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Accordo di collaborazione tra BCL Lucca e Vela Basket
Il **Basketball Club Lucca (BCL)** e il **Vela Basket** sono lieti di annunciare la sottoscrizione di un accordo di collaborazione sportiva e progettuale finalizzato allo sviluppo della pallacanestro giovanile sul territorio della provincia di Lucca e della Versilia

Eta Beta Asd, la ginnastica artistica maschile ai campionati italiani FGI
Un risultato storico per ETA BETA ASD ai Campionati Italiani di Ginnastica Artistica Maschile disputati a Rimini nell'ambito di Ginnastica in Festa 2026

Erminio Artoni si è dato una nuova identità manageriale nel volley dopo un passato ciclistico
Da ragazzo era un ciclista promettente e dovette interrompere la carriera agonistica a soli 19 anni a causa di un' ulcera gastro intestinale. Nato a Suzzara in provincia di Mantova 76 anni fa, si trasferì con la famiglia a Massa e Cozzile alla tenera età di 10 anni perché suo padre trovò lavoro da mezzadro in un podere a Vangile

Il tricolore sventola in Europa: Miranda Laginja è bronzo, Ambra MInelli in finale conquista un bellissimo quinto posto. Trionfo storico per la scuola Alchimia Dance
Il vento delle Alpi spinge la Lucchesia sul podio d'Europa, in un trionfo di sport, colori e condivisione. Nella spettacolare e prestigiosa cornice austriaca di Klagenfurt, sulle sponde…

Marco Evangelisti nuovo allenatore BCL
Marco Evangelisti si è fatto conoscere sul parquet d'Italia, come giocatore dotato di grande talento, una guardia molto temuta in campo che girava con percentuali al tiro da top player

Trofeo della dama: Torneo di Scherma Storica a Lucca per commemorare Cesare Cavallini
Oltre cento atleti da tutta Italia si affronteranno a Lucca nel Trofeo della Dama domenica 28 giugno al PalaTagliate. Si tratta di un torneo nazionale di Scherma Storica…

Si è chiusa la 38^ edizione del Meeting Nazionale di Società Giovanissimi - Memorial Adriano Morelli
Si è chiusa la 38^ edizione del Meeting Nazionale di Società Giovanissimi - Memorial Adriano Morelli, evento clou della stagione di ciclismo per le categorie G1- G6. Torna…

Le strade del Basketball Club Lucca e di coach Leonardo Olivieri si separano
Il Basketball Club Lucca desidera esprimere a Leonardo Olivieri la più profonda gratitudine per l'impegno e la serietà con la quale ha allenato la prima squadra in…

Prima giornata di gare al Meeting Nazionale Giovanissimi (bambini e bambine di età dai 7 ai 12 anni) baciata dal sole e un vento di maestrale che preannuncia l’apertura della stagione estiva
Prima giornata di gare al Meeting Nazionale Giovanissimi (bambini e bambine di età dai 7 ai 12 anni) baciata dal sole e un vento di maestrale che preannuncia…

Successo per il Circolo Nuoto Lucca ai campionati nazionali giovanili Uisp
Dal 12 al 14 giugno si sono svolti presso la piscina di Riccione i Campionati Nazionali Giovanili UISP, che hanno avuto la partecipazione di oltre 3800 atleti nelle varie categorie, a partire dagli Esordienti C sino alla categoria Assoluti

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Venerdì 22 marzo al cinema Astra, alle 9 si terrà l’evento finale del progetto SAGG - Sport Against Gender Gap. Il progetto, realizzato dal Circolo Dilettantistico AICS Lucca in partenariato con AICS Comitato Provinciale di Lucca APS, è stato finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento dello Sport nell’ambito del bando finalizzato al contrasto delle discriminazioni e alla promozione della parità di trattamento nel mondo dello sport.
L’obiettivo del progetto era contribuire a ribaltare gli stereotipi di genere nello sport focalizzandosi in particolare su due target: gli operatori/le operatrici sportivi/e e gli studenti delle scuole e concentrandosi sull’aspetto della comunicazione e della percezione dello sport. Le tematiche affrontate hanno riguardato il tema degli stereotipi di genere, il gender gap nello sport, in particolare rispetto al professionismo e alla differenza salariale tra atleti e atlete. Sono stati utilizzati video tratti da film, post estrapolati dai diversi social, slides e schede pratiche con lo scopo di indurre gli studenti e le studentesse (e gli operatori/operatrici) a riflettere sugli schemi di pensiero che automaticamente vengono utilizzati per conoscere e comprendere la realtà.
L’incontro di venerdì presenterà i risultati del progetto, sia con interventi istituzionali sia con gli operatori AICS, e i video realizzati dalle scuole coinvolte: l’Istituto Pertini, l’Istituto Paladini e L’Istituto Fermi-Giorgi. Le classi sono state sette in totale, sia del biennio che del triennio coinvolgendo circa 150 ragazzi e ragazze dai 14 ai 18 anni.
Il progetto è stato realizzato anche in collaborazione con la psicologa Tenucci Elisa e l’Associazione La Luna che hanno seguito la parte formativa sia a scuola che con gli operatori e saranno presenti venerdì per analizzare i risultati raggiunti.
Alla fine della giornata sarà premiato il video più votato.
Tutto il materiale prodotto è visibile sui social AICS.
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“Quando misi la prima protesi, a tre anni, i dottori dissero che mi ci sarebbe voluto un po’ per abituarmi: io mi misi subito a correre come un pazzo”: quest’aneddoto riassume bene il carattere di Paolo Capasso, giocatore della Nazionale italiana calcio amputati, da sempre animato dal desiderio di movimento e di libertà.
27 anni a luglio, originario di Napoli ma a Lucca dai sei anni, senza una gamba dalla nascita e da sempre con la passione per il calcio. “Fino ai tre anni mi muovevo grazie a una macchinina: già da lì giocavo a calcio- ha raccontato- Dopo aver messo la protesi fin da piccolo palleggiavo nel giardino di casa. Crescendo ho avuto qualche problema; soprattutto, a differenza degli altri ragazzi, non potevo andare alla scuola calcio, perché nessuno si prendeva la responsabilità di avermi. Quindi giocavo all’oratorio, dopo il catechismo”.
E poi, a 15 anni, la svolta: la scoperta del calcio amputati, che si gioca senza protesi ma con le stampelle. “Quando ne sono venuto a conoscenza ero molto scettico, allora mi sono informato e ho deciso di provarci, cominciando ad allenarmi con le stampelle in giardino. Mi si è aperto un mondo- ha spiegato Paolo- Qualche anno dopo ho deciso di non mettere più la protesi: con le stampelle sono molto più libero di esprimere ciò che sono, mi sento più me stesso. Questo sport mi ha fatto crescere molto come persona: prima mi sentivo come se fossi solo al mondo, ma quando ho conosciuto altri ragazzi amputati non è più stato così”.
Ora gioca nella Nazionale italiana calcio amputati, sorta nel 2012 dal desiderio di Francesco Messori, anche lui con una sola gamba dalla nascita, di giocare con ragazzi come lui; la squadra fa parte della FISPES (Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali) e ha già partecipato a tre mondiali e due europei. Oltre a questo, Paolo gioca nello Sporting AMP Football, una delle quattro squadre facenti parte del campionato italiano, e da quest’anno è stato acquistato anche da una squadra polacca.
“La Polonia in quest’ambito è molto più avanti rispetto a noi: è tutta un’altra situazione, come spero possa essere anche in Italia- ha osservato- Il problema è che da noi lo sport non è conosciuto, infatti siamo ancora a 60 atleti, che sono davvero pochi. I buoni risultati possono aiutarci a crescere: a giugno di quest’anno parteciperemo agli europei in Francia e puntiamo a fare una bella prestazione”.
L’augurio è che il calcio amputati possa crescere e diventare sempre più conosciuto anche in Italia, diventando un importante strumento di inclusione. “Per il ragazzo amputato che si chiude in casa perché tante persone non accettano la disabilità, può essere un modo per entrare nella società- ha riflettuto Paolo, che collabora peraltro con l’associazione Lucca Senza Barriere- Ma può servire anche per dimostrare a tutti quelli che hanno due gambe e due braccia che i limiti sono tutti mentali: se uno vuole fare una cosa la fa, basta non trovare scuse”.
“Mi piacerebbe anche essere un esempio- ha concluso- Quando sono in giro per Lucca i bambini cominciano a indicarmi e gridare, ma quello che mi fa ridere sono i genitori che li zittiscono e basta: proprio questo è il problema di come si tratta la disabilità. I genitori dovrebbero prendere i bambini e spiegare loro la situazione invece di tenere tutto nell’oscurità, perché in questo modo passa il messaggio che la disabilità è una brutta cosa, quando invece è del tutto normale. Io sono dell’idea che siamo tutti un po’ disabili: dobbiamo guardare a quello che sappiamo fare”.
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