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Scritto da ubaldo de francesco
lettere alla gazzetta
10 Luglio 2025

Visite: 865

“Sabato 18, alle ore 20 e 25, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione alla coppa del mondo; Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero!”

C’era un tempo nel quale Fantozzi ci faceva ridere raccontando le nostre abitudini e le nostre debolezze, come quella di tifare, tutti ma proprio tutti, per la nazionale di calcio, quasi come un orgoglioso riscatto di un paese sempre in bilico tra fare e non fare, tra il serio e il faceto, tra miseria e nobiltà… ma la nazionale era una cosa seria, anzi, serissima: Italia-Germania del ‘70 fu più importante dello Statuto dei Lavoratori, il “mundial” vinto nell’82 ci fece dimenticare le bombe e le “notti magiche” del ‘90 ci facevano sentire liberi e felici!
Che cosa è accaduto poi? Forse neanche la vittoria del mondiale del 2006 riuscì a farci ritrovare gli antichi fasti… si, siamo lì a vederla, siamo contenti se vince, tifiamo anche, forse più per un giocatore della nostra squadra del cuore che per la nazionale, ma se perde ci importa poco, abbiamo cose più importanti a cui pensare! Nulla a che vedere, quindi, con il coinvolgimento emotivo popolare evidente fino a 30 / 40 anni fa!
Ho sentito elencare una serie di motivi: 
il basso livello tecnico, i troppi soldi che girano nel calcio, i troppi stranieri, la sovraesposizione di calcio in TV; tutti motivi indiscutibilmente validi ma, credo, nessuno esaustivo!
Volete sapere come la penso?
Penso che la cosa più grave è che non ci sia più amore! Tra rifiuti ad allenarla, calciatori che per un unghia incarnita preferiscono rinunciare e quelli che preferiscono giocare tra i cammelli che con l’Italia, i tifosi che “ah ma stasera gioca la nazionale? Manco me ne ricordavo!” è facile verificare la mancanza di amore per la nazionale!
Ma sarò ancora più tranchant: credo che, da molti anni, manchi proprio l’amore in tutto quello che facciamo: il lavoro (ma quanto ti danno?), le vacanze (se non vai a seimila km di distanza, mica sono vacanze!), la famiglia (no, con mia moglie preferiamo dormire in camere separate!). 
Nel ‘77 Stefano Rosso cantava: “che bello, due amici una chitarra e uno spinello…” meravigliosa ma oggi non si fa più, anzi, se lo fai è capace pure che ti arrestino!
Vabbè forse pure l’età influisce nel giudizio, però, posso dire? Che tristezza!
Ah, a proposito, “chi ha fatto palo?”

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