittadini di assistere online alle sedute del consiglio comunale”.
“Senza battere ciglio si è tolto dallo statuto l'obbligo di istituire il difensore civico dei cittadini. Addirittura, abbiamo sentito dire che il pacchetto era chiuso perché così era richiesto dall'UNICEF- conclude l’opposizione-Un consiglio comunale trasformato per l'ennesima volta nel teatrino dell'assurdo dove, dopo aver detto che bisognava votare in fretta tutto, la maggioranza ha preferito rimandare il pacchetto al futuro pur di non cambiare nemmeno una virgola. Altopascio non merita questo. Lo diciamo e lo diremo sempre: c'è bisogno, al più presto, di un’amministrazione quanto meno normale”.



