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Scritto da Redazione
Piana
31 Marzo 2026

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Non si ferma la partita sull'impianto per il riciclo di prodotti assorbenti e tessili a Salanetti. Nonostante il recente pronunciamento del Tar a favore dell'autorizzazione rilasciata dalla Regione Toscana, il Comune di Porcari rilancia con una nuova iniziativa formale e invia alla Direzione ambiente ed energia di Regione Toscana una lettera in cui segnala criticità tecniche, procedurali ed economiche e chiede una verifica urgente sulla reale fattibilità dell'opera.

Il documento, firmato e inviato dal sindaco lo scorso giovedì (26 marzo), nasce a seguito dell'accesso agli atti nei confronti di RetiAmbiente e si basa anche su corrispondenza interna e note tecniche delle imprese coinvolte nel progetto.

Dice il sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari: "Dagli atti acquisiti da RetiAmbiente emergono problemi che non possono essere ignorati. Per questo abbiamo chiesto alla Regione una verifica seria: prima di andare avanti, bisogna capire se questo impianto si può davvero realizzare in modo sicuro e sostenibile".


Nella lettera il Comune segnala che, a diversi mesi dall'autorizzazione, non risultano ancora tutti i contratti necessari per costruire l'impianto: un'evidenza, questa, che fa sorgere dubbi sull'effettiva possibilità di avviare i lavori. Emergerebbero, inoltre, diversi problemi tecnici e incongruenze nel progetto: ad esempio, i macchinari principali risulterebbero più piccoli rispetto a quanto previsto dal capitolato, con il rischio di non garantire la capacità di trattamento richiesta e il rispetto assoluto delle norme ambientali.


A questo si aggiungono incertezze sul rispetto delle prescrizioni date dalla Regione al rilascio dell'autorizzazione e sulla sostenibilità economica dell'intervento, anche perché non emergono atti aggiornati che tengano conto dei costi più elevati.


Per questo il Comune chiede alla Regione di fare chiarezza, verificando se il progetto sia davvero realizzabile, se le criticità emerse possano incidere sull'autorizzazione già rilasciata e come si intenda procedere nel caso in cui l'impianto non sia realizzabile così com'è stato autorizzato nell'agosto 2025. Ad oggi i lavori non sono ancora iniziati.


La vicenda resta quindi aperta su due piani: da un lato quello giudiziario, con il Tar che ha dato ragione alla Regione sul piano formale e il Comune che ha presentato ricorso al Consiglio di Stato; dall'altro quello concreto, legato alla possibilità reale di costruire e far funzionare l'impianto.

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