aldo
   Anno XI 
Mercoledì 12 Agosto 2026
scrittore
scrittore2
aldo1
scrittore1
scrittore3
scrittore4
scrittore5
storia
storia2
Spazio disponibilie
storia1

Scritto da Luciano Luciani
StoricaMente
08 Novembre 2025

Visite: 955

Autore con le sue Confessioni d'un Italiano di pagine considerate "la testimonianza più alta del tentativo compiuto dal nostro Ottocento letterario di uscire dagli impacci del romanzo storico e di avviarsi a forme più moderne di narrativa", (Romagnoli, 1968), Ippolito Nievo (Padova, 1831 – Mar Tirreno, 1861), nonostante la sua prematura e tragica scomparsa, è stato una figura di primo piano del nostro risorgimento letterario e politico in un'Italia che si andava faticosamente configurando in senso unitario. Scrittore di novelle "campagnole", sette, pubblicate su riviste tra il 1855 e il 1856 (La nostra famiglia di campagnaLa Santa di ArraLa pazza del SegrinoIl VarmoIl milione del bifolcoL'avvocatinoLa viola di San Bastiano) e di tre romanzi precedenti al suo capolavoro - Angelo di bontà. Storia del secolo passato, 1856; Il conte pecoraio. Storia del nostro secolo, 1857; Il barone di Nicastro, 1859 - Ippolito Nievo aveva partecipato ai temi e ai modi della letteratura cosiddetta "rusticale", distaccandosene però con qualche nettezza. Se in tali lavori è ancora possibile ritrovare le connotazioni moralistico/pedagogiche proprie del genere, come pure l'idea di un mondo contadino popolato da individui tanto onesti e laboriosi quanto rassegnati alla propria condizione subalterna, è indubbio che dai suoi lavori "campagnoli" trapelino tensioni e inquietudini affatto originali che staccano questo autore dall'impostazione liberale/moderata di narratori come Francesco Dall'Ongaro, Giulio Carcano, Caterina Percoto... Così, l'idillio campestre, che pure è presente nelle sue novelle, finisce per assumere i tratti di una difesa dell'autonomia culturale delle campagne a rischio di essere colonizzate e comunque, nella loro sostanza profonda, ancora irriducibili rispetto a un progetto di egemonia borghese.

Significativo in questo senso anche il suo saggio politico più importante: quel Frammento sulla rivoluzione nazionale, scritto tra il 1859 e il 1860, le cui le sue serrate argomentazioni mettono in luce il distacco che divide i contadini dai borghesi e dagli intellettuali e ribadiscono la necessità di coinvolgere le masse rurali al processo risorgimentale. Lucida, poi, l'analisi di Nievo che si sforza di individuare le cause di quella dolorosa - e pericolosa - separatezza nella storia e negli errati orientamenti politici e culturali dei gruppi dirigenti e degli stessi intellettuali. "Mal s'insegna l'abbicì a chi ha fame", sostiene Nievo in questo suo saggio al momento di indicare alcuni obiettivi praticabili, ponendosi così in controtendenza con quanti, per esempio i democratici mazziniani, avevano sempre privilegiato l'educazione e l'istruzione come prioritarie per l'innalzamento del tenore di vita.

Le stesse scelte linguistiche operate dal Nievo già prima delle Confessioni rimandano a un lessico composito e pluralistico, orientate verso una "scelta decentratrice" (Gorra, 1976). Essa diseroicizza la vicenda narrata e non esclude toni di denuncia dello sfruttamento subito dalle classi rurali, arrivando a lucide, penetranti, commosse note polemiche sconosciute ad altri scrittori a lui contemporanei. Colpisce nelle Confessioni la grande libertà con cui il Nievo intercetta i precedenti modelli e generi narrativi e li rielabora nella larga, articolata ambientazione della sua opera maggiore: così, il modello del romanzo storico viene ripreso, ma rimodulato nel senso di una storia recente, quella dell'Italia in via di realizzazione e fanno la loro comparsa ampie pagine saggistiche e di riflessione civile e morale. Prevale un indirizzo stilistico orientato verso la mescolanza di registri espressivi e idiomi differenti: un plurilinguismo fatto di termini nobili e lessico della consuetudine realistica e vernacolare toscana che convivono con vocaboli di gusto dialettale e regionale, secondo una tecnica di fusione linguistica già teorizzato nel 1854 negli Studi sulla poesia popolare e civile massimamente in Italia e qui realizzata con molta più misura e intelligenza che nei tre romanzi precedenti. In modo troppo tangibile per essere casuale, Nievo si discosta dal monolinguismo fiorentinista proposto da Manzoni nell'edizione definitiva dei Promessi sposi (1840-1842): una scelta che investe sia il lessico sia la sintassi e la ritroviamo tanto nei dialoghi quanto nelle parti narrative dove prevale costantemente un linguaggio medio, mentre il linguaggio dei diversi personaggi è conformata dal vaglio rappresentato della voce del narratore- protagonista.

Sono proprio queste novità a spiegare come riguardo alla lingua e allo stile del romanzo abbia avuto a lungo rilievo, e in parte ancora duri, una critica assai limitativa, un giudizio che segnala negativamente una supposta negligenza e una confusione stilistica che caratterizzerebbe le Confessioni. A questo riguardo merita di essere riportata un'affermazione di P.V. Mengaldo secondo cui "il pieno recupero delle Confessioni passerà anche attraverso una riforma del nostro gusto troppo purista e prezioso. Anche in questa funzione antiretorica, antipuristica e per così dire linguisticamente libertaria sta la grande importanza dell'opera" (Mengaldo, 1984).

Pin It
mise11
mise12
mise14
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Un viaggio per mare tra avventure, pericoli, mondi fantastici e tanta fantasia: mercoledì 12 agosto alle 18.30, l’Arena…

Come si allena la mente di un campione? Quali sono gli strumenti che permettono di gestire la pressione,…

In vista della nuova stagione della caccia (preapertura 2 e 6 settembre, apertura generale 20 settembre) ogni martedì e giovedì dalle 14 alle…

Da lunedì 10 agosto si intensificheranno i lavori per l'eliminazione del semaforo all'incrocio fra viale Castracani, via Barbantini…

Prosegue con grande successo la decima edizione della rassegna LidoCult: un mondo migliore, che trasforma il lungomare…

Prosegue a pieno ritmo nell'arena verde del Parco Bussoladomani la settima edizione di Bicinema, la rassegna estiva…

Rigettato il progetto di riqualificazione della Manifattura Sud presentato dal gruppo Polimea: “Avevamo espresso perplessità circa la possibilità…

Auguri di buon compleanno al professor Gianmarco Caselli di Lucca che oggi compie gli anni e festeggia con la famiglia …

RICERCA NEL SITO