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Scritto da ubaldo de francesco
lettere alla gazzetta
27 Giugno 2025

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Non sono un giudice di cassazione né sono un costituzionalista; sono solo un “coglione” che ha abbastanza tempo e, quando è stato ratificato dal parlamento il cosiddetto decreto sicurezza, si è preso la briga di andarsi a leggere quei 39 articoli di cui è composta la legge.
Devo dire che immediatamente (chi mi conosce ne è testimone) ho notato, al di là del giudizio politico, più di qualcosa che non mi quadrava; mi sembrava più paragonabile alla celeberrima lettera di Totò e Peppino (punto, punto e virgola, due punti! Tanto per intenderci) che ad una legge dello Stato. Ho letto stamattina che, dopo i dubbi sollevati dall’accademia, dalla magistratura e dall’avvocatura dello Stato, il decreto in questione è stato completamente bocciato dalla Corte Costituzionale, cui seguirà, inevitabilmente, un rigetto da parte della Corte Costituzionale! Beh, come poteva essere altrimenti? 

Vado a spiegare in breve gli elementi di maggiore criticità sollevati dalla Corte:

1. Per legiferare, in una materia delicata come la sicurezza, attraverso lo strumento del decreto governativo, nonostante un disegno di legge giacente in parlamento, dovrebbero ricorrere una situazione di estrema e improcrastinabile urgenza che i giudici, ovviamente, non hanno ravvisato allo stato attuale. Per intenderci, non si fece ricorso al decreto neanche durante i giorni del sequestro Moro, nonostante la spinta motivazionale dell’opinione pubblica, perché i politici di allora (politici veri, che prima di giurare sulla Costituzione, l’avevano anche letta, anzi, in alcuni casi l’avevano pure scritta!) non ritennero necessari né decretazioni d’urgenza e né leggi speciali.
2. Non si può inserire nello stesso testo, sotto il nome generico di “sicurezza”, argomenti completamente diversi, per natura e contenuti, tra di loro: terrorismo, mafia, beni confiscati, sicurezza urbana, tutela delle forze dell’ordine, vittime dell’usura, ordinamento penitenziario, strutture per migranti e coltivazione della canapa; sembra fatto sulla falsariga dell’immancabile, già da molti anni, decreto cosiddetto “mille proroghe” (secondo me anch’esso incostituzionale!) dove vengono inseriti, anche all’ultimo momento, i provvedimenti legislativi più disparati e astrusi!
3. Il decreto presenta elementi di vaghezza non gestibili con precisione; quando si dice che sia un’aggravante la manifestazione che si svolge “nei pressi” di una stazione ferroviaria, cosa significa e come si misura quel “nei pressi”? Significa dentro la stazione? Davanti all’ingresso? O nelle via adiacenti? A Roma tutti sanno che piazza dei Cinquecento si trova nei pressi della stazione Termini anche se sta a 500 metri dalla stessa; a Pizzo Calabro, se mi allontano mezzo chilometro dalla stazione, sono in un altro comune!
4. Il decreto contiene elementi in contrasto con l’art. 3 della nostra Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”) e, quando si fa espressamente riferimento alle “borseggiatrici Rom”, tale contrasto mi pare più che evidente!
5. Altro contrasto evidente è quello con l’art. 2 della Costituzione quando si criminalizza la protesta, anche sotto forma di resistenza passiva, dei detenuti. Piaccia o no, in uno Stato di diritto, anche ai detenuti viene garantito il diritto di protestare se trovano cinque scarafaggi nella minestra o se devono dormire in dieci laddove sarebbero previsti cinque posti letto oppure se vengono picchiati dai secondini. Togliere loro questo diritto è ovviamente incostituzionale!
6. Quando il decreto permette agli agenti dei servizi segreti di “creare gruppi eversivi” a fini preventivi, è ovvio che si sollevino, da parte della Corte, forti preoccupazioni sulla mancanza di controllo democratico e sul rischio di devianze.
7. Non può, un tale decreto, essere operativo già il giorno della pubblicazione in G.U. senza il tempo necessario per un’adeguata informativa ai cittadini! È un po’ come se io stasera parcheggiassi la mia macchina regolarmente in un posto consentito e, domani mattina, diventando operativa una disposizione comunale che istituisce un divieto di sosta proprio in quel parcheggio, mi trovassi una multa sul parabrezza!
Ovviamente queste sono solo alcune delle eccezioni sollevate dalla Corte di Cassazione, la quale, in pratica, ha reso il decreto paragonabile a carta straccia!
Ora io mi chiedo, ripeto, senza dare nessun giudizio politico in merito (che ovviamente sarebbe negativo!), ma possibile che questi signori, ministri, sottosegretari, deputati ecc. possano elaborare un testo di Legge al quale, un qualsiasi professore di Diritto, darebbe 4, solo se fosse di manica larga? Mi chiedo, ma chi stiamo profumatamente pagando per prendersi cura del nostro Paese?
È per questo che quando mi chiedono:
- Ma tu preferisci essere governato da “quelli” di destra o da “quelli” di sinistra?
Io rispondo di getto:
- Io veramente preferirei essere governato, innanzitutto, da “quelli” bravi!

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