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Prima vittoria in DR1 del BCL LAB. La lunga rincorsa è premiata con il successo contro Audace Pescia 85 a 80
Il Bcl Lab di coach Andrea Ierardi mette il proprio sigillo sulla prima vittoria nel campionato di Dr1. I giovani biancorossi lucchesi, infatti, al termine di una lunga…

Le Mura Spring torna da Lavagna con la prima vittoria stagionale
Larga vittoria delle ragazze del Greenlucca sul parquet del "Parco del Tigullio" contro una Polysport Lavagna che ha comunque avuto il merito di non mollare mai quanto a grinta ed intensità agonistica

Il nuovo campionato fa male al Basketball Club Lucca: terza sconfitta consecutiva
Il match tra l'umana Chiusi e il Basketball club Lucca va in archivio con l'ultimo punto dalla lunetta dell'Umana chiusi, con il punteggio di 92-76

Società sportive, associazioni e Croce Verde Lucca presentano il progetto 'A canestro in salute: basket, consapevolezza e comunità"
Lo sport al servizio del benessere, parte “A canestro in salute: basket, consapevolezza e comunità”, il primo progetto per combattere il rischio alcol e per una salute sostenibile

Mai una gioia: anche a Genova la Fiorentina battuta per 2 a 1 dai rossoblù
“Con quella faccia un po’ così, con l’espressione un po’ così, che abbiamo noi quando veniamo a Genova”, nelle parole del grande Paolo Conte, c’è tutto quello che si sono chiesti oggi pomeriggio dirigenti, allenatori e tifosi , dopo la deludente prestazione della Viola nell’anticipo pomeridiano

Umana Chiusi San Giobbe Basket contro Basketball Club Lucca, per gli ospiti vietato perdere
Due ore e poco più separano Lucca dal Pala Pania di Chiusi. La seconda trasferta del Basketball Club Lucca è anche la seconda delle sei trasferte toscane che quest’anno dovrà affrontare

Le Mura Spring a Lavagna, coach Pistolesi: "Le liguri sono tutte da scoprire"
Una trasferta da affrontare a fari spenti, facendo leva sulla propria identità e sulle indicazioni raccolte in settimana. È quella che attende il Greenlucca nella seconda giornata del…

Eupremio Carruezzo, il bomber che fece sognare l'universo rossonero
Erano anni che non ci incontravamo. Ma ogni volta che accade l'abbraccio, di quelli che fanno tanto bene al cuore, è inevitabile. Lui è sempre uguale a se…

Banco BPM nuovo sponsor di Basketball Club Lucca
Banco BPM sarà a fianco del Basketball Club Lucca per questa importante stagione nel campionato di Serie B Nazionale. L’annuncio ufficiale, che arriva a campionato già iniziato, è…

Nel debutto in DR1 il BCL LAB sfiora l'impresa. Ottima gara dei biancorossi, ma nel finale la spunta Juve - Pontedera 93 - 90
Al termine di una gara ad alta tensione agonistica, il Bcl Lab all'esordio in Divisione regionale 1 dopo la conquistata promozione della scorsa stagione, sfiora l'impresa in quel…

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Parlare di Enrico Scaletta ad appena tre giorni dalla sua improvvisa scomparsa, non si può fare riferimento al sottile confine che c'è tra la vita e la morte, ma è abbastanza puerile pensare alla morte come evento inaspettato, poiché si tratta di una delle prime consapevolezze che si hanno al proprio riguardo, ai propri genitori a tutti. Tutti si muore ogni giorno.
Per Enrico, così come per tutti gli altri, al di là della ineluttabilità della morte, come evento biologico, conta quello che Enrico ha determinato durante la sua esistenza, ciò che ha inciso nella vita della comunità, ciò che si ricorda di lui, cioè che ha cambiato ed emozionato nella vita delle persone a lui intime.
Una cosa è certa: nella nostra piccola città, nel nostro ristretto circondario: Enrico se lo ricorderanno tutti.
Giocavo nell'Atletico Lucca, maglie rigorosamente rossonere come la Lucchese del tempo.
Era un inizio di settembre, quando si cominciava il ritiro precampionato giovanile, quando si sparse la voce che l'Atletico Lucca aveva preso dal Montecarlo, credo, Enrico Scaletta.
Enrico Scaletta era Pelè, sia come potenza muscolare sia come facilità di gol e di gioco, un gioco senza pensarlo, un gioco all'antica, un gioco che ricordava gli anni vecchi, gli anni passati, con i calzettoni giù, senza forme di divismo, con gli spogliatoi di lamiera. Segnava e sorrideva quasi ogni partita e noi l'abbracciavamo.
Eravamo tutti forti in quella squadra sinceramente e, soprattutto già adulti, disciplinati, professionisti: vincemmo 66 partite consecutive e, nelle successive, abbiamo alternato vittorie e pareggi, senza perderne una.
Abbiamo vinto quattro campionati di fila e tornei, sempre con l'immagine di Enrico sorridente a braccia aperte che ci veniva incontro dopo aver segnato.
Senza retorica, un calcio che non esiste più, nemmeno nei colori delle magliette delle squadre di serie A; quel calcio esiste ancora, a livello individuale, nelle sfide di chi è in cerca di un riscatto nella vita, una vita che si va sempre più impoverendo e che cerca la passione nelle forze, nelle azioni, anche maldestre, e nella speranza di una promozione ad un livello esistenziale superiore.
A 14 anni circa, la Fiorentina ci mise gli occhi addosso e comprò me dall'Atletico Lucca ed Enrico, e mio padre fece una grande festa al bar Teani. Facemmo discretamente bene, poi Enrico ebbe un calo delle prestazioni e venne ceduto alla Sestese, una società satellite della Fiorentina, ma la Spal vide in lui il vero talento e lo acquistò. Come Bresciani, Pisani e Pieri, sempre dell'Atletico Lucca, Enrico arrivò al calcio professionistico.
Enrico Scaletta non era un dribblomane, era uno che saltava l'uomo semplicemente e puntava dritto a quello dopo, poi al portiere e poi depositava la palla in rete, dopodiché tornava indietro a braccia aperte, con quel sorriso che, poi, lo ha distinto anche nella vita privata dove, rammento, aveva un grande successo con le ragazze per la sua semplicità e per la sua bellezza.
Addirittura, quando ci siamo conosciuti ambivamo entrambi alla stessa ragazza, Elda e ci domandavamo chi ci si sarebbe fidanzato prima. Feci prima io, ma, semplicemente, perché ero più contadino e lei era attratta dalla mia sensibilità, mentre Enrico era più uomo, voleva una donna nel classico modo in cui solitamente gli uomini vogliono le donne. Io, invece, ero più discorsivo, avevo una sensibilità diversa; Elda scelse me, restammo insieme quattro anni pur rimanendo tutti e tre amici, con valori di altri tempi, senza invidia. Anche Elda ora non c'è più. Ora è di nuovo con Enrico, così ce la siamo divisa.
Arrivavamo al bar Galli, che era il punto di ritrovo prima delle partite, nel quartiere del Bastardo, sempre molto in anticipo rispetto all'orario, con la fregola di montare in macchina con gli allenatori e i dirigenti per andare a sconfiggere gli avversari, che ci temevano già 15 giorni prima della partita e non ci dormivano la notte.
Mi ricordo, in particolare, le piccole gare locali con il Picciorana, per esempio, che molto prima che li incontrassimo dicevano che, questa volta, ci avrebbero battuto e, invece, dopo 15 minuti eravamo già 3 a 0 per noi, tutti i gol di Scaletta.
Ricordo la prima volta che siamo andati a Firenze, il primo giorno della convocazione della Fiorentina. Suo padre aveva una macchina sportiva. Io montai con lui ed eravamo, scioccamente, molto orgogliosi di andare a Firenze non come dei derelitti, ma con un certo piglio che, poi, non contava niente, perché il piglio era quello che ci prendevamo in campo.
Ricordo le prime amichevoli in ritiro, eravamo veramente forti, lui ricamava, mentre io correvo come un matto sulla fascia.
Ricordo un allenatore della Fiorentina, Beppe Virgili, centravanti della Fiorentina, che vinse il campionato con la Fiorentina in serie A, diceva che Enrico aveva piedi educatissimi e io aveva dei falcetti.
Il calcio allora era meraviglioso, era pura emozione e non c'erano altri valori. Quando mettevi la maglia era il momento più bello, poi avevi cura delle scarpette e dei tacchetti, non è che te le preparavano. In inverno era molto freddo negli spogliatoi di lamiera dove ci cambiavamo.
L'Atletico Lucca, per noi, non era solo una questione di partite o di pallone, era una questione di identità.
Noi ci sentivamo tutti forti, tutti con una personalità unica a e specifica, tutti uniti.
Torno sul discorso della maglietta rossonera perché avevamo come riferimento la Lucchese, anche se non andavamo sempre a vedere le gare della Lucchese, però, in città ci identificavo in quella. Ed erano tempi belli perché, quando giravamo per le strade di Lucca dopo aver studiato, la gente ci riconosceva e noi avevamo quel bell'orgoglio antico, che ora non esiste più se non in funzione dell'aspetto economico o degli oggetti che hai indosso.
Noi eravamo riconosciuti per la nostra identità, forza, serietà, impegno e sapore di vittoria.
Ecco, sapere due giorni fa della sua morte, non mi ha agghiacciato o ferito. Ho solo sorriso pensando ad uno dei suoi gol fantastici.
A presto Enrico
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Fissata la data del recupero contro Dinamo Sassari, si disputerà mercoledì 1 marzo alle 20, nuovo trasferta per il Basket Le Mura. Domani sera, palla a due fissata per le 18, le biancorosse saranno di scena sul parquet del Fila San Martino di Lupari, ottava forza del torneo con 16 punti e compagine ricca di ex. A cominciare da coach Lorenzo Serventi, passando per Francesco Russo, Silvia Pastrello per chiudere con Agnieszka Kaczmarczyk. Impegno difficile per capitan Maria Miccoli e compagne che, complice la forzata domenica di stop, sono state raggiunte a quota quattro da un Brixia Basket capace di superare l’E-Work Faenza.
Le condizioni di Treffers, alle prese con un malanno al ginocchio destro, sono monitorate costantemente dallo staff medico lucchese. Per questa trasferta patavina, il Gesam Gas e Luce dovrà mettere in campo quello spirito battagliero dimostrato nell’ultimo quarto della sfida di Crema. Nel match d’andata, rimasto in equilibrio soltanto nei primi dieci minuti, le giallonere si imposero per 60-75 grazie a un’invidiabile precisione al tiro (52 per cento da due e 32 per cento dall’arco). Le protagoniste del blitz veneto furono Dedic e Kaczmarczyk, 15 punti a testa, Russo e Milazzo (14,4 punti di media). L’altra osservata speciale per la difesa biancorossa risponde al nome di Delicia Washington, guardia statunitense capace di snocciolare 13,1 punti a serata.
San Martino sta viaggiando a una media di 67,1 punti, tirando con il 43 per cento da due e con il 31 per cento dall’arco. Sono 34,5 i rimbalzi catturati a serata dalle cestiste allenate da Lorenzo Serventi.
Fila San Martino di Lupari-Gesam Gas e Luce Lucca sarà diretta da Paolo Puccini, Maria Giulia Forni e Andrea Cassinadri.

