Sono trascorse ormai due settimane dall’incontro in cui gli abitanti di Sant’Anna hanno posto all’attenzione i comportamenti a dir poco esuberanti degli inquilini della struttura di sostegno della Misericordia in Viale Giacomo Puccini, ma da parte del Comune di Lucca non c’è stata ancora nessuna risposta.
È lecito quindi sottolineare le numerose richieste che i residenti del quartiere intendono fare all’amministrazione per riappropriarsi dell’ormai lontano quieto vivere. Le proteste riguardo ai problemi che sta creando la presenza degli ospiti del “Piano Freddo”, che si attua durante l’inverno e che terminerà gli ultimi giorni di marzo, sottolineano la mancanza di vigilanza e di controlli all’interno ed all’esterno della struttura, i continui episodi di disturbo dell’ordine pubblico ed il disagio manifestato nella zona commerciale di Sant’Anna durante tutte le ore del giorno a causa di ciò che accade nei pressi della cosiddetta “Stazione di posta”.
Chi si è impegnato a dichiarare il proprio dissenso, tra le altre cose, domanda all’amministrazione comunale se il gazebo esterno che accoglie persone in eccedenza al di fuori dell’edificio verrà tolto, se ci sarà un servizio di vigilanza più accurato per il riconoscimento delle persone che abiteranno nell’immobile della Misericordia e se vi saranno interventi sul cancello della struttura, che solitamente rimane aperto, permettendo a più persone di farvi accesso. I residenti del quartiere chiedono anche una risposta sul perché il complesso accetti più persone rispetto ai posti letto programmati, diciotto in totale, e sul motivo per cui se la struttura apre alle otto di sera e chiude alle sette del mattino, essa rimanga aperta a chiunque anche il pomeriggio. Gli abitanti di Viale Giacomo Puccini sono dunque impazienti di ricevere risposte dagli uffici del Comune in merito a tali domande perché, nonostante le diverse dichiarazioni di disagio ed i vari reclami, i comportamenti indesiderati non sono ancora cessati. Con le denunce sporte nelle ultime settimane, Sant’Anna chiede un immediato intervento a chi di dovere. Gli abitanti della zona si rifiutano di aspettare fino al 31 marzo, quando il progetto chiuderà come stabilito sin dall’inizio, e pretendono un intervento immediato.



