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Scritto da Redazione
Cultura
18 Gennaio 2020

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L’opera lirica Rigoletto di Giuseppe Verdi in scena ieri sera e domani (domenica 19 gennaio) alle ore 16:00 al Teatro del Giglio è il secondo titolo del cartellone operistico per la stagione 2019-2020.

Lo spettacolo ha un nuovo allestimento realizzato dal teatro Comunale di Modena in coproduzione con il Giglio di Lucca e il Comunale di Ferrara per la regia di Fabio Sparvoli, regista di fama internazionale già conosciuto e amato dal pubblico lucchese.

Un allestimento firmato da Giorgio Ricchelli che ha visto varie soluzioni originali, come la gobba posticcia di Rigoletto, si tratta infatti di una gibbosità inserita nella giacca che il personaggio indossa quando si trasforma nel buffone di corte. Altra novità la gabbia che rappresenta la casa di Rigoletto nella quale vive rinchiusa Gilda, la figlia che vuole proteggere dalla Duca di Mantova e dalla corte.

«Scritto da Verdi alla soglia dei quarant’anni e da una posizione di operista ormai pienamente affermato – scrive il regista Sparvoli nelle sue note allo spettacolo -, Rigoletto rappresenta un momento di svolta decisivo sia nella produzione del compositore che per le sorti del melodramma.  Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con Rigoletto Verdi concentrò la propria attenzione sulla figura umana, aprendo una strada che proseguirà con le successive Traviata e Trovatore […]  Si trattava per Verdi di associare ai toni alti della tragedia non più personaggi aulici ed eroi presi a prestito dalla storia, ma protagonisti di estrazione umile, popolare, appunto: un giullare nel caso di Rigoletto, una prostituta per Traviata, uno zingaro nel Trovatore. A questa scelta di ordine poetico corrispose una questione di genere teatrale: nell’intento di mescolare i due generi della commedia e della tragedia, Versi si entusiasmò all’idea di mettere in musica Le Roi s’amuse di Hugo, un dramma nel quale il contrasto era sottolineato in massimo grado dal fatto che il protagonista era giustappunto un buffone.»

Nel ruolo del titolo canta il baritono Devid Cecconi. Il tenore Oreste Cosimo è il Duca di Mantova, Ramaz Chikviladze è Sparafucile. Sul podio Aldo Sisillo, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro Lirico di Modena preparato da Stefano Colò.

Il terzo atto, che si svolge sulla sponda del Mincio, con l’aria della “Donna è mobile” con il quale il Duca di Mantova inneggia alla volubilità delle donne, e si conclude con la morte di Gilda e il dramma di Rigoletto, tradito da Sparafucile, ha catturato il pubblico presente che ha applaudito calorosamente a tutto il cast ed in particolare agli interpreti principali.

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