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Scritto da Redazione
Piana
29 Aprile 2022

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Altopascio torna a far parte dell'ufficio di presidenza dell'Associazione Europea delle Vie Francigene, l'organismo che svolge un ruolo di coordinamento e propulsione tra gli interlocutori del progetto di valorizzazione dell'itinerario e che conta oggi ben 206 soci, tra comuni, regioni, province. Altopascio è quindi una delle 18 municipalità presenti nel direttivo, la cui candidatura è stata sostenuta dai Comuni di Lucca e Camaiore: la cittadina del Tau è stata infatti protagonista all'annuale assemblea dell'AEVF a Canterbury, che si è tenuta nei giorni scorsi, alla quale erano presenti il sindaco Sara D'Ambrosio e l'assessore alla cultura e al turismo, Alessio Minicozzi. Unico comune della Lucchesia e della provincia di Lucca presente, e uno sei comuni toscani insieme a Pontremoli, Gambassi Terme, Monteriggioni, Monteroni D'Arbia e Filattiera, Altopascio rappresentava anche i Comuni di Lucca e Pontebuggianese.

«È stata un'emozione grandissima rappresentare il nostro tratto di Via Francigena agli occhi dell'Europa in quello che è il luogo simbolo del pellegrinaggio: proprio a Canterbury, infatti, si trova il chilometro "zero" del viaggio, da qui partono da secoli generazioni di pellegrini - spiegano il sindaco D'Ambrosio e l'assessore Minicozzi -. Siamo orgogliosi di essere entrati a far parte dell'ufficio di presidenza: un grande privilegio che ci restituisce pienamente il senso di unione e vicinanza con i nostri colleghi e omologhi europei. Un'occasione per stringere ancora di più relazioni, rafforzare collaborazioni e rapporti già in essere e confermare ancora una volta la centralità del tratto italiano e toscano della Via Francigena, che rappresenta un grande volano per il turismo, la sostenibilità, la rigenerazione di intere porzioni di territorio e, a cascata, per l'economia dei luoghi toccati dal passaggio. L'occasione è servita anche per parlare dell'evoluzione del lavoro per la candidatura Unesco per la Via Francigena: il tratto italiano è quello più avanzato, occorre ora che la Regione Toscana compia tutti i passi necessari per confermare la centralità della nostra regione rispetto al grande cammino. Dobbiamo lavorare ancora di più per rendere la nostra Via Francigena un luogo fruibile, aperto, accogliente, pieno di significato. Un lavoro che dobbiamo necessariamente svolgere con la Regione per dare ancora più forza e importanza a questo patrimonio inestimabile di storia, di bellezza, di vite stratificate». 

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