Le parole possono ferire, escludere, lasciare segni profondi. Ma possono anche diventare strumento di consapevolezza, rispetto e cambiamento. Da questa riflessione ha preso forma il progetto "Le parole che pesano – riflessioni e azioni contro il body shaming e le offese digitali", promosso dall'associazione Riaccendi il Sorriso con il patrocinio del Comune di Porcari, che si è concluso ieri (28 maggio) all'Auditorium Vincenzo Da Massa Carrara di Porcari con l'evento di restituzione.
Il percorso, rivolto agli studenti e alle studentesse della scuola secondaria di primo grado Enrico Pea, ha offerto un'occasione di ascolto e confronto sul valore delle parole, sulle dinamiche relazionali e sull'impatto che le offese, anche quelle considerate 'innocue', possono avere nella vita quotidiana e negli spazi digitali.
Così l'assessora alla scuola, Madalina Golea: "La scuola è uno dei luoghi fondamentali in cui educare i ragazzi e le ragazze a un uso consapevole della parola, delle relazioni e anche della tecnologia. Per questo voglio ringraziare l'associazione Riaccendi il Sorriso, che in questi mesi ha portato avanti un lavoro importante all'interno della nostra scuola secondaria di primo grado. Penso, ad esempio, al concorso di scrittura a mano che ha coinvolto le classi terze della scuola Enrico Pea, premiate a Palazzo Ducale insieme ad altri istituti, con una riflessione preziosa sull'importanza di distinguere il virtuale dal reale. E penso anche all'incontro organizzato con i genitori e la polizia postale, dedicato ai pericoli della rete. Sono tasselli di un percorso più ampio, che aiuta la comunità scolastica a crescere nella consapevolezza, nella responsabilità e nel rispetto.
L'incontro si è aperto con i saluti istituzionali della dottoressa Rosaria Sommariva, presidente dell'associazione Riaccendi il Sorriso, che ha accolto e ringraziato le istituzioni presenti: il sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari, l'assessora al sociale e alla cultura Eleonora Lamandini, l'assessora alla scuola Madalina Golea e la dottoressa Silvia Granucci dell'ufficio scolastico provinciale di Lucca e Massa-Carrara.
"Questo progetto tocca un tema profondamente sociale e culturale – evidenzia l'assessora Eleonora Lamandini – perché il modo in cui usiamo le parole racconta la qualità delle nostre relazioni e della comunità che vogliamo costruire. Contrastare il body shaming e le offese digitali significa educare al rispetto, all'empatia e alla responsabilità, soprattutto nei luoghi in cui i cittadini di domani crescono, si confrontano e imparano a riconoscere il valore dell'altro".
Il progetto è stato condotto da Stefania Fialdini, counsellor e life coach, segretaria dell'associazione Riaccendi il Sorriso e referente del percorso, insieme alla dottoressa Rosanna Tartarelli, psicologa e psicoterapeuta.
La regia dell'evento conclusivo è stata curata da Raffaele Casagrande, attore, regista e autore, che ha interpretato alcuni monologhi scritti appositamente per l'occasione. Attraverso incontri, attività esperienziali e momenti di dialogo, gli studenti sono stati sensibilizzati sulle conseguenze che determinati comportamenti, anche verbali, possono avere sul benessere emotivo e relazionale delle persone.
"Ringrazio l'associazione Riaccendi il Sorriso, la scuola e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa – aggiunge il sindaco, Leonardo Fornaciari –. Come amministrazione crediamo molto nei progetti che coinvolgono i giovani e che rafforzano il legame tra istituzioni, famiglie e territorio. Una comunità che sa prendersi cura delle persone, anche a partire dal linguaggio e dal modo in cui ci si guarda, ci si parla e ci si riconosce, è una comunità che si migliora ed evolve".
"Insieme si può" è il messaggio che ha accompagnato l'intero percorso educativo e che continua a rappresentare il cuore delle attività promosse dall'associazione Riaccendi il Sorriso.



