Cent’anni di solitudine sono quelli che la Fiorentina ha regalato ai suoi incredibili e increduli tifosi. In uno stadio, nonostante la bruttezza dello stato attuale, pieno ai limiti della capienza , alla presenza di tanti campioni del passato che hanno onorato la maglia viola, la Fiorentina viene umiliata dalla neo promossa Frosinone, perdendo per tre a zero.
Un inizio di campionato veramente scioccante che pare purtroppo il seguito dell’orribile campionato dello scorso anno.
Eppure la campagna acquisti fino a quindici giorni fa ( e vi spiegheremo) il perché aveva riacceso entusiasmo e speranze fra la tifoseria.
Invece la vicenda Keane, va, resta, si vende oppure no, qualche altro acquisto ancora non completato, ha di fatto reso la squadra viola una bella, se così si può dire, incompiuta.
Del progetto tattico inizialmente previsto e tanto caro a mister Grosso: un classico 4-3-3, ad oggi nessun esterno è presente in rosa.
Oggi è annunciato e sta completando le visite Njie, prelevato dal Torino, altra scommessa, che come per gli altri arrivi si spera confermi le aspettative.
L’arrivo di Mastantuono, ha comportato un cambio di modulo, e la partenza di Keane (sempre più probabile), ha portato con l’arrivo di Pellegrini a cambiare quello che per tutto il pre-campionato e la prima partita di coppa Italia, era stato il canovaccio tattico della squadra.
È arrivata così la prima sconfitta a Roma e ieri sera la seconda ancora più clamorosa, in considerazione, senza togliere niente al Frosinone, del valore dell’avversario.
Troppa brutta per essere vera.
Speriamo perché ieri sera l’immagine della Fiorentina è stata di una pochezza come gioco e come carattere e intensità veramente ai limiti della vergogna.
E’ vero la sfortuna ( sotto forma di due pali colpiti), certamente non ha aiutato la Viola, ma attaccarsi a questo è veramente e ingiustamente giustificabile.
Una squadra che con due esterni difensivi propensi più ad attaccare che a difendere, un centro campo dove il solo Oulai ha mostrato una condizione fisica accettabile, mentre Atta ( sembra il fratello di quello ammirato ad Udine) e Ndour hanno sempre e solo corso, spesso a vuoto. Diceva un vecchio grande allenatore che c’è differenza tra correre e rincorrere. Corri a vuoto, ti stanchi e non fai niente, rincorri invece con logica e quanto meno l’avversario ha qualcuno che lo marca e lo disturba.
A questa difesa e centrocampo lento, aggiungi poi Gudmundsson e Mastantuono, più portati a proporsi che a difendere sul proprio avversario, ecco che al bravo mister Alvini, e’ bastato aspettare e ripartire in quelle praterie che si trovavano davanti i suoi ragazzi. Novanta minuti di passione dove il debuttante Raimondo ( autore di una doppietta), e il georgiano Kvernadze hanno fatto a pezzi la retroguardia gigliata.
E adesso? A tre giorni dal gong del mercato si ha l’impressione che questa sia una squadra attualmente non decifrabile, di una squadra che vorrebbe e non può’.
Ieri in conferenza stampa Grosso ha detto: “Puoi avere anche dei bei quadri ma occorre un muro su cui appenderli.”
Se questa è la situazione bisogna essere dei bravi architetti, geometri e muratori per tirar su in tre giorni un muro maestro.
Più che altro oltre per chi scrive, e per tanti tifosi viola questa domanda deve porgersela Il presidente Commisso che ha speso più di cento milioni in una casa senza muro.
Diceva Endrigo: “Era una casa molto carina, senza ne tetto e senza cucina, ma era bella, bella davvero in via dei Matti numero zero".
Buon compleanno Fiorentina, e auguri, ne hai proprio bisogno.
Nel giorno del centenario clamorosa sconfitta per la Viola: peggior inizio di campionato da sempre
Scritto da Marco Materassi
Sport
30 Agosto 2026
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