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Scritto da Redazione
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21 Marzo 2020

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo del dottor Marco Lera, scomparso ieri dopo aver contratto il Coronavirus, tracciato dall'ex sindaco di Barga Umberto Sereni.

"Alla commozione generale che è seguita alla notizia della scomparsa del dottor Marco Lera, vorrei poter partecipare anch’io con un ricordo che mi riporta agli anni in cui ero sindaco a Barga. In quella veste avevo modo assai spesso di incontrare il dottor Lera che aveva uno studio dentistico a Ponte all’Ania. Gli incontri occasionali si trasformarono presto in una consuetudine che assai presto fece maturare una reciproca stima ed una reciproca simpatia. Mi accoglieva sempre con quel suo sorriso aperto e leale che mi faceva intendere la sua genuina indole di persona per bene. Eravamo collocati su sponde opposte riguardo agli orientamenti politici, ma per me come per Marco queste distanze non avevano conto: Contava invece il giudizio sull’uomo. Che dovrebbe prevalere sempre. Perché ci aiuta ad essere umili, e ci insegna a saper guardare nei cuori. Dove albergano quelle virtù che fecondano il Bene.

Finito il sindacato, avevamo spesso occasione di ritrovarci ed ogni volta che avveniva Marco mi ricordava quanto si era divertito quella mattina quando “inaugurai” una panchina a Ponte all’Ania. A raccontarla quella scena continuava divertirlo e la riferiva come una delle prove più sicure delle mie doti di sindaco. In breve le cose erano andate così: a Ponte all’Ania c’era un  simpatico gruppo di anziani, uomini e donne, che si riunivano sul far della sera utilizzando sedie di fortuna. Per rendere più comodi quegli incontri decisi di far sistemare nel luogo dove si riunivano  un paio di panchine e quando tutto fu pronto festeggiammo la cosa con tanto di cerimonia ufficiale. Alla quale intervenne anche Marco che la trovò molto simpatica. E così se la ricordava ed accompagnava il racconto con quel suo sorriso dolce e luminoso che era come un regalo che offriva con immensa generosità.

Ai tuoi cari, così duramente colpiti, un pensiero di affettuosa solidarietà. Che la terra ti sia lieve, caro buon Marco".

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